La metamorfosi del creatore: leggere e scrivere ai tempi di Wattpad

di Martina Moramarco

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Kamil Kotarba, Hide and Seek

La mia breve esperienza nella scuola secondaria di secondo grado è fonte luminosa di realtà. Guardare i giovani, nati alle soglie del nuovo millennio, etichettati talvolta come nativi digitali – termine che me li fa immaginare come tanti piccoli pellerossa con smartphone in mano e testa tra le nuvole – è esperienza curiosa e stimolante. Un po’ più di un decennio separa la mia giovinezza dalla loro, ma ogni generazione nasconde i propri segreti, i propri meccanismi di difesa dal mondo degli adulti, al quale tragicamente appartengo, l’intima consapevolezza di vivere per la prima volta. Per questo li osservo con curiosità e avidità. Quale musica ascoltano, quali storie preferiscono, quali oggetti venerano, quali temono. Ebbene, riguardo alla musica e agli strumenti che utilizzano per ascoltarla non sono poi così diversi dai miei. C’è ancora qualcosa che possiamo condividere. Arriverà, ne sono certa, un momento in cui la loro musica parrà a me sconosciuta e fastidiosa come il punk o il metal alla generazione dei miei nonni, quella nata negli anni venti, cresciuta a suon di canzonette e musica classica, che al massimo poteva tollerare il rock “rivoluzionario” dei Beatles.

Le storie a cui i nativi digitali possono appassionarsi si immaginano con facilità, se si volta lo sguardo ai propri sedici anni. Cosa cambia, allora? Perché è difficile far leggere per intero Il giovane Holden, che pur può appassionare, oppure la Pamela di Richardson, per non parlare di opere letterarie più complesse, che pur ottennero grande successo di pubblico appena pubblicate? Cambia, ed è piuttosto ovvio, lo stile narrativo, il tono e il ritmo della scrittura, l’attualità stessa delle storie narrate.
Eppure in questo nostro tempo presente, in questa nostra vivida realtà, c’è qualcosa di diverso che sta cambiando. E non è ancora questa prima generazione di nativi digitali che porta con più evidenza i segnali del cambiamento. Il mutamento che la corrente sotterranea di internet sta trasportando è qualcosa di più profondo e non riguarda la sostanza delle storie. Sembra che oggetto del cambiamento sia l’idea, ereditata dal romanticismo e custodita gelosamente dalla società degli ultimi due secoli, della proprietà intellettuale dell’autore, inteso dal lettore come individuo creatore. Individuo, unico e solo responsabile di ciò che scrive, in un sistema intellettuale, commerciale e quindi editoriale, che giudica il suo talento e sostiene la diffusione della sua opera, assecondando il pubblico pagante o guidando il suo gusto.

Cosa succede, cosa è successo, cosa succederà quando chiunque, con un collegamento internet, può dire la propria e soprattutto avere un pubblico di lettori che condivide, nel senso contemporaneo del termine, ciò che ha scritto? Dal blog, oramai antico strumento del web, al mondo dei “social”, per cui non esiste un lemma in italiano a sostituire questo anglicismo da giornalismo 2.0, è in atto una trasformazione antropologica del lettore e dello scrittore. Mi piacerebbe partire dalla prospettiva del lettore, chiamiamolo pure lettore 2.0, per osservare il fenomeno della scrittura, o piuttosto dello scrittore 2.0.
Le sedicenni, non interessate all’attività svolta in classe durante l’ora di italiano, leggono. Incredibile usare questo verbo in un paese che si lamenta costantemente dello scarso pubblico di lettori con cui devono relazionarsi i grandi e piccoli gruppi editoriali. Il cosa leggano queste sedicenni si può immaginare. Storie d’amore, di fantascienza a contorno di storie d’amore, horror accompagnati da storie d’amore. L’amore, l’amicizia, l’emozione sono, è facile intuirlo, i racconti da loro ricercati. Come leggono, è un’altra storia.

Dalla distanza astrale dei miei trent’anni, da lettrice appassionata e da insegnante in formazione, non avevo mai sentito parlare dell’applicazione Wattpad. Per chi non la conoscesse, si potrebbe classificare come un social network – al quale si può accedere, ovviamente, attraverso il proprio profilo facebook o gmail – che si presenta come una «community di condivisione di ebook». La più famosa al mondo, a detta degli sviluppatori. Strumento di condivisione di libri elettronici, dunque.
Una volta effettuato l’accesso a questa comunità virtuale, si hanno a disposizione una serie di pagine: libri consigliati, selezionati con il criterio della loro popolarità tra gli utenti; l’immancabile sezione di storie d’amore, mistero, fantascienza, fantasia. Si passa dai classici ai lupi mannari, dalla narrativa storia alla saggistica. Non manca la sezione spirituale e quella dedicata all’umorismo. Esiste anche una sezione poesia che rende immediatamente chiaro come questo genere sia spiegato male tra i banchi di scuola. Viene assegnato il tag ‘poesia’ anche alla pagina “le citazioni delle star” oppure “le frasi più belle di tumblr”.

Il meccanismo che anima la comunità è molto semplice. Qualsiasi utente può pubblicare la propria storia, in capitoli, in sezioni, a puntate, senza limiti per la lunghezza del testo. Ogni lettore può a sua volta commentare il testo, frase per frase. Chi scrive può accogliere suggerimenti e critiche e man mano modificare il testo originale. Il testo è in fieri, al momento stesso della lettura. Non ha il carattere definitivo del libro stampato. Vive una dimensione provvisoria e incompleta. Lo immagino come un arcaico testo dell’oralità, che si modifica ogni volta che viene ripetuto, affidato all’abilità narrativa di un cantore.

La qualità narrativa dei testi pubblicati su Wattpad è tuttavia piuttosto scadente. Sono presenti innumerevoli refusi e la nobile arte della rilettura e correzione sembra essere stata dimenticata, messa in un cassetto, lì dove giacevano i racconti delle generazioni precedenti in attesa di trovare un lettore. Lo stile è spesso sciatto, semplificato, banale. Molti testi si presentano scorretti dal punto di vista grammaticale, pieni di errori mastodontici, usi scorretti del temibile congiuntivo. Altri, invece, sono scritti correttamente. Tra il pubblico di lettori, la capacità di scrivere bene viene lodata e apprezzata e le storie più popolari vengono anche commentate ulteriormente, dando vita a veri e propri epitomi del testo originale.

La comunità si regge da sola ma, come accade sempre nel nostro mondo social, si possono continuare a seguire gli utenti sugli altri social network – instagram, twitter, tumblr. La popolarità della comunità e il suo punto di forza è l’anonimità del profilo che permette una grande libertà di espressione. Certo, tra i giovanissimi la libertà di esprimersi e di essere giudicati con benevolenza dai propri coetanei è oro. E la possibilità di attirare commenti positivi, piuttosto che quelli negativi, è insita in un sistema che propone oggetti simili a quelli che sono già piaciuti, incontrando quindi il favore dell’utente. E questo è il sistema “social” a cui siamo abituati.

I lettori, anonimi utenti del web eppure individui completi, trovano in Wattpad testi che ameranno leggere. Gli scrittori, a loro volta utenti anonimi e homines scribentes, produrranno testi che saranno sicuramente letti, commentati, citati.
Bisogna navigare a lungo tra le pagine della community per trovare testi che valga la pena leggere. Non si può andare a colpo sicuro a ricercare le parole dello scrittore-creatore. Si devono attraversare acque spesso torbide, farsi guidare dagli algoritmi di popolarità, fidarsi degli altri utenti. Non so se sia uno sforzo troppo grande per chi è nato prima dell’inizio del nuovo millennio. Ma la mutazione antropologica dello scrittore è già iniziata. Quella di noi lettori dovrà corrergli dietro per non perdersi lo sguardo più moderno sul nostro tempo.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Cs ha detto:

    “Veri e propri epitomi”, visto che parla di correttezza linguistica le segnalo che “epitome” è di genere femminile.

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