“Il suono del sistema circolatorio di Lou”. Lester Bangs su Metal Machine Music di Lou Reed

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in primo piano: Lester Bangs, Patti Smith e Lou Reed (1975)

Lou Reed è morto diciannove giorni fa. Esaurite le canzoni di rito (che almeno in un caso hanno coinciso con la soluzione più antifrastica possibile: per un qualsiasi fan di Lou Reed, il giorno della morte di Lou Reed non può essere considerato precisamente un perfect day), vorremmo ricordarlo per quello che era: un formidabile, irripetibile stronzo. Vi proponiamo dunque una recensione di Lester Bangs (presa da qui) al più inascoltabile dei dischi di Lou Reed con allegato, via youtube, il disco integrale.

Monolite o monotono? Metal Machine Music di Lou Reed

di Lester Bangs

Ho un po’ di teorie riguardo a questo lp di Lou Reed:

1. In generale, Lou non ama troppo gli altri membri della razza umana, quindi questo lp è, o vorrebbe essere, una specie di atto antisociale definitivo. Quando hanno esordito gli MC5, John Sinclair ha detto che loro e la loro musica avrebbero fatto sì che uno si emozionasse nel profondo, o uscisse dalla stanza. Lou vuole creare un tipo di musica che faccia sì che uno si emozioni e contemporaneamente voglia uscire dalla stanza. Così può essere felice: da solo, con le sue macchine. Ci è riuscito? No. Quando lo ascoltavano, tutti restavano fermi. Ci ridacchiavano su, poi si rimettevano a fare quello che stavano facendo prima. (Se Lou vuole applicarsi scienticamente all’irritazione, farebbe meglio a studiarsi le opere di gente come gli Sparks.) E’ riuscito ad assumere un genio della musica di sottofondo sibilante. Forse dovrei anche dire che mi piace questo disco. Perché? Perché sono un fanatico dell’insetticidio.

2. Solo perché Lou è un fattone di anfetamine che giocherella con i macchinari elettronici e i registratori, non vuol dire che questa roba non abbia un suo valore. C’è una vena di crescente aggressività che attraversa “European Son“, “I Heard Her Call My Name“, “Sister Ray” e l’lp Fun House degli Stooges e finalmente raggiunge la psicosi in Metal Machine Music, e Lou suona l’amplicatore bene come suona la chitarra.

3. Avete presente quando siete così tesi e ansiosi che tutti i nervi della nuca vi si aggrovigliano in un’unica palla bruciante? Be’, se quella ghiandola potesse fare musica, avrebbe lo stesso suono di questo lp.

4. Questo è davvero il suono del sistema circolatorio di Lou.

5. La maggior parte della gente che compra Metal Machine Music si incavolerà abbastanza con Lou, ma il disco è un brutto scherzo anche e soprattutto ai danni della RCA, e il capro espiatorio è l’artista stesso. Perché qui stiamo assistendo a un suicidio commerciale. Sally Can’t Dance è stato il primo, e probabilmente l’unico, lp di Lou Reed a entrare nella Top Ten. La raccolta di outtakes del periodo di Rock’n’Roll Animal che aveva messo sul mercato la primavera scorsa era furba ma troppo piena di lenti per un disco dal vivo e in generale inferiore al disco precedente. Persino un fan accanito come il sottoscritto cronista, che rasenta quasi il regno del fanatismo, si è ritrovato ad ascoltarlo un paio di volte e poi metterlo via. Animal in classifica ha avuto un successo tardivo e inaspettato, e ha aiutato afar esplodere Lou alla radio in molte zone che prima erano ostili al glam-rock come il Sud degli Stati Uniti, ma Live, dopo essersi fermato a un non eccezionale sessantaduesimo posto per un paio di settimane, è sceso velocemente. E ora ha pubblicato questo strazio, che non verrà mai trasmesso alla radio e farà un tale asco che a confronto Berlin sembrerà un disco di Elton John. Grazie a tutto questo, orde di acquirenti se ne staranno alla larga quando, a settembre, pubblicherà la sua nuova raccolta di canzoni, Coney Island Baby. Fa piacere che non si accontenti di sfornare solo un lp all’anno, ma non sarà che tutta questa frenetica pseudoattività è la reazione terrorizzata di Lou al fatto che, almeno una volta nella sua vita, è salito abbastanza in alto rispetto alle sue radici (o alle sue pretese) di teppista di strada da arrivare nella Top Ten? In ogni caso, un desiderio di morte si sta realizzando sotto i nostri occhi, e tramite una grande azienda.

6. Chiunque non si spari una sega almeno tre volte al giorno è una checca.

(c) minimum fax 2006, 2013 – traduzione di Anna Mioni

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