Cose viste, lette e sentite nel 2014 (parte 1)

Come ogni anno, ogni redattore di 404 ha preparato un breve elenco con il libro, il film o la serie tv, l’album e il post che vuole segnalare e suggerire fra quelli usciti nel 2014.

Buone letture, ascolti e visioni.

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Silvia Costantino

Davide Orecchio, Stati di Grazia, il Saggiatore

Balustra apre il termos del mate, riempie tre bricchi, ne porge due, ne tiene uno e i tre bevono («… e tra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi»). Poi riprendono. Punchetto torna alla sedia, Martelli volteggia, Balustra armeggia coi cavi nel mio desiderare l’ambulatorio, la luce del giorno, reclute con la febbre, slogature, mal di pancia, ma l’india s’agita, ferita da fare spavento, sulle gambe e intorno al pube ha croste che sembrano lebbra, sulla coscia s’allunga una seppia di cancrena già secca, il tessuto nero e rigido, sulle natiche non più pelle ma tessitura rosso acceso, verde, blu, screziata da colline di gas, necrosi che brilla come bronzo. Ovvio che si lamenti. Chi non si lamenterebbe? Anch’io mi lamenterei. Martelli si volta e gli chiede: «Te la scoperesti?». Risponde: «Mica tanto» (adesso esagera. Queste battute potrebbe evitarle) e Balustra infila il cucchiaino nella vagina e lei prova a ribellarsi ma il tenente la blocca mentre Balustra accende la picana e la donna riconosce il ronzio e mugola, il dolore l’ha invasa tutta, dal sedere ustionato le sale un incendio, in bocca ha un sapore diverso, come se succhiasse se stessa (immagino).
[…]
“Questa stoffa appartiene a Ximena Sanchis, residente a Hölderlin in provincia di San Salvador de Jujuy. Se c’è un corpo nella camicia anche quello appartiene a Ximena, una donna di circa quarant’anni. I suoi capelli sono neri e lunghi, sciolti sulle spalle oppure raccolti. La bocca è piccola. Il naso è grosso. Sul sopracciglio destro c’è una cicatrice. Un’altra cicatrice si trova sul braccio sinistro poco sotto l’ascella. Chiunque trovi la stoffa la consegni a Paride Sanchis, Hölderlin, Quilmes 18.”

Richard Linklater, Boyhood, Stati Uniti

Alt-j, This Is All Yours, Infectious

Margherita Ferrari, Beatrice Borromeo dovrebbe chiedere scusa a chiunque sia un’adolescente nel 2014 (Softrevolution)

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Marco Mongelli

Nicola Lagioia, La Ferocia, Einaudi

Sulla strada correva l’ombra delle nuvole e il sole ondeggiava questo grosso carro su quattro ruote. Albicocche, banane. Una verde piramide di angurie. A trainarlo, il vecchio in bicicletta. Adesso che lo avevano vicino si resero conto che poteva essere vecchissimo. Uno di quei vecchissimi cinquantenni di quattro o cinque secoli prima. Tutto muscoli e nervi. Pantaloni di tela, ciabatte di plastica intrecciata. Dalla camicia spuntavano le ossa di un torace abbronzatissimo. Il cranio calvo. La bocca una fessura orizzontale. Pedalava con tutta la fatica del mondo, ma senza perdere ritmo, sospinto da una forza precedente a quella di volontà. Sentendo che il giornalista tratteneva il fiato sul sedile accanto, Michele capì che c’era un piccolo profondo solco dentro il quale entrambi amavano il sud allo stesso modo. Poi, quel vecchio magro che trainava un carico di venti volte il proprio peso iniziarono a tradurlo da vocabolari diversi. Lui e Sangirardi non avrebbero potuto capirsi mai del tutto. Opposti modelli di orfanità. Avevano più speranze di intendersi coi rispettivi nemici.

Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry, Io sto con la sposa, Italia-Palestina

Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra, Fuck Off Get Free We Pour Light on Everything, Constellation Records

Giuseppe Allegri, Strike! Sciopero sociale per un’altra idea di lavoro, cura e vita (furiadeicervelli)

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Camilla Panichi

Giorgio Falco, La gemella H, Einaudi

La mancanza di un affetto stabile, certificato dalla legge, causa il sospetto dei colleghi e la tassa del celibato, ogni versamento dell’Uomo di Lenhart allo Stato fascista ricorda l’incompletezza della propria condizione
Così, quando arriva la domenica sera, l’Uomo di Lenhart capisce che la sua forma di procreazione – il denaro che genera denaro – non basta, e allora lui abbraccia il segno grafico elegante, Claretta Petacci nuda sotto la pelliccia, vestita solo di un foulard mosso dal vento. È come se Claretta Petacci scomparisse, e lui accarezzasse l’ideologia, lo spettro dell’abbondanza, non certo Benito Mussolini, è il marchio del prodotto, la consistenza cartellonistica di un titolo. Tutte le parole – anche quelle esatte del lavoro e quelle astratte, colorate delle insegne intermittenti sui palazzi, incise a segno duraturo della pelle – possono essere interpretate, perfino le procedure nascondono allusioni e dolore, così lui le segue, sì, ma per sopravvivere deve aggrapparsi ai numeri.

Non è solo la banca. L’Uomo di Lenhart è il piccolo scommettitore. La scommessa è il calcolo tra la razionalità dell’imponderabilità dell’esistenza, tra l’intenzione e il gesto, la percentuale di sé che l’Uomo di Lenhart concede al mondo.

Céline Sciamma, Bande de filles, Francia

 

Interpol, El pintor, Matador Records

Israele oggi. Intervista a Eva Illouz (leparoleelecose)

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Valerio Valentini

Giorgio Fontana, Morte di un uomo felice, Sellerio Editore

Colnaghi sapeva che tutto si fondava su un enorme non detto: Mirella aveva paura di finire come la suocera – che tra l’altro detestava, e con cui era costretta a vivere fianco a fianco, mascherando il disprezzo in lunghe partite a carte e piccole, nervose gentilezze reciproche: ne detestava l’acume, ne invidiava la bellezza e il contegno. Per questo era tanto più inquietante, per lei, il pensiero di finire come quella donna: con un marito morto, due figli da crescere, e nessuna delle sue qualità. Di fronte a questo pensiero, Colnaghi provava un certo sconforto: si sentiva in colpa per la sua storia personale, per avere avuto un padre partigiano, per essere un magistrato: si sentiva incolpato per azioni giuste e atti d’eroismo, e questo era terribile.

Paolo Virzì, Il capitale umano, Italia

Leonard Cohen, Popular Problems, Columbia

Tomaso Montanari, Stare in società sì, ma per cambiarla (minima&moralia)

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