Multisegnalazione di uscite editoriali – 5

– Alberto Prunetti –

norwegian-wood-catasta-legna

Richard Hooker, M*A*S*H, Sur, 2017, pp. 251, euro 16,50, traduzione di Marco Rossari

A fine anni Settanta ero un bambino e quando guardavo nel piccolo televisore in bianco e nero la serie americana M*A*S*H – allora si usava dire telefilm – ero solito sbellicarmi dalle risate. Più di recente ho visto l’adattamento cinematografico di Altman, che mi ha lasciato deluso rispetto al mio vago ricordo del telefilm: battute piatte, forse anche per colpa del doppiaggio, recitazione senza grandi scarti. Poi adesso arriva finalmente il libro in italiano e che sorpresa… il romanzo di Hooker spiazza e va ben oltre gli adattamenti per la tv o il grande schermo. La scrittura è attraversata da un umorismo demenziale, è agitata da un’ironia folle che però non colpisce a casaccio ma, come il sarcasmo, come un bisturi nelle mani di un chirurgo, arriva al suo obiettivo e taglia al punto giusto. Perché c’è ironia e ironia. L’ironia di M*A*S*H non è cattiva, non è lo sberleffo fascista che irride la vittima, non è il riso crudele che si fa beffa del debole. Qui la satira colpisce il potente, il superiore, il militare rigido. Colpisce il sistema del militarismo, l’autoritarismo, l’obbedienza all’ordine come unica virtù. Perché l’umorismo è l’unico modo per far saltare in aria il doppio legame di obbedienza a comandi contraddittori, il contesto psicologico tipico della razionale assurdità di guerra. M*A*S*H va letto, assolutamente: lo collocherei in un pantheon letterario antimilitarista assieme a Il buon soldato Sc’veik e Comma 22, a cui si ispira e che forse, in parte, trascende. (Doverosa precisazione: lo scenario del racconto è quello di in un contesto bellico degli anni Sessanta e alcune battute suonano maschiliste ai nostri giorni).

Lars Mytting, Norwegian Wood. Il metodo scandinavo per tagliare, accatastare e scaldarsi con la legna, De Agostini-Utet, 2016, pp. 246, euro 22, traduzione di Alessandro Storti.

Che scoperta… Di libri di silvicoltura ne ho letti e di tanto in tanto mi prendo un po’ di tempo per leggermi qualche articolo su riviste specializzate e cataloghi di motoseghe. Ne possiedo una, di fascia prosumer, una Efco, in passato per lavoro ho maneggiato un’Husqvarna. Taglio qualche metro cubo di legna all’anno per riscaldare la casa, a vent’anni come lavoretto per studiare ho tagliato qualche presella di legna ma ho trovato meno faticoso fare il pizzaiolo. Comunque nel mio cv posso scrivere di aver ripulito il bosco, ammonticchiato, ramicciato, smacchiato, preparato l’imposto e caricato il bilico. Se la terminologia risulta oscura ai nativi digitali o ai millennial, tranquilli: sono le key-word di un upgrade maremmano dei content del libro di Mytting. Insomma, metri cubi di macchia. Da trasformare in kilowatt di calore domestico alla fine della lettura di un saggio narrativo che riesce magistralmente a far sentire il freddo della neve e lo scricchiolio della legna nella stufa (sì, il castagno scricchiola, non mettetelo nel camino, può essere pericoloso). Già l’introduzione, sulla soglia del testo, segna -21. Eppure restituisce il calore della complicità.
Continuo con un aneddoto personale. Con alcuni vicini, ogni anno tagliamo un po’ di legna per le nostre case. Alcuni giardinieri ci portano le potature. Scartiamo le conifere troppo resinose o il castagno che brucia troppo in fretta e teniamo il resto. Ci prendiamo due giorni all’anno per fare tutto il lavoro con tre motoseghe, una sega a disco a motore e una spaccatrice pneumatica elettrica. Quando ho fatto vedere ai miei soci il libro di Mytting, con le splendide foto di accatastamento che lo corredano, i miei sodali sono impazziti di gioia. E io pure, soprattutto dopo averlo letto. L’autore passa in rassegna i punti salienti dell’arte del legno: dalla ricrescita del bosco (da me si usa la tecnica delle matrici da lasciare ogni 8 metri) alle strategie di taglio, dalle motoseghe alle tecniche di accatastamento, dal deposito in legnaia fino alla madre di tutti i problemi: la stufa, il suo potere, la pulizia del camino, la sicurezza e l’inquinamento dei fumi. Quello delle stufe a legna è un ambito in cui in nordeuropei ci surclassano, con l’eccezione tipicamente italiana della stufa economica, il vero centro della casa di mia nonna, attorno a cui mi siedo ogni volta che vado a trovarla. Il libro l’ho letto cercando di integrarlo con le mie conoscenze locali. A esempio, è troppo facile, replicava un mio sodale, fare i furbi spaccando e accatastando la betulla: con la betulla son buoni tutti, è come burro, venite a spaccare la quercia, piena di nodi, e se ne riparla, dice lui. Si, ma questi tagliano al nord, nella neve, a meno dieci, replica un altro, e smacchiano nel fango… son buoni tutti ad andar nel bosco con 15 gradi sopra lo zero, come si fa nel bosco mediterraneo in un giorno placido d’inverno in Maremma. E l’ Husqvarna o la Still? Quale marca di motoseghe è migliore? Limare la catena? In proprio o andare in officina, dove si fa comunella e si sparano bischerate fino a buio? Insomma, attorno a questo libro, fuori da questo testo c’è un mondo, con centinaia di varianti regionali… come sa chi ha messo piede nel bosco con la roncola in cinta. Ma raccontare quel mondo dal punto di vista del Grande Nord con tanta sagacia narrativa non è da tutti. Mytting lo fa con la penna e col pennato, come dovrebbe fare, da Thoreau e Jack London in avanti, ogni grande scrittore con una competenza naturalista e silvestre.
(Una precisazione finale: i boschi sono dagli anni Ottanta in espansione, complice l’abbandono delle campagne. L’importante è tagliare in modo che il bosco si rinnovi e, come spiega bene l’autore, evitare di superare la quota di riproduzione annuale del bosco. Un problema ecologico di deforestazione forse può darsi in alcune regioni dell’Europa dell’est con l’incremento dello sviluppo dell’industria del ceppato e del pellet: gran parte del pellet che si vende in Italia viene dalla Polonia. La legna da ardere in genere è invece tagliata sul posto e viene bruciata in un raggio di pochi chilometri dal luogo del taglio, cosa che favorisce la cura del bosco e non spinge la produzione oltre i limiti del consumo locale).

Le nuove uscite di letteratura ispanoamericana di Sur

Ci ho messo un po’ a scaldarmi con Confabulario di Juan José Arreola, (Sur, 2016, pp. 161, euro 9, traduzione di Stefano Tedeschi), ma poi ho trovato alcuni di questi racconti superlativi. Scritti bene, ironici, saturi di un umorismo che fa il verso a scritture paludate, mandandone in frantumi il dispositivo che le produce. Mi ha colpito su tutto, l’idea di base di un racconto: scrivere un progetto di normalizzazione del Vangelo, inventandosi una tecnica per far passare un cammello dalla cruna dell’ago.

Il secondo del tris appena servito da Sur è Quelli di sotto di Mariano Azuela (Sur, 2017, pp. 190, euro 14, traduzione di Raul Schenardi). Non si può non pensare, nel corso della lettura di “Los de Abajo”, a pellicole come “Vamos a matar, compañeros” o al capolavoro di Sergio Leone “Giù la testa”. La rivoluzione messicana col suo puzzo di polvere da sparo ci viene incontro nelle pagine di duro realismo di Mario Azuela. E, come diceva un tale, non è un pranzo di gala.

L’ultima uscita di questo triplete è una raccolta di racconti di Juan Carlos Onetti: Triste come lei (Sur, 2017, pp. 348, euro 16, traduzione di Angelo Morino).

Luca Lenzini, Il gatto di Arnheim e altri scritti clandestini, editrice Zona, pp. 253, euro 15,30

Scrive Fortini in Traducendo Brecht: “Scrivi mi dico, odia / chi con dolcezza guida al niente”. Parole che richiamano “l’odio per l’imbianchino” – ovviamente Hitler – che solo spingeva il poeta di Augusta alla scrivania. Che suonano lontane, in anni in cui la componente polemica è quasi espunta nel panorama della narrativa e della critica dei nostri tempi. Ma non ovunque, per buona sorte. Nella raccolta di saggi di Lenzini, instancabile animatore del centro Fortini di Siena, è forte la capacità, con la cassetta degli attrezzi del pensiero critico e della scuola di Francoforte, di usare il vaglio critico per discernere, per svelare, per mettere in tensione la narrativa coi rapporti di forza che reggono la società. Tutto questo è meritorio, in anni in cui si scrive per narcisismo o per coprire le vergogne e le passioni basse dei tempi in cui si vive. In direzione ostinata e contraria alla vulgata che guarda con fastidio la letteratura sociale, Lenzini si confronta con l’opera di Carrère, Fortini, Pasolini e Agamben. E c’è posto anche, dal lato del villain, per Maroni, la Thatcher, Benigni e Renzi (divertente una “lectio magistralis” pronunciata il primo maggio in un circolo arci nei pressi di Firenze). Una raccolta di saggi che si pone di traverso al mainstream nichilista del presente, da cui la clandestinità a cui il sottotitolo allude.

In conclusione segnalo due collane mandate in stampa dal Centro di documentazione di Pistoia: gli Antimoderati e le Memorie per domani. Tra i titoli spicca una monografia su Luciano Bianciardi scritta da Giuseppe Muraca, un’antologia dedicata ai rivoluzionari con un saggio su Piero Gobetti, e un’altra pubblicazione miscellanea con una raccolta di scritti su Raniero Panzieri. Il Centro di documentazione di Pistoia si conferma, da svariati lustri, una fucina di attività bibliografiche ed editoriali. Tra altre cose, licenzia un bollettino dedicato alla letteratura per l’infanzia che è consigliatissimo.


Alberto Prunetti (Piombino, 1973) ha pubblicato Amianto, una storia operaia e PCSP (Piccola Controstoria Popolare), entrambi con Alegre Edizioni. Traduttore e lavoratore culturale freelance, scrive su Letteraria, Giap, Il Lavoro culturale, Il Manifesto, Repubblica Firenze e altre testate.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...