Bonsai #12. Ultimo Attuale Corpo Sonoro, “Io ricordo con rabbia”

di Sara Marzullo

Ultimo Attuale Corpo Sonoro

Descrivere un artista con le sue stesse parole, pur riferite a altro, è un’operazione corretta?
Per parlare di Io ricordo con Rabbia (Manzanilla, 2011) vorrei proprio partire da una frase di Empirismo Eretico, in cui si dice che i lineamenti del viso di Pasolini, irriconoscibili, massacrati, straziati sono forse stati la più grande accusa mai mossa – e «questo è urlato, è urlato, è urlato come si urla una bestemmia e come se questa bestemmia fosse la bestemmia d’Italia» (Empirismo Eretico).
È proprio da questo urlo che sembra nascere Io ricordo con rabbia.
E non solo perché dal punto di vista musicale il terzo lavoro della band veronese si allinea con Empirismo eretico più che con altri – riusciti – episodi di Memorie e Violenze di Sant’Isabella (2009), ma forse ancora più dal punto di vista ideale. Io ricordo con rabbia è prima di tutto un monito, un’accusa.
Non è il titolo, non è neanche l’omonima traccia, è la frase che si urla, si ripete, si scrive nelle mente di chi sta ascoltando e sulle spalle di chi si volta altrove. Io ricordo e farò ricordare, io mi continuo a indignare, io so cosa è stato e non tacerò – quasi un io so, ma non ho le prove.
L’intero lavoro è frutto di un percorso di recupero memoriale, di sottrazione all’oblio delle tragedie senza nessuna intenzione consolatoria – il passato non è affatto passato, è attuale, è il presente che non vogliamo vedere e che releghiamo a margine, come la favola cattiva che non lascia dormire, come il cuscino scomodo della nostra coscienza collettiva.

Ed è in questo senso che gli UACS hanno compiuto un passo rispetto al precedente album. In Memorie e Violenze di Sant’Isabella si lavorava su fonti che – pur nel loro valore universale – erano prettamente letterarie: Pasolini, Hikmet, Rimbaud. Il loro uscire fuori dall’opera letteraria era palese, eppure erano come statici nella loro statura culturale – ci tendevano la mano, si sporgevano verso di noi e ci parlavano, ma non riuscivamo a vederli in volto, non distinguevamo i lineamenti dalle loro parole. I protagonisti di Io ricordo con rabbia ci strattonano, vogliono la nostra attenzione, urlano perché ci voltiamo a sentirli: questa è la bestemmia d’Italia, del mondo, dei figli dimenticati.
Si parla di Victor Hara e Allende (Undici settembre millenovecentosettantatre), si canta La ballata di Itamar e di Ustica (Flight Data Recorder), della P2 e di Giancarlo Siani (Fortapàsc), se ne parla con rabbia, memori che questo è stato e ancora è; non è storia, se non nell’accezione più vicina alla nostra autopsia morale.
E un’autopsia che non ha niente di retorico o eroico, quella che si racconta è, per dirla con le parole del Miller di Della tua bocca «una virtù meramente negativa, una debolezza che fioriva alla sola vista della miseria umana. Non ho mai aiutato nessuno aspettandomi che ciò gli facesse del bene; lo aiutavo perché non ero capace di fare altrimenti.». La banalità del male – e la necessità del bene, come unica forma di azione possibile. Proprio il Miller, di cui si canta in una nella terza traccia l’incipit di Tropico del Capricorno, è l’esempio di questa etica, con la sua comprensione per chi sbaglia, ma che non lo spinge a agire e che pure lui stesso non può sopprimere. Lo è anche Giancarlo Siani, «Giancarlo non era un eroe, ma un giornalista», giornalista obbligato a diventare eroe e martire.
Necessariamente eroi, necessariamente testimoni: così la memoria diviene vera memoria nel momento in cui si riesce ad avere attinenza con il proprio presente, qui e ora – una ricerca storica che ha l’obbligo etico di essere costruttiva per il nostro presente e per le generazioni future.
Questo è il testimone che raccolgono gli Ultimo Attuale Corpo Sonoro e che riversano in 12 tracce: un album compatto, come un lungo flusso di parole e musica, dalle sonorità che sviluppano e perfezionano quelle già ascoltate in Memoria e Violenze – incontri tra GY!BE e CCCP, tra Offlaga e Massimo Volume.
Un album da ascoltare, da e per ricordare.

Io ricordo con rabbia è uscito lo scorso 25 Novembre per Manzanilla.
Il 2 Dicembre è stato presentato all’Emporio Malkovich. Rimaniamo in attesa di un tour.

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