Juan Pasturas

Visto che la scusa del “fa caldo” non è più valida (l’abbiamo usata abbastanza, no?), ci giustifichiamo dicendo che da una partita lunga ed estenuante come quella di ieri è difficile riprendersi e ragionare a mente lucida.

Per un commento a caldo, ci affidiamo dunque a un poeta, e che poeta.

Il giudizio di Giovanni Pascoli sulla Spagna campione del mondo

L’hai vista giocare, la Spagna?
Io ero lontano; alla radio
pareva la solita lagna
(un Barça all’ultimo stadio).
Con abili e pratiche sponde
da Xavi ad Iniesta a Piqué
un suono per l’erba diffonde:
ti-tòc.

Ricorda un perfetto congegno
oppure una lucida testa
in cui si rivela l’ingegno
del pallido ed umile Iniesta.
L’azione s’allarga sul campo
ma come una macchia, da sé;
e il flebile tuono del lampo:
ti-tòc.

Quando sale, irruento, poi Ramos
la palla si manda alla fascia
ma senza né fretta né “Vamos”;
gli bastan dei semplici “Lascia”.
È come una tela barocca;
annoia, ma vale, perché
un tiro alla fine si scocca:
ti-tòc.


Il post originale è qui.
C’è anche l’originale dell’originale, nel caso vi ricordasse qualcosa.

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