Diario da Mitrovica

Day #6 Una passeggiata a Mitrovicë

di Milena Pavlović

Istruzioni per attraversare il Ponte di Mitrovica. Foto scattata nel 2005. Attualmente il cartello pare sia stato rimosso. Licenza Common Sharing
Istruzioni per attraversare il Ponte di Mitrovica. Foto scattata nel 2005. Attualmente il cartello è stato rimosso. Licenza Common Sharing

[Questa è la seconda parte del diario di campo di Milena Pavlovic, attualmente a Mitrovica per svolgere ricerche sulle dinamiche di frontiera e sulla violenza ordinaria nel post-conflitto. Potete leggere la prima parte qui. Una prima versione inglese di questo testo è già apparsa su Philopolitics.org]

Sul ponte sei poliziotti locali – serbi e albanesi – divisi in gruppi di due, pattugliano la struttura che unisce le due parti della città. Sono sul ponte, finalmente.

Da nord a sud, io e un’altra giovane ragazza lo attraversiamo; nel senso inverso, da sud, il numero di persone che si dirige verso nord è nettamente maggiore. L’osservazione di questo flusso mi parla di un’appropriazione diversa dello spazio, confermata, d’altronde, da alcuni dei miei interlocutori: pochi serbi vanno a Mitrovicë, mentre gli abitanti del sud attraversano abitualmente il ponte. Kosovska Mitrovica è considerata l’ultimo bastione della Serbia in Kosovo, ma in uno Stato autoproclamatosi indipendente (17 febbraio 2008) e a maggioranza albanese. L’attraversamento del ponte allora, è anche la prova ordinaria di un rapporto di forza.

Il ponte: da sud a nord (M. Pavlovic)
Il ponte: da sud a nord (M. Pavlovic)

Solo due minuti di passeggiata mi separano dall’altro lato della città. Il mio viso è tranquillo ma, dentro di me, temo un po’ Mitrovicë. Perché uno dei miei interlocutori serbi non attraversa il ponte da più di 10 anni? Ho talmente interiorizzato la storia di questa città e del suo equilibrio precario che sento di esserne parte, in qualche modo: la lingua che parlo, il mio cognome, il mio appartamento nel nord della città, le mie frequentazioni. Come interagire, come relazionarmi agli abitanti di Mitrovicë?

Lato sud del ponte. Tre donne parlano velocemente in albanese. La radicalità della differenza è proporzionata a l’omogeneizzazione linguistica, etnica, e nazionale, ma soprattutto alla sua inscrizione nello spazio urbano. Perché se la città non fosse divisa, non sarebbe strano sentire parlare lingue differenti. Ma questa, è una passeggiata da Kosovska Mitrovica a Mitrovicë, mi dico, e la Mitrovica di oggi non è la Sarajevo degli anni ’70.

A Mitrovicë la maggior parte degli edifici sono alti, colorati, nuovi o in via di costruzione.

Costruzione di nuovi edifici a Mitrovicë
Costruzione di nuovi edifici a Mitrovicë

Noto subito la differenza rispetto ai palazzi di Kosovska Mitrovica. A nord, i vecchi grigi edifici in stile socialista coabitano con le piccole case marroni dal tetto spiovente; ogni nuovo palazzo utilizza i colori e alcuni elementi della casa tradizionale serba.

Kosovska Mitrovica, nuovi edifici serbi
Kosovska Mitrovica, nuovi edifici serbi

A sud, l’evidente sforzo di rinnovamento implica cambiamento e distinzione rispetto al nord. Tuttavia, una città non può mai cambiare completamente il suo volto. Piccole e danneggiate restano, sparse, le case che precedono la guerra.

Passando accanto alla piazza dedicata a Madre Teresa di Calcutta, la lunga strada che parte dal ponte mi conduce alla piazza centrale della città dove, nel 2011, la Turchia ha finanziato la costruzione della moschea più moderna del Kosovo: Bajram Pasa. Accanto a quest’immensa costruzione, la statua di un combattente kosovaro albanese, morto durante la guerra 1998-1999.

“Eroe del Kosovo, Shemsi Ahmeti, 1969-1999”
“Eroe del Kosovo, Shemsi Ahmeti, 1969-1999”

Proseguo il mio cammino alla ricerca della chiesa ortodossa serba, la cui costruzione è terminata nel 1912, molto prima di ogni divisione etno-identitaria della città.

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Chiesa ortodossa Santo Sava, Mitrovicë

In secondo piano, piccola, ben nascosta e chiusa al pubblico per ragioni di sicurezza, questa chiesa racconta una geografia differente della città, quella di una percorribilità oggi dimenticata. Nel frattempo, un’altra chiesa ortodossa è stata costruita nel nord della città, sulla collina che guarda verso sud.

Sulla strada di ritorno vedo passare i Carabinieri, occhiali da sole, seduti nel loro fuoristrada si annoiano nel nord pericoloso. Poi una macchina dell’OSCE (Organization for Security and Co-operation in Europe) e dieci minuti dopo incrocio due soldati della KFOR (Kosovo Force) che passeggiano a piedi. Sorrido.

Ci sono tante forze di sicurezza quante scritte anti-protettorato. Ed io ho finalmente trovato il primo punto di accordo tra Kosovska Mitrovica e Mitrovicë.

Kosovska Mitrovica
Kosovska Mitrovica
Mitrovicë
Mitrovicë

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