Gordon Matta-Clark in cinque opere fondamentali

di Serena Mascoli

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Quanti sanno che “il centro culturale più frequentato di Francia” secondo l’autorevole Touring Club è sorto proprio sulle ceneri di due opere d’arte? Ebbene sì, tra rue Beaubourg e rue Saint Martin a Parigi, dove adesso si staglia il Centro Georges Pompidou, nel 1975 Gordon Roberto Echaurren Matta-Clark, artista dalla potenza immaginifica e rivoluzionaria, conosciuto ai più semplicemente come Gordon Matta-Clark, concepì Conical Intersect nell’ambito della Biennale di Parigi di quell’anno.
Come si suol dire: buon sangue non mente. Gordon – nato a New York nel 1943, insieme al fratellastro Pablo Echaurren, era figlio d’arte: come suo padre, il pittore surrealista cileno Roberto Matta, studia inizialmente architettura alla Cornell University di Ithaca (New York) dove incontra Robert Smithson, uno dei capiscuola della Land art.

Fin dai primi anni ’70 entra a far parte del gruppo “Anarchitettura” (il neologismo nasce dall’associazione dei termini anarchia e architettura) con cui dà una decisa sterzata al concetto tradizionale di architettura, avviando una riflessione di natura sociale riferita all’omologazione suburbana dagli anni ’50 in poi, in una New York sull’orlo della bancarotta, strozzata dalla più grave crisi economica dopo il ‘29 e dalle successive speculazioni immobiliari.
Ma Gordon Matta-Clark è noto soprattutto per i “building cuts” con cui ha stravolto nel vero senso della parola l’elemento edificato, ponendolo al centro di nuove prospettive, reali e metaforiche: tramite buchi nei pavimenti e nei solai, fessurazioni di intere pareti e squarci all’interno delle case, intacca l’idea di fissità legata a un immobile, aprendolo al dialogo con l’“esterno” e con la luce che penetra prepotentemente nelle sue maglie, piegandone la struttura al volere dell’artista e trasformandola in elemento d’arte.

Ecco dunque una panoramica, certamente parziale, di alcune delle opere di Matta Clark, le più significative forse all’interno della sua fertile e polimorfa produzione, sicuramente quelle che lo hanno reso a tutti gli effetti una personalità in ascesa nel mare magnum artistico e underground degli anni ’70.

Food (Cibo), 1972
Uno dei primi spazi collettivi sorti nel cuore di SoHo, concepito come un ristorante autogestito diviene ben presto il principale centro aggregativo del milieu artistico newyorkese. Il cibo diviene strumento coesivo di una comunità tramite performance estemporanee ed eventi.

1. Gordon Matta Clark in Food

Splitting (Dividere), 1974
Al centro dell’azione performativa vi è la tipica abitazione della provincia americana. Matta-Clark la taglia letteralmente in due creando una profonda, dissacrante cesura nel simbolo per eccellenza del concetto di unità familiare.

2. Splitting (Dividere)

Substrait (Underground Dailies) (Sottostrato – Quotidianità del sottosuolo), 1976 e Sous-Sols de Paris (Paris Underground) (Sottosuolo di Parigi), 1977
Si tratta di un percorso esplorativo di alcuni luoghi sotterranei di New York e Parigi, tra questi l’occhio dell’artista si sofferma con precisione meticolosa su catacombe, sezioni ferroviarie, condotti e caveau di alcuni edifici.

3. Sous-sol de Paris

Conical Intersect (Intersezione conica), 1975
Nel contesto della Biennale di Parigi del 1975 Matta-Clark concepì uno sventramento-congiungimento di due edifici contigui e gemelli del XVIII secolo in fase di demolizione per far posto all’allora nascente Centre Pompidou. Grazie alla sezione conica dei tagli con un solo colpo d’occhio lo spettatore accostava la visione della Parigi “storica” a quella della nuova e moderna metropoli.

4. Gordon Matta-Clark - Conical Intersect (1975)

Office Baroque (Ufficio barocco), 1977
Nonostante i numerosi tentativi di riconvertirlo in museo, l’edificio, ultimo lavoro esistente di Gordon Matta-Clark, fu abbattuto nel 1980. La “passeggiata attraverso un arabesco panoramico” come fu definita dall’artista stesso era forse un riferimento al dolore privato per la scomparsa del fratello gemello nel 1976.

5. Office baroque Gordon Matta-Clark

Molti dei progetti di Matta-Clark, quasi sempre monumentali e illecitamente rischiosi per artista e fruitori, riguardano l’inevitabile temporalità dell’architettura essendo effettivamente condotti su abitazioni in disuso in zone urbane marginali, destinate a essere distrutte.
Gli interventi, tutti documentati dall’artista con fotografie, film e video, che vanno a costituire un corpus artistico a sé stante, rimangono le uniche testimonianze del suo lavoro.
Gordon Matta-Clark muore nel 1978, la sua aurea mitica e a tratti eroica e la sua ascesa folgorante rimangono però intatte nel corso dei decenni, moltissimi sono infatti gli artisti contemporanei che ispirandosi fanno di lui un’icona, tra questi: Pierre Huyghe, Michael Sailstorfer, Hans Schabus, Helen Mirra o Francis Alÿs.

GORDON MATTA-CLARK

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