Un ego-mostro a Siena e il bispensiero a cinque stelle

di Mario Antonelli


Siena, Piazza Salimbeni, Venerdì 13 maggio 2011, sono circa le sette e mezza, sul piccolo palco “suona” un gruppo rap locale, potrei cominciare recensendo le capacità artistiche e musicali della band, ma purtroppo non ne hanno alcuna. Le basi sono di una pochezza offensiva e il frontman ci blatera sopra testi dai contenuti importanti ma affrontati con le capacità espositive e cognitive di un bambino della prima elementare (ripetuta presumibilmente un paio di volte). Fra un attentato al mio sistema nervoso e l’altro, il frontman rassicura la folla annunciando che di lì a poco arriverà lui, il Beppe nazionale. E’ vicino, dice, come se si trattasse dell’avvento di Geova, intanto invita il pubblico a chiamare il suo nome “quando dico Beppe, rispondete Grillo!”, cosa sei una cheerleader intrappolata nel corpo di un tamarro?
Poi finalmente arriva il protagonista, si dirige verso il palco passando in mezzo alla gente, la quale lo acclama come fosse una rock star o una specie di Sai Baba genovese.
Grillo urla e si agita sul palco recitando il solito pezzo con le variazioni del caso, è un grande comunicatore e sa come trattare il pubblico, struttura le sue frasi caricandole di un’enfasi crescente, creando una specie di onda emotiva che culmina con un concetto chiave urlato, che provoca immancabilmente il boato di approvazione dei suoi fan. E’ la tecnica classica che ha fatto la fortuna di tanti showman e mattatori politici, ma del resto a questo punto viene da porsi la prima domanda, a quali delle due categorie appartiene Grillo?

Intendiamoci, nel suo discorso ci sono tante frasi e concetti largamente condivisibili, dalle denunce degli sprechi enormi della nostra politica, all’opposizione che non si oppone e anzi abbraccia gran parte del peggio proposto dalla maggioranza, all’importanza del referendum per l’acqua pubblica, al fatto che l’opinione del cittadino sia sistematicamente ignorata per quanto riguarda alcuni temi fondamentali come il ritorno al nucleare, la guerra in Libia ecc…
Così come nel suo monologo ci sono tante offese all’intelletto, ad esempio dice che “ci vogliono far credere che la politica è complicata, ma la politica è semplice, la semplicità è la cosa più vicina all’intelligenza!”, certo, Grillo sarebbe un ottimo ministro della semplificazione (per più di un motivo), ma se leggo il tanto esaltato programma del M5S leggo di tante proposte che porterebbero a inevitabili perdite di posti di lavoro, ad esempio un punto recita:

“Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari”.

Mi va bene – almeno in parte – ma come si recuperano i posti di lavoro persi? Il programma non lo spiega, e la proposta del M5S di “internettizzare” qualsiasi cosa (e se non puoi permetterti un computer, non lo sai usare o sei un Amish, per dire, sono cazzi tuoi) non contrasta un poco con l’altra loro proposta di ridurre il consumo di energia e l’inquinamento? Perché forse non lo sapete, specialmente se vi informate solo sul blog di Grillo, ma già oggi per accumulare dati e far funzionare Internet si producono 160 milioni di tonnellate di CO2 all’anno e la gestione di una ricerca on line tramite un motore di ricerca, che richiede pochi secondi, di fatto corrisponde a un consumo energetico pari a quello di una lampadina elettrica da circa 20 watt che resta accesa per un’ora. Questi sono solo un paio di esempi per dire che forse si semplifica un po’ troppo, o è un’impressione mia?
Poi butta lì la solita ridicola esaltazione della democrazia di internet (ma per qualche motivo i commenti non allineati al grillopensiero vengono sistematicamente cancellati dal suo blog), per non parlare della storia che “se portiamo una webcam all’interno del consiglio comunale li abbiamo sotto controllo”, come se gli intrallazzi illeciti venissero fatti nel palazzo comunale e non fuori. Quella della webcam in consiglio per poter “monitorare in diretta l’operato dei nostri dipendenti” era un cavallo di battaglia anche del candidato a cinque stelle per Firenze Alfonso Bonafede, che però non si era accorto che il sito del suo comune offriva già da tempo quel servizio (senza che, ovviamente, fosse servito a evitare alcun malaffare sottobanco).
Grillo non rinuncia al linguaggio popolare e ricorre spesso a insulti e nomignoli per parlare di quelli che ora sono a tutti gli effetti i suoi avversari politici, del resto, dicono i suoi sostenitori “è solo un comico”, sono gli stessi che, grazie al bispensiero a cinque stelle, non trovano affatto strano che il nome di quel “comico” sia scritto su un simbolo che compare sulle schede elettorali; non trovano strano che il movimento dei cittadini dove “uno vale uno” non abbia un proprio sito nazionale in cui i contenuti e i comunicati politici siano scritti e gestiti dai membri del movimento anziché da un vip e dalla sua casa editrice che lo usa come vetrina per vendere i suoi prodotti; non trovano strano che al comizio (o spettacolo?) del movimento “senza leader” il 90% del tempo sia occupato dal monologo di Grillo e ai rappresentanti del M5S locale sia riservata una particina collettiva dove tutti, a turno, possano dire il loro tre minuti (tre!) di pensierini sulla politica; non trovano neanche strano che sul sopracitato sito di riferimento del M5S, il Beppone, affronti anche alcuni dei tanti argomenti sui quali manca una posizione ufficiale, quali l’immigrazione, esprimendo posizioni che per quanto mi risulta non sono frutto di una consultazione democratica all’interno del movimento.
In sostanza, credo che i cinquestellini siano prevalentemente cittadini in buona fede che hanno davvero a cuore il bene comune, credo che se dimostrassero di essere qualcosa di diverso da un fan club acritico di Grillo, se dimostrassero di essere persone obiettive, intellettualmente oneste e indipendenti potrebbero essere una risorsa preziosa per questo paese, forse la scintilla per far nascere qualcosa di nuovo e di positivo.
Purtroppo oggi siamo ancora lontani anni luce da qualcosa del genere.

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alfredo ha detto:

    La comunicazione politica di ogni schieramento è semplificata. Si può criticare quella di Berlusconi, come quella di Grillo, come quella di Vendola. Il voto è conseguenza di un convincimento nato il 99% dei casi dall’immediatezza di un messaggio. L’1% non vale l’impegno per una nuova forma di comunicazione e partecipazione.

    1. Mario Antonelli ha detto:

      Ciao,
      Il problema è che una delle cose che Grillo critica dei politici è proprio questa, viceversa lui si presenta come il portatore della politica concreta, dice di essere l’unico con un programma (che non è vero, ma vabbè), dice che il suo programma è bellissimo e la politica è una cosa semplice, peraltro nel suo monologo di venerdì, del programma a cinque stelle ha spiegato poco o niente e ha passato la maggior parte del tempo a sbraitare di quanto facciano schifo gli altri politici e perchè non debbano essere votati.
      Detto questo anche io ho un ottimo programma politico che prevede fra le altre cose: riduzione a quattro ore lavorative per ogni cittadino, stipendio mensile minimo di 2500 euro netti per ogni lavoratore, pensione a 50 anni, meno tasse per tutti e servizi più efficienti, inquinamento zero, rifiuti zero, più diritti individuali, pace nel mondo e ampio parcheggio all’ingresso. Mi voti?

      1. Alfredo ha detto:

        La domanda non è “mi voti?”, ma “voti?”, a quel punto tantissimi, una miriade di improvvisati infervorati politici si sente in diritto di sbraitare (magari involontariamente scimmiottando grillo) qualche parabola sul dovere di voto.

  2. Claudio ha detto:

    Ciao, mi ha decisamente incuriosito l’equivalenza 1 query = “20 watt per un’ora”.
    Secondo le stime di Google una query consuma 0.0003 kWh, la lampadina 0.02 kWh…ovvero circa 100 volte in più della query. Dove hai trovato questi dati? Prendere la macchina per andare all’ufficio più vicino produrebbe quantità di gas serra milioni di volte superiori ad una query.
    Inoltre trovo un po’ superficiale la tua analisi sulla perdita dei posti di lavoro, anche il telaio meccanico fece perdere molti posti di lavoro ma non per questo si può fermare il progresso tecnologico…si creeranno nuovi posti di lavori in altri ambiti (come quello IT).

    1. Mario Antonelli ha detto:

      Ciao, i dati relativi al consumo energetico di una ricerca su internet li ho trovati qui e riprende quanto pubblicato dal magazine tedesco Der Spiegel. Poi come di tutte le notizie pubblicate su internet si trovano pareri opposti (come dice sempre Grillo: informatevi su internet!). Quanto al rapporto “viaggio in macchina fino all’ufficio” e “lavoro da casa via internet”, hai sicuramente ragione ma tieni conto che interessa solo una fetta relativamente ristretta dei lavoratori dipendenti, il lavoro in fabbrica, nei campi, nei negozi, nei ristoranti ecc… ovviamente non può essere fatto da casa, viceversa l’idea di Grillo, di aumentare massicciamente l’uso di queste nuove tecnologie coinvolgerebbe tutti i cittadini, non solo per il lavoro, ma anche per lo studio, per la burocrazia, per l’informazione ecc… ciò non può che aumentare il carico di dati archiviati su internet (per i quali saranno necessari nuovi server) e il consumo energetico pro capite. Detto questo, sono perfettamente d’accordo sulla necessità di limitare l’uso di automobili, ma è assurdo far passare l’internettizzazione coatta come la soluzione ecologista e la panacea di tutti i mali.
      Altro discorso la questione della perdita dei posti di lavoro, io ho scritto che sono d’accordo sulla riduzione drastica della spesa pubblica (anche se ho dei se e dei ma, ad esempio non sono d’accordo sulla proposta dei tagli indiscriminati all’editoria e su altro), quello che contesto è che Grillo fa passare per semplice una soluzione che semplice non è, nasceranno nuove professioni? Può essere, ci vogliamo sforzare a pensare a quali? O intanto sbattiamo migliaia di dipendenti pubblici in mezzo alla strada e poi vediamo che succede?

  3. miloz ha detto:

    …ma quanti detrattori ha il povero Grillo. E’ proprio vero che la politica abbruttisce.

  4. Mario Antonelli ha detto:

    @Alfredo, sinceramente non ho capito bene cosa vuoi dire con la tua controreplica, ma per spiegare meglio il problema della semplificazione a cinque stelle (non tanto e solo nel linguaggio, ma proprio nei ragionamenti), ti rimando a questo pezzo di un intervista al candidato a cinque stelle per Siena, http://www.youtube.com/watch?v=kj_H7hCEJEI&feature=related al minuto 8,40, alla domanda “quale carriera consiglierebbe di intraprendere a un giovane che vuole rimanere a Siena” l’impagabile Pinassi risponde di puntare sulle nuove tecnologie e sulle aziende hi-tech perchè letteralmente, (e qui viene il bello): “ormai abbiamo visto che in Italia il settore industriale, data la concorrenza di Cina, India e altri paesi asiatici (!) è diventato praticamente impossibile”. Mah!

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