Non ne ho idea

(Per il sedici dicembre Paolo Nori, scrittore in carne e ossa, ha risposto alle nostre domande. Perlopiù non aveva idee e forse molto da fare.
Ma pensa, che interessante.)

Le risposte di Paolo Nori

1) In che modo e perché ti sei trovato o hai scelto di lavorare in ambito umanistico-letterario?

Mi piacciono i libri.

2) Quali sono gli ostacoli che personalmente hai dovuto affrontare e in generale quali sono le difficoltà che si incontrano nel poter lavorare in questo ambito del sapere?

Io ho lavorato nell’edilizia, prima, c’erano, più o meno, le stesse difficoltà.

3) Esiste un’ambivalenza nella diffusione della cultura umanistica in Italia: da un lato un mercato letterario in espansione cui si guarda con sospetto, perché lo si ritiene causa ed effetto della diffusione della letteratura midcult, considerata negativa; dall’altra questa stessa espansione ha favorito il successo di libri come Gomorra e e la partecipata presenza ai festival letterari. Come si spiega questa contraddizione?

La diffusione della cultura umanistica segue delle strade che mi sfuggono e che credo sfuggano alla maggior parte degli osservatori. Il successo, in Unione Sovietica, di libri come Il Maestro e Margherita o Mosca Petuški prima, ripeto, prima che fossero pubblicati, e tutto il fenomeno del samizdat’, per esempio, sono cose che, mi sembra, mandano per aria tutti i discorsi teorici e tutte le previsioni di questo tipo.

4) Cosa si intende per mercato? Sarebbe davvero questo strano connubio di case editrici, premi letterari, pagine culturali dei quotidiani, riviste letterarie e di critica, classifiche di qualità (etc. etc.)?

Non ne ho idea.

5) In che misura questo mercato si pone come diaframma nei confronti da un lato degli scrittori e dall’altro dei lettori? Quanto conta il caso, i calcoli, le scelte precise, nella fortuna e nella reputazione di un libro?

Non ne ho idea.

6) Alla luce di quanto detto, in che modo si può descrivere la geografia dei lettori? Quanto essa è specchio della società?

Non ne ho la più pallida idea.

7) In definitiva,si può effettivamente dire che il nostro paese è senza scrittori?

Secondo me questa domanda l’ha fatta della gente che aveva del tempo da perdere.

Paolo Nori fa da sé, soprattutto.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Angie ha detto:

    che tristezza questo nori.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...