Cose viste, lette e sentite nel 2014 (parte 2)

Come ogni anno, ogni redattore di 404 ha preparato un breve elenco con il libro, il film o la serie tv, l’album e il post che vuole segnalare e suggerire fra quelli usciti nel 2014. Qui trovate il link alla prima parte.

Buone letture, ascolti e visioni.

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Antonio Coiro

Julio Cortázar, Un certo Lucas, Sur

DESTINO DELLE SPIEGAZIONI

Da qualche parte ci dev’essere una discarica dove vengono depositate le spiegazioni.
Una cosa soltanto inquieta in questo giusto panorama: quel che potrebbe accadere il giorno in cui qualcuno riuscisse a spiegare anche la discarica.

[…]

AMORE 77

E dopo aver fatto tutto quello che fanno, si alzano, si lavano, si danno il talco, si profumano, si pettinano, si vestono, e così progressivamente ridiventano quello che non sono.

Giovanni Piperno, Agostino Ferrante, Le cose belle, Italia

James Vincent McMorrow, Post Tropical, Believe Recordings

Brian Philips, Dear Novak, Love Roger: Two Tennis Greats Trade Emails During the U.S. Open Men’s Final” (Grantland)

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Francesca Lorenzoni

Paolo Cognetti A pesca nelle pozze più profonde, Minimum Fax

Siamo il nostro repertorio di storie, non importa se vere o inventate, e ce le scambiamo come una dote all’inizio di ogni relazione: spendiamo tanto di quel tempo nei letti, nei bar, intorno ai tavoli delle cucine, a raccontare vecchie storie ai nostri nuovi amanti… Sentiamo di conoscere l’altro non per aver passato del tempo insieme a lui, ma perché abbiamo ascoltato le sue storie e ce le ricordiamo. Raccontare la storia di chi non c’è più è l’unico modo che possediamo per mantenerlo in vita – e in quest’illusione per molti di noi risiede la necessità della scrittura.

Hayao Miyazaki, Si alza il vento, Giappone

Drink to me Bright white light, 42 Records

Daria Balduccelli, Azzurra d’Agostino I giganti passi dell’uomo e l’importanza di essere piccoli (minima&moralia)

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Umberto Mazzei

Michel Foucault, Wrong-Doing, Truth-Telling. The Function of Avowal in Justice, tr. Stephen W. Sawyer, University of Chicago Press

Neither performative nor symbolic, I would suggest instead, in changing the usual meaning slightly, that avowal is of the order of drama or dramaturgy. If one understands the “dramatic” not as a mere ornamental addition, but as every element in a scene that brings forth the foundation of legitimacy and the meaning of what is taking place, then I would say that avowal is part of the judicial and penal drama. It is an essential element of its dramaturgy, in the full sense of the term. And if we accept that there cannot be degrees of the symbolic or the performative, while dramaturgy—the dramatic—is, on the other hand, susceptible to various intensities, we could say that avowal is one of the most intense elements of the judicial drama and one of the most necessary. The appetite for avowal—the appetite for veridiction of the crime by its perpetrator—is central to our criminal jurisdiction. And you remember, perhaps, the anecdote with which I began, or that I evoked in any event, in the very first lecture that I presented to you: that story of a magistrate who, interrogating the culprit, asked him, “Well, in the end, who are you?” And since the accused did not respond, the tribunal, the presiding judge asked him: “But how do you expect us to judge you if you will not tell us who you are?” The need for avowal, I believe, is absolutely fundamental to the penal system: one cannot judge—that is to say, the judicial dramaturgy cannot be fully realized—if the accused does not avow in some way.

Paul Thomas Anderson, Inherent Vice, Stati Uniti

Caribou, Our Love, City Slang

Juan Villoro, “Yo sé leer”: vida y muerte en Guerrero (El Paìs)

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Lorenzo Mecozzi

Paolo Godani, Senza padri. Economia del desiderio e condizioni di libertà nel capitalismo contemporaneo, DeriveApprodi

Ogni critica allo stato di cose presente e ogni immagine di possibili vie di liberazione debbano forgiarsi con le materie prime e con gli strumenti forniti dal presente stesso. Bisogna resistere alla tentazione di immaginare che le vie di una liberazione possibile consistano nel recupero di qualche antico principio, di qualche forma di vita non inquinata dalle sottili polveri del presente. E bisogna farlo per la semplice ragione che le forme di vita del presente, anche se sfruttate e messe a profitto, sono le forme della nostra vita, sono tutta la vita che abbiamo.

Charlie Chaplin, Tempi moderni, USA (versione restaurata dalla Cineteca di Bologna)

Mogwai, Rave Tapes, Rock Action/Sub Pop

Manuel Peruzzo, La comicità del disagio (utlimouomo)

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