Cose mai lette (3)

IL MIGLIORE DEI PIANETI POSSIBILI. PROBLEMI DI UNA TEORIA LIBERALE DELLA CITTADINANZA

  • La teoria ideale

Immaginiamo che ci siano due astronavi – l’Explorer e l’Apollo – che raggiungono un pianeta inesplorato, con l’intento di stabilivirsi. Ogni astronave contiene un ugual numero di persone che soddisfano le condizioni necessarie per la cittadinanza liberale. L’Explorer però atterra per prima, e la Comandante di quell’astronave dà ad ogni membro del gruppo che è atterrato un unico grano di manna, con il quale iniziare la nuova esistenza. Poco dopo arrivano anche i passeggeri dell’Apollo richiedendo uguali condizioni nella neonata società civile liberale.

Passeggero dell’Apollo: Voglio metà della tua manna.

Passeggero dell’Explorer: Mi dispiace, ma mi serve tutta – anzi me ne servirebbe di più – se voglio raggiungere i miei fini nella vita.

Apollo: Ma anch’io ne ho bisogno! Se il bisogno personale è una buona ragione perché tu ottenga la manna, perché non dovrebbe valere anche nel mio caso?

Explorer: Devo proprio rispondere a questa domanda?

A: Certamente. Il principio di Razionalità esige che i detentori del potere rispondano alle richieste di legittimazione tutte le volte che vengono poste.

E: Ma io non voglio niente da te!

A: Questo non significa che tu non stia esercitando su di me un potere. Io voglio metà della tua manna e tu stai cercando di impedirmelo. Questo basta a stabilire una relazione di potere bisognosa di giustificazione.

E: Senti, non te l’ho chiesto io di venire. Perché non torni via?

A: Neanch’io ti ho chiesto di venire. Non è un motivo altrettanto valido perché tu te ne vada lasciando tutta la manna a me?

E: Bene, se proprio lo vuoi sapere, ti darò una risposta seria.

A: Sto aspettando.

E: Io devo avere le manna perché io sono un cittadino dello stato liberale costituito da noi altri passeggeri dell’Explorer, e tu no

A: Finalmente facciamo dei progressi. C’è solo un problema.

E: Di che si tratta?

A:  Non ricordi la prova di differenziazione imposta dal principio di Razionalità? Ti obbliga a indicare una caratteristica della nostra situazione che differenzi la tua rivendicazione dalla mia. Quindi dimmi, perché pensi di avere i requisiti di cittadino, mentre io non li avrei.

E: Facile. Io sono atterrato sull’Explorer e quindi devo essere un cittadino dello stato liberale costituito dai passeggeri dell’Explorer.

A: Questo non va bene. In fin dei conti ci sono moltissime cose che sono atterrate sull’Explorer ma non si qualificano come cittadini. Quel pezzo di metallo, per esempio. (Indica l’astronave.)

E: Ma io sono diverso dal metallo perché posso giustificare le mie rivendicazioni sul potere.

A: Anch’io. Perché allora non posso qualificarmi come cittadino assieme a te?

E: Inoltre posso conformare il mio comportamento alla struttura di potere richiesta da un dialogo liberale.

A: Anch’io. E allora, perché non dici che siamo entrambi diversi da quel pezzo di metallo perché siamo entrambi cittadini di uno stato liberale?

E: Perché in quel pezzo di metallo ci sono arrivato io e non tu!

A: E’ un bel mistero. Quel pezzo di metallo non ha neppure i requisiti di un cittadino, però costituisce la differenza decisiva fra noi due.

E: Non negherai il fatto che grazie all’Explorer sono arrivato qui prima di te?

A: Non lo nego. Vorrei solo sapere perché questo fatto dovrebbe rappresentare la ragione che giustifica la tua superiore posizione di potere.

E: Perché i primi arrivati sono migliori dei secondi.

A: E che ne è dei tuoi figli? Avranno anche loro i requisiti di cittadini?

E: Naturalmente.

A: Ma arriveranno ancora dopo di me,

E: Devo rispondere a questa osservazione?

A: Certamente. Una teoria liberale esige che i detentori del potere forniscano una risposta coerente ala richiesta di legittimazione, e non ci sono limitazioni che restringano il suo campo ai soli “cittadini”.

E: Be’, se proprio insisti, io dichiaro che la speciale superiorità che possiedo grazie al fatto d’essere arrivato per primo sarà trasmessa ai miei discendenti per tutti i secoli a venire, mentre la tua speciale inferiorità contaminerà anche i tuoi discendenti.

A: E supponi che io neghi la tua pretesa e sostenga invece che la vera superiorità morale spetta a chi possiede un alto quoziente intellettuale, o a chi ha un corpo particolarmente bello, o ai negri,  a…

E: Quello che dici sarebbe semplicemente sbagliato. La vera superiorità morale spetta ai primi arrivati e ai loro discendenti. Solo un pazzo la penserebbe altrimenti!

A: Non sei d’accordo che la cittadinanza è il diritto più importante che una persona possa avere in uno stato liberale?

E: E’ una buona osservazione.

A: Sta’ attento. Questa piccola concessione ti metterà nei guai.

E: E come?

A: Se la cittadinanza è il più importante diritto nella teoria liberale, come puoi permettere che questo diritto venga concesso per ragioni che non accetteresti mai su questioni di minore importanza?

E: Buona domanda. Devo rispondere?

A: Certamente. Salvo che tu non voglia negare che la cittadinanza è il diritto più importante nella teoria liberale. Altrimenti ne conseguirebbe a fortiori che le mosse conversazioni offensive in altri contesti sono altrettanto illegittime in questo.

E: Sai, vorrei proprio che tu te ne andassi.

A: Me ne rendo conto. Però non me ne vado. Che ti piaccia o no, stai esercitando un potere su di me, e io continuerò ad insistere con la mia richiesta di legittimazione. Perciò dimmi, non è ovvio che la cittadinanza è il problema giuridico più importante? Dopotutto, lo stai usando come ragione per negarmi tutti i diritti.

E: Senti, ho da fare cose più importanti col mio tempo e la mia manna che non star qui a chiacchierare.

A: Cose più importanti! Credi di essere un dio la cui pretesa al dominio su di me sia autoevidente? Perché non rispondi alla mia domanda?

E: Va bene: francamente è difficile negare che la cittadinanza sia centrale. Dopo tutto, per stabilire i miei diritti sulle scarse risorse devo continuamente contare sulla mia posizione di cittadino.

A: E allora devi concedere la stessa posizione a me.

E: E se non lo facessi?

A: In questo caso dovresti rinunciare alla pretesa che voi, passeggeri dell’Explorer, abbiate costituito uno stato liberale ideale. Il primo principio di siffatta società civile impone infatti ad ogni cittadino di fornire risposte razionali e coerenti tutte le volte che viene posta una richiesta di legittimazione. E tu hai appena fallito questa prova minimale.


  • L’immigrazione in un mondo più reale

Orientale: Chiedo di essere riconosciuto come cittadino di questo stato liberale.

Governante occidentale: La tua richiesta è respinta.

Orientale: Che diritto avete di respingermi? Pensate che non riuscirei a qualificarmi come cittadino di uno stato liberale ideale?

Occidentale: No di certo.

Orientale: Allora credete di essere migliori di me solo perché siete nati ad occidente rispetto a questa frontiera?

Occidentale: No. Se fosse solo per questo, non esiterei ad ammetterti.

Orientale: E allora qual è il problema?

Occidentale: Il fatto è che noi dell’Ovest siamo ancora lontani dall’aver raggiungo una perfetta tecnologia della giustizia; se ammettiamo più di Z immigranti le nostre attuali istituzioni non riusciranno più a funzionare se non in modo esplicitamente autoritario.

Orientale: Ma perché chiedete proprio a me di fare le spese di questa imperfezione?

Occidentale: Mi dispiace, facciamo tutto quello che possiamo. Ma  Z è il limite degli immigranti.

Orientale: Non fate tutto il possibile. Perché non espellete alcuni dei nativi occidentali per fare posto a me? Pensate forse che siano superiori?

Occidentale: Z è il limite della nostra capacità di assimilazione solo presupponendo che esista un quadro di nativi abituati al funzionamento delle istituzioni liberali. Se dalla popolazione fossero tolti alcuni dei nativi, anche Z sarebbe un numero eccessivo.

Orientale: E allora che cosa devo fare? Prima di arrivare in cima alla lista d’attesa degli immigranti farò in tempo a morire.

Occidentale: Torna fra la tua gente e costituite il vostro stato liberale. Cercheremo di darvi il maggiore aiuto possibile.

da Bruce A. Ackerman, La giustizia sociale nello stato liberale, Mulino 1984

Di alcuni di questi abbiamo parlato anche qui. In un futuro – quanto prossimo non sappiamo dire né promettere – vedremo di approfondire ancora un po’.

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