Cose viste, lette e sentite nel 2014 (parte 3)

Come ogni anno, ogni redattore di 404 ha preparato un breve elenco con il libro, il film o la serie tv, l’album e il post che vuole segnalare e suggerire fra quelli usciti nel 2014. Qui il link alla prima e alla seconda parte. Buone letture, ascolti e visioni. _________________________________

Giacomo Gabbuti

Mariana Mazzucato, Lo Stato Innovatore, Laterza, 2014

[…] in quasi tutti i paesi del mondo stiamo assistendo a un imponente arretramento dello Stato, giustificato con la necessità di ridurre il debito e (forse in modo più sistematico) con l’esigenza di rendere l’economia più «dinamica», «competitiva» e «innovativa». L’impresa privata è considerata da tutti come una forza innovativa, mentre lo Stato è bollato come una forza inerziale, indispensabile per le cose «basilari», ma troppo grosso e pesante per fungere da motore dinamico. Lo scopo del libro che avete tra le mani è smontare questa falsa immagine. Come il Messico fu derubato della California e del Texas facendo leva sull’immagine, fabbricata ad arte, del «pigro messicano» che sonnecchia sotto una palma (Acuña 1976), così lo Stato viene attaccato e smantellato pezzo dopo pezzo facendo leva sull’immagine di un carrozzone burocratico, immobilista e maldestro per sua stessa natura. È vero che l’innovazione non è la funzione principale dello Stato, ma illustrare le sue potenzialità di innovazione e dinamismo, la sua capacità storica di giocare un ruolo imprenditoriale imprenditoriale nella società, è forse il modo più efficace per difendere attivamente la sua esistenza (e la sua importanza). In Guasto è il mondo (2010), Tony Judt dice che l’attacco condotto contro il welfare negli ultimi trent’anni è stato caratterizzato, fra le altre cose, da una battaglia «discorsiva», tesa a modificare il modo in cui parliamo di queste cose, con l’uso di parole come «amministrazione», che fanno apparire lo Stato meno importante, meno audace. Questo libro cerca di cambiare il modo in cui parliamo dello Stato, smantellando storie e immagini dettate dall’ideologia, separando i dati reali dalla finzione.

Wes Anderson, Grand Budapest Hotel, Regno Unito/Germania

Fabi, Silvestri, Gazzè, Il padrone della festa, Sony/Universal

Paola Rudan, Viviamo, impariamo e combattiamo: le donne di Kobane sul fronte delle contraddizioni (connessioniprecarie)
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Chiara Impellizzeri

Manu Larcenet, Lo scontro quotidiano (Edizione integrale), Coconino Press.

combat ordinaire 4 2
(clicca sull’immagine per ingrandire)
combat ordinaire 4 3
(clicca sull’immagine per ingrandire)

Xavier Dolan, Mommy, Canada/Francia


D’Angelo and The Vanguard, Black Messiah, RCA

EZLN, Entre la luz y la sombra (enlacezapatista)
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Luca Francesco San Mauro

Juan José Saer, L’indagine, la Nuova frontiera

[…] ha capito perché, nonostante la buona volontà, nonostante gli sforzi, da quando è arrivato da Parigi dopo tanti anni di assenza il luogo in cui è nato non gli ha suscitato alcuna emozione: perché finalmente è diventato adulto, ed essere adulti significa proprio aver capito che non nella terra natale si è nati, ma in un luogo più grande, più neutro, né amico né nemico, ignoto, che nessuno potrebbe chiamare suo e che non suscita affetto ma un senso di estraneità, una casa che non è spaziale né geografica, e neppure verbale, ma piuttosto, e nella misura in cui queste parole possono conservare qualche significato, fisica, chimica, biologica, cosmica, e della quale fanno parte il visibile e l’invisibile, dai polpastrelli delle dita all’universo stellato, o quello che è possibile sapere del visibile e dell’invisibile, e che questo insieme che comprende i limiti stessi dell’inconcepibile non è in realtà la nostra patria ma la nostra prigione, abbandonata e chiusa dall’esterno – l’oscurità sconfinata che vaga, ignea e gelata al tempo stesso, al riparo non solo dai sensi ma anche dall’emozione, dalla nostalgia e dal pensiero.

Rithy Panh, The missing picture, Cambogia/Francia

Lewis & Clarke Triumvirate, Self-released

Sarah Brouillette, Literature is Liberalism (Jacobin)

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