Mondiali 2014 [SPOILER]

di Antonio Coiro, Giacomo Gabbuti, Marco Mongelli e Luca San Mauro

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404 esisteva, da pochi mesi, già nel giugno del 2010. Questi sono quindi i nostri secondi mondiali. Qui tutto il materiale di quattro anni fa. Da assumere in dosi molto molto contenute: eravamo giovani.
Nel 2010 − fateci tagliare con l’accetta − la ricezione del calcio negli spazi culturali online era abbastanza diversa. Nel migliore dei casi, il calcio era ospite trascurato. Nel peggiore, non gradito.
Ora le cose sono cambiate, e per fortuna. Il calcio è ovunque, in tantissimi casi raccontato con competenza e ottima scrittura. Comunque abbastanza perché non si senta il bisogno della nostra voce.
Ciononostante abbiamo deciso di dire la nostra. Bastiancontrarite, opportunismo, o nostalgia per quando si stava senza dubbio peggio − fate voi.
404: un blog che parla di letteratura come si parla di calcio (per prese di posizione, al bar), e di calcio come si parla di letteratura (per prese di posizione, al bar).
L’altra volta abbiamo indovinato quasi tutto. Quasi.

Ecco dunque il nostro bracket dei mondiali:

cliccando diventa, guarda un po', più grande
cliccando diventa, guarda un po’, più grande

Come la maggior parte delle cose che accadono dentro 404 anche questo bracket è l’esito di una scrittura collettiva, articolata secondo successione di amichevoli scazzi su skype. Ne rendiamo conto con una serie di note numerate. Tra le note anche occasionali citazioni testuali dal nostro flusso di messaggi. La conversazione è durata 132 minuti. Praticamente due tempi, supplementari e rigori.

0) Abbiamo preparato questo bracket in 4. Due romanisti e due juventini. Che i dark horses preferiti siano Cile e Costa d’Avorio potrebbe non essere interamente casuale − ma stay tuned.
1) Si torna in Brasile dopo il Maracanazo. Tra quattro anni si va in Russia e poi in Qatar. Ergo, godiamoci questi mondiali di popolo e passione, prima del pronosticabile Niente.
2) Fuori dall’Europa non vince mai un’europea, tranne la Spagna nel 2010, al culmine, e forse ultima fase, del suo ciclo d’oro.
3) La premessa necessaria è che questo mondiale, senza Ibrahimovic, sarà un mondiale senza senso. Come lui stesso, con la consueta umiltà, ha dichiarato.
4) Una regola guida nella stesura di questo bracket è stata seguire l’assioma M (da Murphy, quello della legge): “Le cose in un Mondiale non vanno mai secondo le attese”. Per rendere l’assioma M un po’ meno scontato e più facilmente verificabile, abbiamo adottato la seguente versione: “Le semifinaliste di un mondiale non sono (quasi) mai quelle 4” [dove “quelle” chiaramente varia di volta in volta secondo pronostici]
È credibile l’assioma M? A vedere i risultati recenti, la risposta più sensata è: dipende.
Nel ’94, assolutamente sì. Sono finite in semifinale: Italia e Brasile, sì, ma anche Svezia e Bulgaria. Nel ’98, tendenzialmente no: Brasile, Francia, Olanda e una Croazia attesa e al massimo splendore. Nel 2002, di nuovo sì: Brasile e Germania, ma contro Corea e Turchia! Nel (nostro) 2006, no: Italia, Francia, Germania e Portogallo. Nel 2010, così così: Spagna, Olanda, Germania, Uruguay (tre europee “naturali”, ma − cosa inedita − fuori dall’Europa) e una vecchissima gloria sudamericana abbastanza esterna ai radar.
Se c’è qualche pattern, qui, non è facilissimo da individuare. Ammesso che valga la regola che svantaggia le europee fuori dall’Europa, si potrebbe scommettere su una versione dell’assioma M (ancorché parziale) anche per Brasile 2014. È quello che abbiamo provato a fare noi. Rende i bracket più divertenti, ma soprattutto è questione di generale architettura del tabellone. Le cose stanno così: in alto sinistra c’è il Brasile, in alto a destra la Spagna, in basso a sinistra la Germania, in basso a destra l’Argentina. Se ritenete che nessusa delle quattro possa cannare (leggi: vincono tutte il girone), vi trovate quasi automaticamente a scartare l’assioma. Il che, sia chiaro, è perfettamente ragionevole. È quello che fanno 10 redattori su 12 di WhoScored nella loro breve guida al mondiale [si scarica qui]. Ma alla lunga pure questo determinismo rompe un po’ le palle.

GIRONE A: francamente non ci pare probabile che uno scoppiatissimo Messico e il situazionista Camerun in protesta per premi che non vincerebbe mai (a proposito, sapete se hanno preso l’aereo?) possano impensierire i padroni di casa e la solida Croazia di Modric e Mandzukic.

GIRONE B: quello della Muerte. Ci sono, come noto, almeno tre gironi detti “della morte”. Il sostantivo cambia a seconda della lingua della nazione dominante. Quindi, con buona pace degli olandesi, questo è della Muerte. E insomma qui ci siamo fatti prendere la mano: Spagna seconda e Olanda (finalista quattro anni fa) subito fuori. L’abbiamo fatto per due ragioni: 1) una sottile ma dichiarata preferenza per lo scoop/supercazzola del genere: “404 elimina subito l’Olanda!”, “Pericolo 404 per la Spagna”; 2) Il Cile. Giocano benissimo, la versione “velocità doppia” dei vecchi Pro Evolution, quando la CPU era in realtà ancora troppo lenta per simulare correttamente il raddoppio di velocità dei movimenti e perlopiù smarmellava (qui una spiegazione più tecnica).
Poi, sono i protagonisti dei nostri spot pre-mondiali preferiti. Non hanno paura, perché mettono paura; notevolissima ri-appropriazione di un immaginario da cinema horror che, di fatto, è arrivato in Cile perlomeno di terza mano.


E soprattutto hanno al seguito terra e spirito dei 33 minatori.

C’è qualcosa di sbagliato nel fatto che lo spot di una banca spettacolarizzi una semitragedia rappresentandola con lo stesso identico linguaggio, visivo e verbale, di Gladiatore e successori? O piuttosto è anche questa una qualche forma di identità/emancipazione? Nel dubbio, ci consola leggere il labiale del minero protagonista quando dice (stranamente espunto dai sottotitoli): “Vaffanculo Spinelli, è questa la sinistra che vogliamo!”
Forza Cile insomma (ah, chiaramente aiuta che uno dei due santi patroni di 404 sia un’anima cilena).

GIRONE C: In un girone senza aristocrazia, quella che pare sicura di passare è la Colombia: giocano nel loro emisfero preferito, hanno una generazione di tipini niente male, & altre banalità. Peccato solo per Falcao che s’è rotto. L’altro posto se lo giocano Giappone e Costa d’Avorio. Noi facciamo passare la Costa d’Avorio: i romanisti in redazione sono troppo innamorati di Gervinho per vedere le sue folate ignoranti per sole tre partite. E poi, si sa, poter rispolverare la frase “è l’anno dell’’africana” è un confortante ritorno al luogo comune che non si realizza (creatura concettuale di prima importanza nel pantheon de sinistra, da che mondo è mondo). La quarta è la Grecia. La Grecia calcistica è un aborto che deve ancora scontare la vittoria all’europeo del 2004 con Charisteas. Ora, non solo devono uscire ad ogni competizione a cui partecipano, ma non si devono più qualificare! Già c’hanno Tsipras e noi la Spinelli, pure il Mondiale no (cazzo).

GIRONE D: Il nostro. Nonostante l’Inghilterra sia una buona squadra con degli ottimi talenti targati Liverpool, crediamo che Uruguay e Italia si prenderanno le due posizioni. La prima con la classe dei suoi campioni, la seconda arrabattandosi come potrà. Non per niente: “l’Inghilterra non è un problema” (cit. Mario “scaramanzia” Balotelli)
Qualche impasse sull’uscita dell’Inghilterra c’è comunque stata, dobbiamo essere onesti:

[09/06/14 16:57:08] Antonio Coiro: ho letto stamattina che questi c’hanno l’albergo sulla spiaggia e hodgson non se ne frega un cazzo della dieta, al contrario di capello. quindi arriveranno intasatissimi di uova e bacon a tutte le partite
[09/06/14 16:58:02] Levacci: bella l’immagine di loro a manaus gonfissimi de ova&pancetta con rooney delirante per i noti effetti delle doppio malto con 40 gradi all’ombra. insomma votiamo: io dico inghilterra fuori
[09/06/14 16:59:32] Antonio Coiro: facciamo uruguay e italia e non ci pensiamo
[09/06/14 16:59:36] Elianto: idem
[09/06/14 16:59:40] Giacomo Gabbuti: vai, andata. il bacon ha sbloccato la situazione

GIRONE E: Les Bleus di Deschamps e Pogba dovrebbero aver vita facile: hanno una squadra giovane anche se forse non pronta ad alti livelli. Ma sono forti in tutti i reparti, hanno quel gattone pigro di Benzema che magari riesce pure a giocare con meno ansia, defilato sulla fascia dell’infortunato Ribery. Anche la Svizzera-che-gioca-come-un-club passerà. Troppo impalpabili (ovvero, non ne sappiamo niente) le altre, per andare agli ottavi.

GIRONE F: forte l’Iran, sì, ma passano Argentina e Bosnia, non scherziamo. L’Albiceleste, che può permettersi di non chiamare Tevez, ha una linea offensiva da paura e dietro son meno peggio di quello che si dice. La Bosnia poi sì che è una favola, con una generazione in diaspora tornata e riunita per il mondiale. Guidata dal secondo centrocampista più forte del nostro campionato (statece, romanisti) può vantare calciatori del calibro di Ibisevic e Dzeko.

GIRONE G: Cristiano Ronaldo è il più forte giocatore del mondo in questo momento, nessuna discussione. Inoltre, ogni nuova pubblicità Nike prova a ribadirlo.


Ma l’arroganza di Klinsmann (non portare Donovan, il suo talento migliore e più esperto) porterà gli USA agli ottavi al posto dei lusitani (il calcio è sport per gente gonfia di ὕβϱις a patto che non si faccia fotografe in mutande (cfr. CR7 di cui sopra − no, non abbiamo assolutamente nessuna verifica empirica di questo principio). Comunque prima, primissima, la Germania, pur senza Badstuber (e meno male), Gundogan (anche se vedendo come s’è ridotto il turco…) e Reus (un vero peccato non vederlo in azione).

GIRONE H: In questo tristissimo girone passano gli hipsterissimi e pompatissimi belgi (che sono fortissimi per carità, ma avete letto l’età media della squadra?) e i tetragoni russi di Ser Fabio. Ci sarebbe forse da fare un ragionamento sul senso stesso di “squadra rivelazione” quando chiunque parla di quella stessa squadra da due anni. O perfino di che valore abbia la nozione di sorpresa nel tempo della sua riproducibilità tecnica. O addirittura se, a conti fatti, nomina nuda tenemus. Senonché il Postmoderno è nato, passato, esaurito, ripreso, perso un treno, risalito, e temporaneamente in lotta insieme a noi (sia pure fiacco) − e insomma non siamo Umberto Eco. Ci sarebbero anche l’Algeria e la Corea del Sud, ma non ne sappiamo niente. E ci va bene così.

OTTAVI: Spagna seconda si diceva, e quindi sbam… subito il Brasile agli ottavi. Fuori le Furie Rosse che pagheranno l’assenza di Re Nando Llorente [rumore di romanisti che scuotono teste]. Avanzano anche il Cile a scapito della Croazia e l’Italia ai danni della Colombia (espulso dopo un minuto Mario Yepes per un calcione a Cassano). La Costa d’Avorio fa fuori l’Uruguay di un Suarez rotto e un Cavani depresso (l’arbitro ci mette del suo). Nella parte bassa nessun problema per Francia, Germania, Belgio e Argentina, che eliminano rispettivamente Bosnia, Russia, USA e Svizzera.

QUARTI: Nel remake della finale del ‘70 e del ‘94, ma anche del 3-2 firmato Pablito del Mundial ‘82, il Brasile non dà scampo all’Italia, che esce a testa alta sotto gli occhi di un soddisfatto Prandelli, ormai pronto a gestire gli Azzurri con lo stesso moraleggiante bastone con cui Napolitano regna sul paese.
Nel quarto di finale che nessuno si aspetta invece (e che ci renderebbe ricchi se avessimo il coraggio di puntarci 5 euro, ma di appunto 5 euro constano le casse di 404 in data 11/06/2014), il Cile elimina la Costa d’Avorio e arriva lì dove nemmeno Salas&Zamorano hanno saputo arrivare.
Mentre il bellissimo Francia-Germania si risolve a favore dei tedeschi, l’ultimo quarto vede l’Argentina fare un solo boccone degli inesperti e appagati belgi.

SEMIFINALI: E siamo giunti alle magnifiche 4: Brasile, Cile, Germania e Argentina. Fattore M? No, o quasi no. Inutile girarci intorno, in finale devono andarci Brasile e Argentina. Perché? Perché l’avevamo già pronosticato per il mondiali sudafricani (e quale miglior pronostico di uno già fatto e clamorosamente fallito?), ma soprattutto perché è inconcepibile che in 84 anni di storia la Coppa del Mondo non se la siano mai contesa queste due nazionali.

[18:04:19] Elianto: proprio perché l’abbiamo messa già la possiamo rimettere
[18:04:22] Elianto: siamo inguaribili romantici
[18:04:32] Elianto: ed è incredibile che non si sono mai incontrate in finale!
[18:04:59] Antonio Coiro: pur’io appoggio la mozione romanticismo
[18:05:14] Giacomo Gabbuti: cioè, il romanticismo è l’argentina e non il cile?
[18:05:17] Giacomo Gabbuti: ma come ci siamo ridotti
[18:05:22] Giacomo Gabbuti: ha proprio ragione Marco Lodoli
[18:05:29] Elianto: è la vocazione maggioritaria bello mio
[18:05:42] Levacci: insomma è romanticismo vs supecazzola: la storia della sinistra
[18:07:04] Antonio Coiro: quindi che facciamo? ci spacchiamo in due partiti?
[18:07:17] Levacci: SCISSIONE
[18:07:19] Giacomo Gabbuti: solo due? e perché mai?

(poi ci siamo ricomposti)

FINALE: Vince l’Argentina: è il suo terzo mondiale, il primo post-Diego. Messi viene incoronato miglior giocatore di tutti i tempi e i napoletani si pentono di averli tifati fino ad allora. Per il Brasile è un’onta incancellabile. David Luiz si taglia i capelli corti. Ma non strepitosamente corti. Corti il giusto.

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