15 giugno

22.49 il sol dell’avvenire o quasi. Credi non ci sia più nulla da vedere, quando – a un minuto dalla fine – succede veramente questo:

(quello con il sedere per terra è Juan e subito fuori dalla foto, pronto per farsi battere, c’è un tizio di nome Julio Cesar. Non so se ci siamo spiegati.)

21.29il resto del mondo. Di passaggio, mentre la mancanza di gol del mondiale condanna perfino il Brasile (con il concorso di una Corea quadrata), abbiamo scritto una cosa che non c’entra di calcio. Ma parla di noi e di un libro.

19.17la lista della spesa A parte casi rari di sincera stima o perfino venerazione, gli allenatori generano nei tifosi lo stesso effetto di una mostra di arte contemporanea: “quello lo facevo anche io, anzi io lo facevo meglio.” Per appianare questo senso di frustrazione qualche amico pragmatico spesso risponde: “Sì, ma non l’hai fatto.” Per acuirlo, basta gettare un’occhiata agli stipendi di quelli che invece lo fanno.

19.06realismo sovietico

e la storia di come andò quell’altra volta (la prima di otto parti. Da vedere integralmente per temerari e perdigiorno).

19.01 differenze. Stasera noi vedremo Corea del Nord – Brasile. Loro no. Né allo stadio, né a casa.

18.50excusatio non petita. La paura di scoprirsi e perdere la prima gara del mondiale; la pioggia battente; il pallone della discordia, le vuvuzela impietose. Queste e molte altre potrebbero essere le scuse per giustificare il nostro pronostico andato male. Ma, no, ci sentiamo di dire che non ne becchiamo una. Se volete sapere i risultati delle prossime partite, venite a vedere le nostre previsioni poco prima del match. Solo su 404!

15.50gol a go-go. Se vedete il mondiale solo per il gol, finora siete rimasti delusi. Beh, nella prossima segneranno a pioggia e promette di essere una delle più belle partite del torneo.

15.43 manifesta superiorità.

14.58 le pagelle/3. Alcuni voti pomeridiani.

Keisuke Honda, voto: 4. Calciatore del Giappone. Deprecabile gioventù giapponese (cit: “sui giovani giapponesi ci scatarro su”). Rivedere Babel per approfondimenti.

Marco Civoli, voto: 2. Telecronista, a suo dire. Eredità culturale dei padri paolini: lì si è formato, lì ha esordito, lì poteva restare.

Tifose dell’Olanda (queste, non proprio tutte), voto: 9. Sarebbe dieci, ma sfortunatamente non le abbiamo fermate noi. Va detto, a onor del vero, che trentasei ci sfinirebbero.

12.45 intanto.Ah, tra meno di un’ora si fa la storia del mondiale. No, non giocano Brasile e Argentina, ma Slovacchia e Nuova Zelanda. Per la prima si tratta dell’esordio assoluto in un mondiale: la stella è “Marechiaro” Hamsik, il resto brilla molto poco. I neozelandesi, invece, approfittando del fatto che l’Australia da quattro anni è entrata a far parte della confederazione asiatica, tornano a un mondiale dopo Spagna ’82. Ma, al di là di prime volte e amarcord fortunati, il motivo per vedere questa partita è un altro. Slovacchi e neozelandesi, infatti, sono quelli che noi dobbiamo fracassare di gol nel giro di una settimana. Va fatto comunque, ma è utile capire quanto sarà facile, o difficile.

12.29 vu-uuuuu. Ora, noi lo sappiamo che quelli che si lamentano delle vuvzula sono così noiosi e ripetitivi da fare quasi lo stesso rumore delle vuvuzula. Ma c’è una cosa di cui proprio non ci capacitiamo: questi tifosi, o passanti, o gente che capita allo stadio per caso,perché al posto di vedersi la partita soffiano alla stessa intensità nel tubo, per novanta minuti, e senza una sola variazione di sorta tra rigore allo scadere e rimesse a centrocampo? E, in pratica, senza che quello che succede nel rettangolo verde là in basso li condizioni anche solo una briciola. Magari non è così ma danno questa idea. (Zucconi si chiede qualcosa di simile).

12.10 carisma.Gli inglesi, per esempio, fanno fatica a riconoscerci. Come quando ti tagli i capelli corti.

12.06 a tiepido. Per dire qualcosa di sensato sulla partita di ieri sera una notevole resistenza al principio di non-contraddizione non è d’obbligo. Ma aiuta. Tirare fuori un giudizio univoco è difficile e forse non si può proprio fare. Molto dipende dalle premesse: chi temeva l’onta senza alcuna assoluzione è stato smentito, chi voleva il riscatto immediato anche. Quella che segue è la cronaca di un discreto purgatorio. Non pensate poco emotivo: i nostri tentativi di disincanto si sono infranti all’inno.

L’italia meritava di vincere sì, ma alla fine va bene così perché sono passati in vantaggio loro; l’Italia ha giocato meglio sì, ma non ha mai tirato in porta con le sue punte; l’Italia ha mostrato condizione fisica e atletica invidiabile sì, ma se corri a vuoto non serve a niente; l’Italia era messa molto bene in campo sì, ma se poi non salti mai l’uomo e non fai l’ultimo passaggio è inutile. Cacciando fuori i nomi. Marchisio trequartista è la cagata dell’anno, Montolivo non è il sostituto di Pirlo, ma se mette gli attributi è molto utile (Crosetti oggi lo paragona al pollo in gelatina). Zambrotta e Cannavaro, per vederli così in forma nell’ultimo anno dovevi aspettare le repliche delle partite in Germania. Criscito è vivace senza essere irruente. Pepe corre come un disperato, ma la disperazione forse sta nei piedi e quelli è difficile rimediarli. Iaquinta è molto duttile ma se gioca sulla bandierina serve poco. Gilardino soffre, solo.

Da qui in poi, insomma, il bivio è naturale. La squadra può migliorare e le prossime due il bottino lo devi fare pieno e se possibile abbondando di gol. Auguriamoci salite.

11.36 rimediamo. Alcune cose che avremmo voluto mettere ieri, ma poi la pioggia (a Johannesburg).

  • Eto’o diceva – piuttosto convinto – questo. E invece è andata così.
  • Il Giappone vince la sua prima partita in un mondiale, fuori da casa sua. La Corea del sud schianta la Grecia con impressionante facilità. A spanne e con qualche approssimazione, magari non è il mondiale delle africane, ma potrebbe essere quello delle asiatiche…
  • Il bello dei mondiali è che offre un’incredibile risonanza ad eventi altrimenti del tutto insignificanti. L’indice dei suicidi dopo Algeria-Slovenia ha subito una spaventosa impennata.
  • Rovesciato qualche paradigma: la Germania gioca a bene, oltre ai cross si è vista perfino qualche palla a terra; l’Olanda, per tradizione bellamasfortunata (da leggersi d’un fiato), vince con orribile meccanica testa-schiena-rete. Quindi logica classica vorrebbe che non sia il suo anno. Corsi e ricorsi dei mondiali sono piuttosto semplici: giochi male vai in fondo, giochi bene viceversa. Vedremo se non finisce rovesciata anche questa vecchia regola.

11.35 pieno regime. Si riparte, dopo lo stallo ansiogeno dovuto a quelli con la maglia azzurra. (Siamo solo un po’ lenti. Abbiamo sonno e piovono refusi).

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Volevo rassicurare le lettrici e, perché, i lettori in generale di 404 riguardo il becero tono maschilista della pagella alle tifose olandesi ;-)
    La parte femminile della redazione sta lavorando per rimediare :-)

    Viola

  2. Alessandro Cannamela ha detto:

    a parte le lettrici..
    crosetti capisce di calcio quanto io di zuppa di pesce.
    montolivo in assoluto il migliore in campo, forse insieme a criscito.
    la squadra non gira perchè manca chi fa l’ultimo passaggio e visto che ormai, come consuetudine, siamo a fare gli allenatori, vi prego liberateci di iaquinta (il punto non è la bandierina, è che ha toccato sì e no 10 palle in tutta la partita), zambrotta e cannavaro (il fatto che sembrassero vivi, non equivale a farli sembrare in forma).
    + ombre che luci personalmente.. passeremo anche sto girone, ma arrivare in fondo è un’altra cosa: qua non manca la benzina, manca il telaio.

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