in ottavo

16.01chiringuito. l’accusa preferita, rivolta ai nostri svergognati eroi di Berlino, è stata di essere troppo anziani. La pensione, calcistica, si avvicina ed è ormai ora di appendere le scarpette al chiodo. Vedremo tanti quarantenni tristi in giro per le italiche città rimembrare gli azzurri cieli berlinesi, sotto il peso dell’australe vergogna? Non proprio: avranno altro per la testa, e qualcuno ci spiega cosa.

11.01tutto il mondo è in portoghese. Ieri pomeriggio, Brasile e Portogallo – annunci di gol, spettacolo e quel gioco lì così poco europeo (i portoghesi sono europei per sola casualità geografica) – hanno deluso. Visto il Mondiale, non si è stupito quasi nessuno. Tra lunghe processioni a centrocampo e pose di Cristiano Ronaldo da decine di metri, le due squadre sono andate agli ottavi senza sfracelli promessi. I brasiliani, a sentir loro, non sono affatto contenti – trovano il gioco di Dunga meccanico e privo di fantasia, peccato capitale a quelle latitudini. Per sentirli sbuffare potete andare qui.

10.33 precedenti Oggi i primi due ottavi di finale. Alle quattro Uruguay-Corea del Sud e alle otto e mezza Usa-Ghana. I sudamericani hanno già affrontato e battuto i coreani nel 1990, a Udine, con un gol al 90′ del mitico dentone Daniel Fonseca. Per americani e ghanesi, invece, l’unica sfida precedente è recentissima: appartiene a Germania 2006, quando gli africani batterono gli statunitensi per 2-1 e si qualificarono agli ottavi di finale.

10.23 abc. Ne restano sedici, disposte come in figura (qui sotto). D’ora in poi, il torneo procede a eliminazione diretta e chi vince resta. A volte si pareggia, nel caso: due tempi supplementari, di un quarto d’ora l’uno, e poi i rigori.

10.17compisizione. Delle 16 qualificate al tabellone finale della Coppa del Mondo, 6 sono europee (Inghilterra, Germania, Spagna, Olanda, Portogallo e Slovacchia), 7 sono americane (Usa, Messico, Brasile, Argentina, Paraguay, Uruuguay, Cile), 2 asiatiche (Giappone e Corea del Su) e 1 sola africana (Ghana).

Il vecchio continente perde colpi e mai come in questa edizione qualifica così poche nazionali, confermando il dato che “in terra straniera” non è profeta: mai una vittoria europea infatti quando il mondiale si è giocato altrove. In più la particolare combinazione del tabellone permetterebbe teoricamente solo 3 semifinaliste europee, mentre le sudamericane, sempre in via teorica, potrebbero fare en-plein.

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