[Quella Brutta China] Ristampe: Il gusto del cloro di Bastien Vivès

 – Serena Mascoli –

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Lei, Lui e una piscina. Il sottotitolo di Il gusto del cloro, il graphic novel di Bastien Vivés divenuto ormai un classico del fumetto, racchiude i tre elementi a noi necessari, la chiave di accesso alla storia che Vivès ci racconta. Lui, timido, impacciato in acqua e nei rapporti umani, costretto al nuoto per problemi alla schiena; Lei, due grandi occhi scuri, intensa e malinconicamente misteriosa, inaccessibile nel suo passato da atleta, ma che nell’abbraccio acquoso si scioglie e si apre pian piano al mondo esterno. E poi la piscina, quel microcosmo fatto di riti (sala di accesso per togliere le scarpe, spogliatoio, doccia, immersione, prima vasca, seconda vasca, terza vasca…), che in questo caso ha una doppia funzione terapeutica, cura il corpo e cura l’anima: ci si immerge in acqua per risanare qualche ferita segreta, per ripulirsi dalle fatiche, dalle tristezze di ogni giorno.

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Lui e Lei si incontrano ogni mercoledì in piscina, si scrutano, si avvicinano, imparano a conoscersi. Si innamorano? Chissà. Ed è proprio in questa piscina che Lei propone a Lui di dargli una mano con il nuoto e i vari stili, di aiutarlo a rendere più efficaci le bracciate e la respirazione. Ma il “corso” si rivelerà ben presto la metafora di una crescita di ben altro tipo: gli appuntamenti in piscina scandiscono il ritmo di un’educazione alla vita e di un’iniziazione sentimentale che porteranno il protagonista a una maggiore consapevolezza di sé.

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L’atmosfera di questo romanzo a fumetti è permeata da toni intimi, personali e raccolti che però non cedono il passo a picchi di sentimentalismo, è un insieme di possibilità soltanto accennate. Sebbene la vicenda pecchi un po’ di semplicità – i testi infatti sono scarni, quasi assenti, prevalgono invece la fisicità dei soggetti in acqua con la muscolatura delle braccia e delle gambe in tensione, le apnee, le espressioni di attesa o di gioia o di delusione, i dettagli tratteggiati a matita – la base grafica e stilistica è originale e l’uso del colore (quasi 150 pagine di sole scale di azzurro-verde-marrone) con cui si sono resi l’ambientazione acquea della piscina, il senso della prospettiva, la sensazione dei suoni attutiti e dell’odore di cloro, appunto, è singolarissimo. A sprazzi emerge il senso di straniamento e solitudine che trabocca dagli occhi di Lei o nei personaggi sullo sfondo isolati: in fin dei conti il nuoto per antonomasia è uno sport solitario, si è soli quando si è in acqua, come se essa stessa fosse una sorta di barriera nello sforzo di mantenersi a galla, anche in mezzo a tante altre persone.

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Rispetto alle prime tavole, man mano che si procede con la storia, le immagini appaiono sempre più definite e particolareggiate, le tavole perdono l’aspetto che ricorda gli schizzi a matita arricchiti dal colore; soprattutto negli snodi fondamentali della vicenda si lascia spazio ai dettagli fisici, alle espressioni del volto. La storia è raccontata lentamente, con cadenza regolare, i tempi sono quelli di una vasca tra una bracciata e l’altra, il montaggio delle tavole è cinematografico, l’asciuttezza del testo e la semplicità della vicenda che non scade nella banalità farebbero pensare infatti a uno splendido cortometraggio, con lo spazio descritto con dovizia di particolari. Ma probabilmente il tratto più interessante e nuovo è la duplice rappresentazione del corpo: le parti anatomiche sommerse, a differenza di quelle che si trovano all’esterno dell’acqua, perdono del tutto la linea nera di contorno, divenendo delle macchie di colore distorte, perfettamente integrate nell’ambiente azzurrino della vasca riempita di acqua. Anche le tonalità sono modulate ad arte per rendere l’incarnato e i colori scuri dei costumi e degli accessori da bagno attutiti dal verde marino dell’acqua; naturalmente è presente l’intera palette dell’azzurro, dall’indaco al turchese all’acquamarina.

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Proprio di pochi giorni fa è la notizia della ripubblicazione del graphic novel per la casa editrice Coconino Press del gruppo Fandango. Nuova edizione, dunque, a nove anni dal debutto, e nuova copertina. È riconfermato, invece, il finale rivisto dall’autore e realizzato per la versione in italiano in anteprima mondiale già per l’edizione del 2014 per The Box Edizioni.

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Bastien Vivès si conferma, così, a 33 anni appena compiuti, astro sempre più in ascesa nell’ambito dell’illustrazione e del fumetto. ‘Figlio d’arte’ in tutti i sensi (suo padre Jean-Marie è un pittore di sfondi cinematografici) appassionato di disegno fin da piccolissimo, non poteva che avvicinarsi al mondo dell’arte studiando in alcune tra le più prestigiose scuole a Parigi e Ginevra. Il debutto editoriale è del 2007 con Elle(s) e due anni dopo, a soli 25 anni, Vivès vince niente di meno che il Prix Révélation al prestigioso Festival del fumetto di Angoulême, proprio con Le Goût du Chlore.

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I lavori pubblicati negli anni, tra cui Nei miei occhi, Polina, Tra due cuori e Questione di cuore, sono la conferma definitiva delle abilità di Bastien Vivès, del suo stile personale e delicato, introspettivo e lieve. I riconoscimenti di pubblico e critica non tardano ad arrivare, tra cui anche l’assegnazione del Premio Micheluzzi al Napoli Comicon del 2010, sempre per Il gusto del cloro eletto come miglior fumetto straniero.

Bastien Vivès incarna, in questo modo, grazie ai suoi disegni e alle sue storie, quel sentire, quel coacervo di speranze e incertezze di tutta una generazione di ventenni-trentenni che rivede nelle sue opere l’importanza e la necessità che rivestono, oggi più che mai, i rapporti umani.


Serena Mascoli dopo gli studi in Storia dell’Arte e in Codicologia si trasferisce a Gerusalemme e in seguito a Milano dove consegue un Master in Editoria. Dal 2013 vive a Parigi lavorando come redattrice per diversi studi editoriali.

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Enri1968 ha detto:

    Molto bello, l’ho letto qualche tempo fa … secondo me ci può star bene qualche brano di Vasco Brondi de Le luci della centrale elettrica, come colonna sonora ideale.

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