[Quella Brutta China] Le avventure didattiche del Professor Astro Gatto: un’intervista a Ben Newman

– intervista e traduzione di Zazie Vostok –

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[Questa intervista è stata precedentemente pubblicata nel blog dell’autrice, Dancing Asteroid]

Ben Newman è un illustratore e graphic designer inglese. Negli anni ha lavorato per The New York Times, Tate Modern, Google, The New Yorker e BBC Radio. Nel 2013, dalla collaborazione ed amicizia con il fisico Dominic Walliman, è nato il personaggio Professor Astro Gatto (Professor Astro Cat) che lo ha reso noto in tutto il mondo. Il suo primo libro, Professor Astro Gatto e le nuove frontiere dello spazio (Nobrow Press, 2013, tradotto in Italia da Bao Publishing nel 2014) è stato infatti tradotto in 18 lingue e gli ha valso nel 2015 il Premio Andersen per il miglior libro di divulgazione per l’infanzia. Seguono poi L’avventura atomica del professor Astro Gatto (Nobrow Press, 2016, tradotto in Italia da Bao Publishing)  e un terzo volume aggiuntivo, in collaborazione con Zelda Turner, Professor Astro Cat Intergalactic Activity Book (Nobrow Press, 2016) attualmente inedito in Italia. Forte della sua competenza in campo scientifico, il Professore Astro Gatto ci spiega i segreti del sistema solare, dei pianeti che lo compongono, delle galassie e persino delle origini dell’universo, il magnetismo, le onde sonore, le luci e i colori, fino ad arrivare a parlare di relatività e di multiverso. Grazie alle sue illustrazioni dalle tinte sfumate  e dai colori accessi, alle didascalie fitte di informazioni e curiosità e all’estetica sobria e vintage,  il Professore è riuscito ad appassionare da subito ragazzi e adulti e raccogliere un successo planetario.

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Ciao Ben, benvenuto e grazie davvero per questa intervista. Mi piacerebbe iniziare parlando della nascita del Professor Astro Gatto. Quando hai pensato di scrivere il primo libro? Come lo avete elaborato, tu e Dominic Walliman? È stato un progetto particolarmente impegnativo?

Ho lavorato per parecchi anni in una libreria e sono stato un avido collezionista di libri scientifici anni ’50-’60, ed ero rattristato dal vedere quanto poco amore la gente provasse per i libri intesi come oggetti di design. Questo mi ha portato a pensare che se ne avessi scritto uno sullo Spazio, sicuramente sarebbe stato una risposta alternativa rispetto a quello che offriva il mercato editoriale. Dopo aver disegnato un poster sul sistema solare che vendeva bene, ho parlato a Nobrow dell’opportunità di fare un libro interamente dedicato allo Spazio e loro hanno subito trovato l’idea estremamente interessante. Ma a quel punto avevo bisogno di trovare uno scrittore perché non ero in grado di scrivere il soggetto da solo. Dominic è un vecchio amico dai tempi di scuola, è un fisico che nutre un grande amore per l’astronomia, quindi era la persona ideale a cui chiedere aiuto. Il libro all’inizio non comprendeva il Professor Astro Gatto, anche se il personaggio esiste dal 2007 (si tratta di un lavoro scartato da un’etichetta discografica) sulle stampe e sulla carta da regalo delle quali avevo curato il design. A dire la verità non avevo mai considerato l’idea di poterlo inserire in un volume. Dominic, invece, ha messo in evidenza da subito come il punto di vista di un narratore avrebbe giovato al libro. Questa mi è sembrata l’occasione perfetta per far entrare in scena il Professor Astro Gatto, così l’ho suggerito e tutti siamo stati d’accordo.

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Pur essendo un’appassionata di Astronomia, la prima cosa che ho apprezzato de Le avventure del Professor Astro Gatto è stata la tua tecnica di illustrazione. Le tue pagine hanno un tocco vintage che mi riporta agli anni ’60. È un tipo di influenza che accomuna larga parte della tua produzione. Come sei arrivato a questo tipo di stile?

Quando ero bambino, moltissimi cartoni anni Cinquanta e Sessanta erano riciclati per riempire i palinsesti televisivi, quindi ero sottoposto a un sacco di Tommy & Jerry, The Pink Panther e altri cartoni prodotti dalla Hanna-Barbera. Una volta cresciuto, mentre cercavo di darci un taglio con questo tipo di influenze, ho realizzato che costituivano una parte importante di quello che sono e di come mi piace comunicare. C’è qualcosa di estremamente puro e diretto nella comunicazione 2D, specialmente in un mondo in cui imperversano l’animazione 3D e CGI. Pubblicare libri per bambini, è accaduto in maniera naturale. E sono felice che sia avvenuto, perché è stato un modo per allontanarmi dalla componente commerciale ed avere controllo diretto dei progetti sui quali lavoro.

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C’è un illustratore di quegli anni che reputi determinante per la tua formazione?

Sì, è Jim Flora. Lui è un maestro nel far apparire in movimento i suoi disegni, anche se in realtà non lo sono. Ha realizzato le copertine di tanti bellissimi album di musica Jazz fra gli anni ’50 e ’60. Le sue palette di colore erano minimali, ma vibranti e cinetiche. Era davvero straordinario.

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Jim Flora, Copertina dell’album Mambo for Cats, 1955

Quali sono, invece, i materiali e le tecniche con cui ti trovi più a tuo agio?

Mi piace creare le mie texture con carboncino e pastelli, per poi scansionarle. E amo dipingere su legno, quando non uso il computer.

Quali sono i progetti futuri? Collaborerai ancora con Nobrow?

Sì, decisamente. Sto lavorando ad alcuni libri illustrati che ho scritto e disegnato, da solo. Dominic (Walliman) ed io lavoreremo ancora su altri libri del Professor Astro Gatto e penso ci prenderanno qualche anno. E non vedo l’ora.

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E ora, l’ultima domanda o meglio una richiesta: descrivi il luogo in cui ti trovi in questo momento e la cosa più bella che riesci a vedere.

Sono in cucina, a casa, perché sta piovendo molto forte e non posso fare una passeggiata sulla spiaggia di fronte al mio studio. La cosa più bella che riesco a vedere non è un oggetto, ma il mio cane: Nina. È la migliore e mi rende sempre felice.


Zazie Vostok, sensibilissimo esposimetro dei fumetti. Coglie lo sfavillio di diamanti, zirconi o semplici cocci di vetro, godendo sempre e comunque di ogni piccolo sorso di luce poliedrica che riesce ad assorbire.

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