Mira el dito…

Il mondiale incerto della squadra azteca

Venerdì scorso alle 16:00 l’apertura dei mondiali, con la partita che ha visto i Bafana lottare contro il Tri, la squadra messicana di Javier Aguirre Onandía. Nello stesso momento in piena notte migliaia di tifosi sono convenuti al Zócalo, la famosa piazza di Città del Messico, per assistere su tre maxischermi alla partita che avrebbe segnato l’ingresso dei loro paladini ai mondiali. Lo spazio lasciato libero dai manifestanti contro il governo panista ha visto sfilare succinte ragazze dai vestitini verdi, emuli del mitico Santos, il wrestler ormai divenuto eroe nazionale, e omaccioni coi sombreros stile estathé. ¡Que guay!

Ma il bonario tu-tu-ttu-tu-tu (se non si fosse capito, la sigla della rinfrescante bevanda) non è servito a molto alla selección azteca. Né sono valse le gesta, non così esaltanti, di Rafa Márquez, stella della FC Barcellona, indebolito da una lesione al ginocchio.

Il Messico ha empatado con la squadra di casa, registrando un timido 1-1. Del resto i messicani non hanno mai brillato ai mondiali e cercano in questo frangente di arrivare, almeno, agli ottavi di finale.

Aguirre, licenziato l’anno scorso dall’Atlético Madrid, ha preso il posto dell’ex allenatore laziale Eriksson, ora alla guida della nazionale ivoriana, con lo scopo di risollevare le sorti di una squadra non molto convincente. Gli aztechi, però, non demordono e hanno rispolverato il loro campione veterano Cuauhtémoc Blanco (annata 1973) che, anche se in panchina, ricorda ai suoi i bei tempi andati e li stimola a correre dietro alla pelota a ritmo di teponaztli.

Punti di forza della squadra: Rafael Márquez e Giovani Dos Santos. Talloni d’Achille: Oscar Pérez, meglio conosciuto come “el conejo Pérez”, il “coniglio”, molto criticato per una nacada (stupidaggine), un’uscita sulla palla fuori tempo a metà della partita.

La selección tornerà a giocare oggi contro la Francia, che nella precedente partita contro l’Uruguay non ha dato il meglio da sé ma che cela numerose insidie per i nostri giocatori. Rafa Márquez ha ricordato la pericolosità dell’avversario in un’intervista di questi giorni, mentre l’attaccante Vela ha ribadito la necessità di gol.

E, per prepararsi al partido, cos’è meglio di un’allegra riunione famigliare? In una Sudafrica blindata un pullman speciale ha fatto meta domenica all’Hotel Thaba e ha depositato tra le braccia dei giocatori mogli, madri e figli. Nonché comida mexicana e un gruppo di celebri mariachi, Los Caporales. La stampa ufficiale ha comunicato che la squadra ha trascorso “una domenica di riposo, con cibo, abbracci e quel sapore folklorico che solo i mariachi possono dare”

Alleggeriti dal buon pollo al cioccolato e dalle tortilla, giocatori e allenatori hanno messo a punto le prossime tattiche per un mondiale che si è rivelato una sfida, una missione. Impossibile? Mira el dito…


2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandro Cannamela ha detto:

    Ragazzi,
    sfottete l’italia, che ci sta che vinciamo con la nuova zelanda, se voi azzardate un pronostico negativo!!
    ;-)

  2. amaranta ha detto:

    In effetti, hai ragione, chi se lo aspettava…. Anche i siti messicani non prevedevano una tale vittoria!
    Volevo aggiungere un commento proprio su questo ma mi hai preceduto….

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