La dignità operaia

testo di Bruno Pepe Russo

Le immagini e le parole non “possiedono” significati, ma li schiudono. Nel senso che consentono di accedervi, come dei prismi.
Questo video schiude una genealogia, una storia, che si condensa nelle parole, ma anche nella postura del viso, nell’intenzionalità della voce.
La dignità operaia è una delle più straordinarie eredità della storia del novecento. E’ qualcosa che addensa sulle parole di uno la condizione di molti, e mette anche l’emozione, la vertigine della propria difficoltà esistenziale, al servizio di una possibilità collettiva di riscatto, che si fa scelta, impostazione, sguardo. La voce si rompe nel napoletano quando attraversa il nodo così feroce del dispositivo di scontro generazionale con cui si giustificano, oggi, i tagli ai diritti costruiti dal proletariato del novecento: lì c’è come un tremore, che schiude l’assurdo di un discorso incomprensibile per il pensiero emancipativo, per il concatenamento di idee e di storie che il discorso che vediamo porta in superficie.
Insistete a guardare queste immagini, la loro potenza sta nel gradiente di concatenazione, di ispessimento del senso che hanno: non nell’atto del portarci altrove, in un tempo che sembra così distante, ma al contrario nel mostrare la singolarità operaia, e tutto il fascio di forme, fatti, vita che trascina con sé, nella genealogia del presente.

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