Venezia 70 – The Canyons di Paul Schrader

Alla 70ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, 404 – File Not Found avrà non uno ma ben due inviati. Saranno Salvatore de Chirico e Marcello Bonini a raccontarci i film e le sensazioni del Lido.

the-canyons

di Salvatore De Chirico

The Canyons, presentato fuori concorso alla Settantesima Edizione della Mostra del Cinema di Venezia, è un film di Paul Schrader che racconta il triangolo amoroso tra il ricco produttore cinematografico Christian, interpretato dal porno-attore James Deen, la sua ragazza Tara, la discussa Lindsay Lohan, ed un aspirante attore che si mantiene con lavoretti secondari, Nolan Gerard Funk.

La sceneggiatura si basa su un’opera originale dello scrittore di culto Bret Easton Ellis (Less than Zero, American Psycho), non nuovo a prestare la propria penna al cinema, collaborando in questo caso personalmente con il regista Paul Schrader (American Gigolo).

Il film apre con una sequenza di immagini fisse che rappresentano sale cinematografiche deserte, serrate o distrutte, con l’obiettivo, tramite l’ausilio della colonna sonora, di introdurre sin da subito lo spettatore in un’atmosfera di pericolo, suspense e disfacimento. Quel disfacimento alla base dell’universo di una ricca gioventù californiana, che Schrader dipinge completamente svuotata da ogni morale o virtù, anestetizzata dal denaro e dal materialismo, arrivista e cinica, portata a riversare ogni impulso vitale in psicotici giochi di potere e perversioni sessuali.

La scena in apertura in cui Christian rivela con nonchalance l’abitudine della propria coppia di fare sesso con altre persone, rivela chiaramente l’intento di scandalizzare alla base del film. Ma nonostante scene di nudo, dialoghi crudi, orge e compromessi sessuali il film non graffia, non punge e non riesce a scavare sotto la superficie patinata dell’ennesima Los Angeles da un doppio volto.

The Canyons resta colpevolmente in uno spazio indefinito, risultando a metà tra uno scialbo noir con riflessi psicologici, spesso propenso a colpi di scena e ribaltamenti di fronte, e un’analisi sociologica mal riuscita dei protagonisti e del loro ambiente. La narrazione procede in maniera stentata, senza riuscire a creare quel senso di pericolo e di coinvolgimento emotivo dello spettatore che la musica prepotentemente vorrebbe insinuare.

James Deen, pur perfetto nel suo narcisismo e strafottenza per rappresentare un personaggio come quello di Christian, non riesce, con la sua unica espressione, a portare in scena la fragilità e i disturbi psicologici del proprio personaggio, offrendo una performance recitativa piatta incapace di far crescere il ritmo della narrazione; Lindsay Lohan, pur mostrando un’embrionale e rabbiosa sofferenza, non sembra in grado di dare il giusto spessore emotivo ad personaggio poi non così del tutto distante dalla sua vita privata.

Se The Canyons si propone di condurre lo spettatore in un giro degli inferi, mostrargli l’abisso, tra perversione e follia, in realtà è ben lontano dal catturare e restituire le atmosfere noir e di seduzione di una Los Angeles che invece resta sempre uno sfondo opaco, senza evidenziare le relazioni di consequenzialità tra ambiente sociale, economico e culturale e le disturbate psicologie dei personaggi ellisiani.

The Canyons è un film che non riesce ad elevarsi per nessuna delle proprie componenti, mostrando i suoi evidenti limiti strutturali se ad esempio paragonato al misterioso e ben più riuscito Mulholland Drive di David Lynch, abilissimo nel fotografare la metropoli californiana nella sua ambivalente connotazione di città dei sogni e città dei sogni infranti. Il film ricorda piuttosto, anche nella reazione di disapprovazione della sala, il Passion di Brian De Palma, thriller erotico presentato lo scorso anno proprio qui a Venezia, e anch’esso caduto, tra fischi e risate, nel Gran Canyon dell’indifferenza.

2 Comments Add yours

  1. La McMusa ha detto:

    ma quindi anche la sceneggiatura di Ellis non è un granché? voglio dire, nella mani di un altro regista sarebbe potuto venir fuori un film migliore?

    [PS: occhio alla tag “james dean” invece di “deen” ;) ]

  2. Salvatore de Chirico ha detto:

    Purtroppo si, la sceneggiatura non funziona. Il film è scialbo. Non credo dipenda poi molto dalla qualità della regia il fallimento del film, credo piuttosto si debba considerare anche il basso budget a disposizione (250000 dollari) e i numerosi problemi realizzativi. Al netto di questo è comunque una di quelle ciambelle venute senza buco.

    Grazie per il commento.

    SdC

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