Come parliamo di libri su internet – Su “I book blog. Editoria e lavoro culturale” di eFFe

di Marco Mongelli

i-book-blog-editoria-e-lavoro-culturale-effe-L-orjDOe

Quello che segue è una recensione, un momento di autocoscienza e un consiglio di acquisto e lettura, in quest’ordine.

Tre settimane fa eFFe, blogger, cofondatore della rivista Ledita.it e insegnante di New Media and Politics, ha auto-pubblicato un breve pamphlet dal titolo I book blog. Editoria e lavoro culturale, rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribuzione, Non Commerciale, Condividi Allo Stesso Modo 3.0. Costa molto poco e i proventi vanno tutti all’Associazione Toscana Tumori. La copertina è stata disegnata da Francesco D’Isa.

L’ho comprato subito, da amazon.it, e l’ho letto poco dopo.

Quello che mi ha spinto a farlo è stata prima di tutto la credibilità dell’autore, che personalmente, in quanto redattore di 404: file not found, ho avuto modo di conoscere e di ascoltare in occasione di uno degli incontri di Costruire storie e poi di leggere nella parte dedicata alle nuove pratiche editoriali del nostro ebook #costruirestorie. La seconda è stata che il tema del pamphlet, solo a leggerne il titolo, mi sembrava di strettissima attualità e di particolare interesse per il lavoro che faccio su questo blog/rivista da ormai più di tre anni. A lettura finita mi sono anche reso conto che le questioni sollevate e i nodi affrontati fossero centrali anche per me e per noi di 404, e che meritavano una franca (auto)riflessione.

Di cosa parla, dunque, questo “libro”? Innanzitutto e perlopiù del mestiere di “scrivere su internet” di letteratura, cioè di libri e di lettori, e di cosa questo implica al giorno d’oggi. Ad una parte di storia e di analisi eFFe fa seguire una sorta di proposta di deontologia del book blogger, sulla scorta del decalogo che Christian Raimo stilò prima di intraprendere l’avventura di Orwell. Infine, una “ricetta per autopubblicarsi” concretizza nella pratica consapevole e non subita del self-publishing molti dei principi prima enunciati.

Il primo merito di questo pamphlet è che la lucidità espositiva serve a rendere più chiare le prese di posizioni e che quest’ultime, ancorché non prive di sana vena polemica, non si risolvono mai in un’invettiva vuota. I bersagli, anzi, sono sempre molto chiari e le affermazioni precise e documentate.
Il campo letterario del web è variopinto e sfrangiato. Si parla di letteratura, ma non solo, si pubblicano testi inediti in prosa o poesia, si fa critica militante e si monitorano le nuove uscite, si parla di nuove tecniche narrative ed editoriali e si fa attività promozionale. In generale si fanno discorsi sui libri in maniera collettiva. Quello che tiene insieme la maggior parte di questi luoghi è infatti il loro essere luoghi aperti, multidisciplinari e collegiali, e il fatto di saper o aver imparato a diffondere i contenuti con i linguaggi propri del social web. Da Giap e Carmilla fino a 404.
La connessione fra campi del sapere solitamente considerati irrelati quando non irrilevanti e la volontà, anche enciclopedica o “archivistica” in taluni casi, di riuscire a dare ragione della totalità del campo culturale attuale con competenza e originalità, ha rappresentato e rappresenta da sempre anche la sfida di 404.
Primo momento di autocoscienza dunque: rendersi conto di essere un “intellettuale collettivo”.

La sempre maggiore riconoscibilità e incisività di queste pratiche ha portato il mondo tradizionale dell’intellettualità e del lavoro culturale a ricercare i blogger più validi, tentando di sfruttare in termini di pubblicità la loro credibilità e il seguito costruito. Se prima il discorso ufficiale sulla letteratura era solo quello che si faceva nei luoghi istituzionalizzati, ora che i luoghi e le tipologie di lettori si sono moltiplicati e diversificati, i “professionisti” si trovano costretti a dover dialogare. E per dialogare hanno bisogno, appunto, dei blogger più talentuosi, più influenti, per far sì che le loro strategie di marketing siano più pervasive ed efficaci.
Qui si crea però una vasta zona di ambiguità. Privo di una regolamentazione contrattuale infatti, il lavoro del blogger si basa su un sistema di “aspettative” e di scambi reciproci, fuori da un rapporto di natura economica e dentro uno di “antropologia del dono”. Io editore ti mando il libro (o ti “regalo” qualcosa), tu blogger più o meno famoso mi scrivi una recensione o ne parli in qualche modo. Già, ma come ne parlo? È possibile in questa dinamica di scambio essere totalmente “sinceri”? Quanta parte di onestà intellettuale viene meno recensendo un prodotto che ci è stato regalato, o il cui fautore è un amico o un conoscente? La domanda non è oziosa. Per spiegare concretamente questa situazione eFFe mette a confronto una delle nostre recensioni collettive, quella all’ultimo libro di Paolo Giordano, con quella di un altro blog collettivo, segnalando che la differenza di giudizio potrebbe anche derivare dalla presenza o meno di un dono ricevuto in cambio di una recensione.
Ora, secondo momento autocoscienza: su 404 ciascuno di noi redattori (oltre a molti altri collaboratori esterni) ha recensito svariate decine di libri (e di film, serie tv, dischi, fumetti). La maggior parte delle volte questo è avvenuto a titolo personale, dopo aver acquistato l’opera o averne ricevuto copia-omaggio personalmente dall’autore. Quando ci è stato chiesto di scrivere recensioni in forma collettiva, prima per Alfabeta2 e poi per Orwell, il “mediatore” di questi due soggetti culturali, e quindi Andrea Cortellessa e Christian Raimo, ci ha aiutato nel recuperare almeno un esemplare del libro in questione, mediando appunto con la casa editrice. In altri casi ci siamo fatti carico noi dell’acquisto o della richiesta diretta alla casa editrice. Abbiamo più volte ricevuto offerte di libri da parte di una casa editrice, ma quasi mai accompagnati da una proposta esplicita di presentazione e/o recensione. La maggior parte delle volte si è trattato quindi di un “dono” senza vincolo. E ciononostane il dono c’è stato e c’è stato non (solo) perché ciascuno di noi può avere più o meno credibilità “professionale”, come operatore della cultura, ma perché in quanto redattori di un book blog potevamo essere letti da molti e potenzialmente in qualsiasi parte del mondo.
Ora, in che modo pensiamo di aver esercitato questa nostra funzione di “intellettuale collettivo”?
Innanzitutto nella scelta: noi, come qualsiasi altro agente in un dominio così vasto, selezioniamo. In parte senz’altro perché non possiamo leggere tutto, ma anche e in maniera più significativa per esprimere un orientamento culturale, che dipende beninteso anche dalla formazione di ciascuno. Ora, quanto questo orientamento culturale è anche cosciente, e coscientemente politico? Di sicuro coscientemente politica è la nostra attenzione. Cerchiamo di giudicare onestamente in base alle nostre capacità qualsiasi opera abbiamo di fronte, provando a non cadere nella spirale di riconoscimento e accondiscendenza quando l’opera in questione l’ha scritto un amico o una persona a noi vicina. Infine, dunque, come bene riesce a sintetizzare eFFe, la cosiddetta “marchetta” non sta nello scambio (che può anche essere tutto impalpabile, cioè solo di “visibilità”) ma nell’opacità o nell’omissione dello stesso. E qui tutti possiamo fare meglio e di più, noi per primi, esplicitando anche a costo di una certa naïvité se c’è stato uno “scambio” e di che natura.

Gli imperativi che eFFe rivolge a sé e al mondo dei book blog concernono dunque da un lato la trasparenza, il rispetto dei lettori e la “condivisione responsabile”, ovvero l’accuratezza e la citazione delle fonti, ma dall’altro e forse ancor più significativamente, l’equità e l’apertura. Cosa vuol dire essere equi e aperti? Significa da un lato privilegiare le piccole realtà culturali che fanno fatica a emergere in un contesto sempre più asfittico e selettivo e dall’altro aprirsi a nuovi temi e nuove discussioni.
Ora, terzo e ultimo momento di autocoscienza: con 404 siamo convinti non solo di aver dato spazio e attenzione (anche) ad autori e pratiche piccole e autoprodotte, ma anche a forme nuove, ibride e originali di sapere, cercando tuttavia di non cedere al gusto un po’ elitario della marginalità o dell’esotico. In questo caso il feedback con la rete è centrale, ma ancora di più lo è il tessuto di connessione con altre esperienze simili, in una dinamica perpetua di scambio e di apprendimento.
Apertura vuol dire anche non delimitare a priori il campo di intervento, vuol dire accettare l’enormità a volte terrorizzante di oggetti e metodi con cui non abbiamo nessuna familiarità e che ci vengono proposti. Riconoscere che la frattura storica in cui viviamo, anche per la rivoluzione tecnologica e l’esplosione di nuove e ancora mal controllate potenzialità mediali, oltre a disorientarci può anche essere momento di fioritura impensabile. Su questo blog chiunque può mandarci qualsiasi cosa e tante persone che molti di noi non hanno mai incontrato hanno scritto e scrivono per noi. Questo è, a mio avviso, uno fra i più bei modi di fare lavoro culturale.

Perché è vero come dice eFFe che i book blog sono un essenziale centro di mediazione, ma che è necessario che essi siano qualcosa di più. Che diventino, cioè, centri di produzione, che possano incidere nel dibattito e nel panorama culturale: e questo avviene solo con un mutuo guardarsi e un mutuo riconoscersi. Per mettere definitivamente in soffitta quell’aura cinica ed egocentrica di larga parte del mondo culturale nato e cresciuto online e camminare invece insieme, furiosi e imprudenti, per provare a guidare quei cambiamenti che troppe volte passano indifferenti sopra le nostre vite.

E dunque grazie a eFFe per la riflessione e per la ricca discussione che ci ha fatto nascere intorno, sperando che anche questo piccolo nostro contributo possa servire alla causa.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. icalamari ha detto:

    Ho apprezzato molto la recensione e il momento di autocoscienza. Quindi ho seguito il consiglio di acquisto e quindi… mi accingo alla lettura. Grazie!
    Francesca

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...