Su certe soluzioni narrative di Game Of Thrones: il destino di Sansa Stark

di Carlotta Papale

[pubblichiamo la versione estesa di un commento a caldo su Facebook successivo alla visione dell’episodio 5×06 di Game of Thrones, “Unbowed, Unbent, Unbroken.” SPOILER ALERT, ma discussione benvenuta.]

sansa

Che Game of Thrones sia un telefilm violento e crudo ce ne eravamo accorti, e sapevamo a cosa andavamo incontro continuando a guardarlo, ma personalmente ritengo che stavolta gli autori abbiano alquanto esagerato. Premetto che non mi disturbano le modifiche ai libri nella trasposizione televisiva, quando sono giustificate e fatte bene.

David Benioff e D.B. Weiss, gli showrunners, tra i vari cambiamenti effettuati hanno deciso di alterare completamente il viaggio di Sansa Stark. Per dare più spazio a Sophie Turner ed evitare l’introduzione di un altro personaggio verso il quale, alla fine, non abbiamo nessun attaccamento emotivo, hanno fuso il suo ruolo con quello di Jeyne Poole, una ragazza di Winterfell spacciata per Arya e data in sposa a Ramsay Bolton. Sapendo come andava a finire a Jeyne, speravo che, avendo già cambiato tanto della storyline di Sansa, a questo punto gli autori cambiassero anche l’esito di quella vicenda.

E invece niente. Non voglio fare la moralista, ma credo che sia doverosa qualche spiegazione del mio pensiero

1) Lo stupro è molto raramente un espediente narrativo necessario, in generale.

In questo caso particolare, lo stupro non è necessario per lo sviluppo del personaggio di Sansa, che ha già subito violenze e abusi da parte di uomini; non è necessario per stabilire Ramsay come un personaggio malato e crudele, cose che ha già dimostrato ampiamente di essere; non è necessario per dimostrare “quanto era orribile la condizione delle donne”, perché Game of Thrones esiste in un universo immaginario che sappiamo già essere estremamente patriarcale. Per cui lo stupro qui non è un espediente necessario per portare avanti la storia.

2) Molti pensano che questo servirà a Sansa per diventare “The Queen in the North.” Ormai sembra quasi certo, ma è il modo in cui viene mostrata la vicenda che mi fa infuriare. Perché questo stupro non è servito a cambiare e rafforzare il suo carattere, che già avevamo visto parecchio cambiato e fortificato durante la scorsa stagione. No. A chi è che serve questo stupro, in realtà? A Theon Greyjoy.
Gli showrunners hanno preso il tormentato e lungo viaggio di crescita personale di Sansa, da ragazzina ingenua, debole e immatura a donna consapevole e forte, e l’hanno messo in mano a Theon, sbriciolandolo e riducendolo ad una motivazione per un altro personaggio.

Utilizzare lo stupro come l’impulso per motivazioni di altri personaggi è uno dei tropi più problematici di qualunque forma narrativa. Un po’ come introdurre un personaggio femminile dalla personalità più o meno sviluppata e poi ucciderlo per otivare così il viaggio doloroso ma determinato dell’eroe maschile (questa pratica si chiama “fridging” ed è una delle cose più banali e direi offensive che un autore possa fare ad un personaggio).

Game of Thrones ha già dei precedenti di stupro inesistenti nei libri: Daenerys con Drogo, consensuale nel libro; Cersei con Jaime dopo la morte di Joffrey, consensuale nel libro. Trasformati in stupri per puro e semplice shock value. Lo stupro di Sansa, per quanto mi riguarda, è stato persino peggiore dei precedenti stupri inesistenti nei libri e fini a se stessi perchè tronca di netto la sua crescita e il suo empowerment, e focalizza invece l’attenzione su Theon.

Onestamente, speravo che gli showrunners lo evitassero. Considerando quello che è accaduto in questa stagione finora – la promessa che Ramsay fa a Ditocorto «non le farò mai del male, lo giuro», gli “amici” di Sansa a Winterfell (The North remembers), Brienne che la tiene d’occhio e Stannis che sta per arrivare – ho sperato che Sansa non subisse lo stesso destino di Jeyne, soprattutto pensando alla sua nuova forza interiore.

Sansa è già passata per questa fase narrativa, cosa resa anche visivamente ovvia quando Ramsay le strappa il vestito esattamente come aveva fatto Joffrey. Insomma, era riuscita a uscire da una relazione abusiva in tempo, solo per ritrovarsi nella stessa posizione, se non peggiore. Che cosa significa questo per la sua storia? Niente. Sansa è già una sopravvissuta. Le hanno solo fatto subire l’ennesimo trauma, e stavolta, cosa imperdonabile per me, lo hanno fatto solo in favore della crescita di un altro personaggio.

Trovo ridicolo, scontato e vergognoso torturare un personaggio principale (e donna, una novità) per far svegliare un personaggio secondario (e uomo), che adesso potrà mettersi l’armatura da eroe di turno e salvare il povero uccellino indifeso, che – accidenti a loro – fino a poco prima era finalmente sulla strada per diventare un lupo. Succede troppo spesso, ed io, come una buona fetta del pubblico femminile di questo telefilm, non ne posso più.

The last thing we needed was to have a powerful young woman brought low in order for a male character to find redemption. No thank you. (da qui)

È possibile, comunque, che mi sbagli.

È possibile che questo orrore sia invece “servito” a Sansa per ultimare la sua trasformazione in “giocatrice” al gioco del trono (cosa che, ripeto, poteva anche avvenire in altri modi), la quale accetta consapevolmente e attivamente il danno del momento (la violenza sessuale) in vista di un bene superiore (la vendetta). È possibile che mi sbagli e che quella scena non comporti, invece, una sua regressione utile solo alla redenzione di Theon.

Nel GoT che vorrei, le prossime puntate ci rivelano che Sansa ha recitato la parte della fragile ragazzina impaurita, quando in realtà era assolutamente convinta delle sue azioni e l’atroce prima notte di nozze era un male “calcolato” per poter poi prendere i Bolton alla sprovvista e vendicarsi per la sua famiglia.

Ma lo vedo improbabile come plot twist, purtroppo.

A caldo, fermandomi solo ai fatti della 5×06, sono arrabbiata e dispiaciuta. Lo stupro di Sansa è realistico? Si, assolutamente. Era davvero necessario per portare la storia dove probabilmente la porteranno? Ne dubito fortemente. Ripeto, spero comunque di sbagliarmi e che i prossimi episodi mi facciano almeno passare l’amaro in bocca.

NB. Alcune parti di questo discorso sono rielaborazioni da un post del sito The Mary Sue.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. arriciacapelli ha detto:

    Chiedo scusa in anticipo per il tono. Mi dirigo ovviamente verso la fonte USA da cui è tratta questa riflessione. Ora, ognuno di noi è liberissimo di esercitare il proprio diritto critico nei luoghi e nelle forme che preferisce ma certo è che applicare cotanto sforzo intellettuale a GOT mi sembra un eccesso di zelo o un semplice spreco di energie. Siamo al sesto anno di messa in onda e le femministe s’alzano in piedi per uno stupro fuori campo e messo in atto da un personaggio noto per essere un sadico torturatore che tipo 2 stagioni fa (o 3, chissene) ha EVIRATO un altro personaggio? (ben fatto comunque, il pene è il male, come si sa). Tutto questo in una serie in cui la gente s’ammazza nei modi più truci ed esercita l’abuso fisico e psicologico l’uno sull’altro in maniera costante e senza discriminazioni di sesso? Please. Smettiamo di dare fiato alle trombe di queste naziste doppio-moraliste d’oltre oceano per una volta tanto per favore, prima che avvelenino anche noi in maniera irrimediabile.

  2. Axel Shut ha detto:

    gli autori non hanno esagerato, lo stupro di Sansa è soltanto la ciliegina adatta a una storyline assolutamente demenziale
    non so quanto ci sia di maschilismo, rape culture o altro, sia consciamente che non, in certe scelte narrative, il più delle volte mi pare semplicemente pessima scrittura

  3. Serena ha detto:

    Boh, non so, io ho smesso consapevolmente di leggere alla fonte. Mi sono anche fatta insultare, ma ho sostenuto in tempi non sospetti che Martin non sapeva più dove andava a parare. Non vedo perché dovrebbero saperlo gli sceneggiatori della serie.

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