in ottavo (3)

21.11 errata corrige. Luis Fabiano, un campione, anche nello scompigliare le previsioni di una partita equilibrata. In fondo l’avevamo detto, il calcio ha delle gerarchie. E i campioni come Luis Fabiano ce lo ricordano ogni volta che immaginiamo qualcosa di diverso.

21.06 105×70 m^2 di calcio. Juan ha appena siglato l’1-0 ma c’è equilibrio, nonostante la differenza di valori in campo. Il gol è arrivato in mischia, non su azione diretta.  Allo stesso modo il punteggio avrebbe potuto essere differente. Il Cile gioca una tattica tutta sua, con un ordine caotico che fa sì che l’intero campo sia coperto di bianco, sempre. Gli equilibri sono precari, molto, e ad ogni passaggio il rischio di uno sfondamento brasiliano è evidente. Ma finché gli equilibri reggono…

18.09i tempi cambiano. E si inizia a fare sul serio, aggiungeremmo noi. Non ci sono più pareggi, né punti, né classifiche. I gironi si sono conclusi da tempo e con loro le sorprese. Se nessuno avrebbe scommesso sull’uscita fulminea di Italia e Francia, se tutti si sarebbero aspettati una goleada del Brasile ad ogni partita, specialmente contro la Corea del Nord che invece ha impegnato i verdeoro; ora tutto procede secondo copione, o quasi. Tranne la prematura scomparsa dell’Inghilterra dal tabellone, dettata da uno splendido ottavo di finale anomalo, le grandi stanno facendo le grandi, e le piccole soccombono pagando dazi anche troppo grossi, vedi Messico. Ma qualche piccolina c’è ancora, e se non possiamo fare affidamento sul Cile, che staserà incontrerà un Brasile tra i più quadrati di sempre, una tra Ghana ed Uruguay è già in semifinale. Dall’altro lato Paraguay e Giappone si contenderanno un quarto infuocato, con la vincente di Spagna-Portogallo, e verosimilmente saranno anche lì dolori. Ma per vincere un mondiale, o solo per andare avanti, bisogna affrontare chiunque. E se di spazio per le sorprese non ce n’è molto, uno spiraglio si intravede ancora e noi ci affidiamo a quello.

12.39 pecora nera. Questo è l’anno della Germania, per forza, è sicuro, non c’è niente da fare per le altre: Maradona si metta l’anima in pace. Come facciamo a essere così sicuri? Semplice, non c’è Michael Ballack nella rosa di quest’anno. Il centrocampista infatti si è infortunato nella finale di F.A. Cup contro il Portsmouth dopo questo fallaccio di Boateng. Nella sua carriera in nazionale, Ballack vanta il seguente palmares: secondo  nel mondiale del 2002 e nell’europeo del 2008 e terzo nel mondiale del 2006 e nella Confederations Cup del 2005. Tanto basta per guadagnarsi la nomea di perdente e di sfigato cronico. Non che poi nella sua carriera nei club sia stato più fortunato. Nel 2000 nell’ultima giornata del campionato tedesco fa questo autogol e regala il titolo al Bayern. Due stagioni successive realizza il fantastico triplete: secondo in campionato, secondo in coppa di germania, secondo in champions league (più il già citato secondo posto al mondiale). Nel 2007/2008 con la maglia del Chelsea ripete l’impresa (4 secondi posti). Sì, è vero, nella sua carriera ha comunque vinto tanto, scudetti e coppe sia in Germania che in Inghilterra. Ma in nazionale no, in nazionale non ha mai vinto niente. Ecco perché ora che non c’è i tedeschi devono sfruttare l’occasione a tutti i costi. Ora o mai più.

12.05 nostalgia canaglia. Vivere nel passato non è forse una soluzione, ma a volte aiuta. Così dopo aver trovato per caso le immagini dei festeggiamenti teutonici per la goleada e il passaggio del turno, ho deciso di non elaborare il lutto calcistico toccato all’Italia, e sono tornato indietro nel tempo, fino a quando eravamo noi a superare gli ottavi, i quarti, le semifinali contro i padroni di casa e finalmente a vincere. Bei tempi, e sembra che a Repubblica ci sia qualcuno tanto nostalgico da ripetere, ogni anno, il conto alla rovescia iniziato dopo Italia-Germania, che ci avrebbe accompagnato tutti fino a Berlino, contro la Francia. Quando si dice l’ironia della storia.

11.27i soliti numeri. Oggi si giocano il quinto e il sesto ottavo di finale. Olanda – Slovacchia è una sfida ovviamente inedita in un mondiale dato che la squadra di Hamsik è alla sua prima partecipazione iridata. Brasile – Cile è invece una partita dalla lunga tradizione, non soltanto, come ovvio in Coppa America, ma anche al Mondiale. Nel 1962, proprio in Cile, la “Roja” arrivò fino alle semifinali dove incontrò la Seleçao di Garrincha e Vavà, che con due doppiette siglarono il 4-2 finale, eliminando la squadra di casa. Nel 1998 si incontrarono agli ottavi e di nuovo due doppiette (Cesar Sampaio e Ronaldo) decretarono il 4-1 a favore dei brasiliani. Ma la partita più memorabile fu giocata il 3 settembre 1989 al Maracanà di Rio de Janeiro, decisiva per la qualificazione ai mondiali di Italia ’90. In quella occasione andò in scena quello che fu chiamato lo “scandalo Rojas”: il portiere cileno, infatti, dopo aver subito la rete di Careca, aspettò che un bengala atterrasse dalle sue parti per cadere a terra e incidersi il sopracciglio con un bisturi nascosto in un guanto. Portiere in ospedale, partita sospesa e truffa andata in porto. E invece no, perché il portiere fu scoperto dalla Fifa, squalificato a vita e il Cile fu costretto a saltare anche le eliminatorie per Usa ’94. Qui sotto il video della farsa.

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  1. d'leedon condo ha detto:

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