La tempesta dopo la quiete

(i commenti del dopo)

Siena, ora imprecisata del pomeriggio.

Due immagini. Giovedì sera Daniele Luttazzi che sul palco di Raiperunanotte si prodiga in un’irriverente e grottesca satira del berlusconismo. Lunedì notte Renata Polverini che balla sui tavoli per festeggiare il sorpasso su Emma Bonino che la porterà a vincere. Due momenti a racchiudere la tornata elettorale. In mezzo c’è un guazzabuglio di dubbi e sensazioni, dall’esplosione della Lega alla speranza riposta in Vendola, dall’ossessiva ripetizione della faccia del Pagliaccio in tv al 26% di PD e PdL, gemelli dal futuro incerto. La censura, i giornalisti, le liste, le manifestazioni, i politici-comici, i comici-politici, i saluti romani, la poesia, l’impegno, l’astensionismo, l’indifferenza. La delusione continua. E tanti perché:

  • Perché la Lega è razzista ma va bene così?
  • Perché un voto contro l’aborto?
  • Perché il PD non sa rinnovarsi?
  • Perché Rete4 è ancora lì?
  • Perché candidare i condannati?
  • E perché no?
  • Perché i grillini a 7% in Emilia?
  • Perché l’UDC?
  • Perché l’API?
  • Perché la Sinistra non si unisce?

E molti altri…

Siena, con la testa a Montecchio Emilia, 22.00

L’Emilia ha tenuto, ma il dato che più sorprende è senza dubbio quello dei “grillini” con il movimento a cinque stelle che sfiora il 7% e la Lega che dilaga raggiungendo, per il momento, più del 13%. Questo della Lega non è un fenomeno inaspettato, ciò che più stupisce è vedere come Grillo abbia avuto una così alta adesione proprio in Emilia dove i “partiti tradizionali” hanno da sempre una forte radicamento.

Il Movimento a cinque stelle di Grillo, a mio avviso, va a raccogliere consensi nelle falde dove il dissenso per la politica parlamentare è forte e dove si sente la pesantezza di tradizioni considerate solo come inutili fardelli. Sono elettori che cercano aria fresca nelle verità urlate, urla alternative a quelle della Lega, e che tendenzialmente vanno a togliere consensi soprattutto al centro-sinistra.


Civita Castellana (VT), h 20.00

Locale:

La sezione n°4 è ancora a metà spoglio all’ora di cena e il risultato è 299 alla Polverini e 191 alla Bonino. Poco indicativo, in realtà, trattandosi di un seggio in cui i voti per il centro-sinistra sono in genere ascrivibili a pochi nuclei familiari ben individuati – “provvederemo con il napalm” dice in queste occasioni, scherzando, un mio amico .

Nel resto del paese, la situazione sembra essere sul filo. Come nel resto della regione, d’altra parte.

Nazionale:

Nel frattempo, ci pensa il TG1 a restituire fedelmente il quadro della situazione nazionale:

“Verso il 7 a 5. Lazio sul filo.”, titola. Poi, prima di passare ai servizi dalle varie sezioni, l’annunciatrice dice: “Il Pdl raddoppia il risultato del 2005, il centro-sinistra perde molto terreno.”

L’indicativo presente “raddoppia” mi fa pensare che quest’anno lo spoglio elettorale si sia svolto con grande velocità e concluso in tempo record. Ma forse ho capito male, perché quando parlano gli inviati, molto spesso la percentuale dei seggi esaminati è poco oltre il 50%. Malfidata e polemica.

La mia mala fede rischia però di essere verificata quando di nuovo l’annunciatrice, passando il collegamento alla Liguria, dice: “E ora passiamo alla Liguria, dove la situazione sembra essere molto incerta”, la corregge subito la corrispondente: “Veramente qua la situazione sembra essere abbastanza definita: 53% al centro-sinistra, con più del 60% dei seggi esaminati.”

E vabbè.

Resta comunque vero che il Piemonte e il Lazio tentennano parecchio. Che la Lega sale in Emilia, insieme ai grillini. E che Vendola non stravince in Puglia, ma tiene significativamente botta.

Lets’ stay tuned.

27 commenti Aggiungi il tuo

  1. sandra ha detto:

    abbi fede… nichi stravince, e sì che stravince! Per la speranza di tutto il popolo di sinistra

  2. (sì, cla, il mio nomignolo su fb va bene per la situazione: pat pat.)

  3. Lombardia e Veneto mai avute.
    Liguria del centro-sinistra con il 53%. Lazio balla su 1000 voti di differenza. SEL come sempre.
    Di che stiamo parlando?
    Ovvio che la sinistra non poteva sperare di replicare l’11 a 2 di 5 anni fa, quando era al governo.
    Nella Campania e nella Calabria il cambaimento era prevedibile.
    Il Piemonte, sì, è stato un colpo per la sinistra.
    Aspettiamo comunque, per qualsiasi commento/analisi, domani mattina.

    Viola

  4. Franco Marzoli ha detto:

    Qui Padania infelix.

    Segnalo che la Lega vince nelle aree popolari e nelle periferie urbane popolate prevalentemente da immigrati dal sud di seconda generazione. In altre parole i figli di coloro che furono oggetto di razzismo ai tempi delle migrazioni degli anni ’50 e ’60 usano ora, sentendosi minacciati, le medesime logiche nei confronti dei nuovi immigrati extracomunitari. Una specie di Rosarno del Nord……
    Per il resto rimando al mio contributo in tempi non sospetti: “Il voto leghista.”
    Però Claudia un grave problema politico come quello che ci troviamo di fronte non può essere liquidato con l’insulto “Lega di merda.” UN INVITO QUINDI ALLA ANALISI POLITICA!

  5. Antonio ha detto:

    L’11 a 2 risale al 2005, è vero, ma allora il centrosinistra non era affatto al governo ma all’opposizione; di lì ad un anno avrebbe vinto le elezioni con Prodi (che poi avrebbe di nuovo passato la mano). Questo per dire che se cinque anni fa ci fu quella vittoria schiacciante fu perché il cinquennio Berlusconi (e più in generale il berlusconismo in quanto tale) sembravano davvero al tramonto, si votò per il centro-sinistra più perché l’aria sembrava cambiare di lì a poco che per vera convinzione. I fatti avrebbero del tutto smentito questo cambiamento e avrebbero riportato al governo il centro-destra dopo soli tre anni.
    Oggi invece la situazione è così drammatica proprio perché non si avverte nemmeno quel minimo sentore di volontà di cambiare che si avvertiva allora, partiti populisti, che parlano prima alla pancia e poi alla testa, come quelli di Grillo e di Bossi, sono in continua crescita, Berlusconi, tragicamente, è ancora lì e regioni come la Campania finiscono nelle mani di politici come Caldoro (un fantoccio del casalese Cosentino? Chissà) e il centro sinistra brucia candidati bravi e competenti come De Luca e la Bonino.
    Forse un giorno tutto questo finirà. O forse no.
    a.

  6. Franco Marzoli ha detto:

    Claudia…innanzitutto non devi deprimerti.
    Non c’è bisogno di giovani depressi, ma di persone che vogliano riflettere, decidere il da farsi e agire conseguentemente.
    La situazione, a mio modo di vedere, è grave non tanto perchè esiste un’organizzazione poltica chiamata Lega, quanto per il motivo che stiano facendo presa temi e discorsi legati alla “pancia.” In questo senso sono ugualmente preoccupato per tutti i voti caratterizzati da intolleranza (Lega, Grillini, Dipietristi…).
    Andrebbero cmq evitate eccessive generalizzazioni. Sostenere ad esempio, che nel Nord sono tutti razzisti, come ho sentito dire da qualcuno, equivarrebbe a sostenere che nel Sud sono tutti mafiosi. Si rischierebbe in altre parole di accrescere un pericoloso scontro latitudinale.
    Penso che ci attenda un lungo lavoro basato sull’ analisi, sull’ascolto, sulla tolleranza…non c’è infatti che parlare anche con le persone diverse da noi per
    capirne le preocupazioni, e farcene carico per poi, in un secondo momento, cercare delle soluzioni politiche.
    Da qui il mio invito a non limitarvi ad un confronto al vostro interno, ma ad aprirvi al resto del mondo, alla società reale anche se ciò può risultare molto impegnativo e sicuramente meno divertente rispetto ai tranquillizzanti sorrisi delle facce note.
    In sintesi: occorre fare una gran fatica che potrebbe ben partire dalla cultura (non necessariamente accademica) per poi, a tempo debito, portare all’iniziativa politica.

  7. Celeste Bronzetti ha detto:

    Sottoscrivo l’analisi a caldo del successo dei grilòlini in Emilia Romagna (per quanto riguarda la Lega farei un discorso a parte..più complesso). Credo si apra laddove una tradizione radicata, troppo radicata, mostra in realtà di fare acqua da tutte le parti..e dove si respira un bisogno di alternativa sempre più forte.
    L’errore più macroscopico di questa intorpidita (e trppo spesso anche torbida) tradizione di sinistra è quello di darsi sempre comunque per scontata, detentrice di un mandato sempiterno e indissolubile da queste parti.
    Questa regione offre un campione di contraddizioni interessanti per riflettere su quelle cocenti della nostra povera Italia tutt’intera.
    E ora, dopo il primo resoconto a caldo, deluso e inquieto bisogna cominciare a riflettere sul serio!

    1. Gabriele ha detto:

      Intanto grazie per aver sottoscritto la mia analisi a caldo sui grillini.
      volevo anche segnalarti che ho scritto, sempre su 404, proprio un articolo sul progressivo radicamento della Lega in Emilia e credo che li il tema sia trattato in modo più esaustivo e meno frettoloso.
      ti lascio il link, https://quattrocentoquattro.wordpress.com/2010/03/07/emilia-rosso-cangiante/

  8. Franco Marzoli ha detto:

    Il vivace dibattito che si sta sviluppando sull’esito elettorale e sulla “questione settentrionale” mi spinge a fare una proposta. Che un(a) rappresentante della gloriosa redazione di 404 prenda armi e bagagli e si rechi nel profondo Nord con l’intento di comprenderne gli umori e i conseguenti comportamenti elettorali.
    Attraverso Piemonte, Lombardia e Veneto a colloquio con artigiani, negozianti, operai, precari e immigrati nei piccoli centri di provincia e nei capoluoghi.
    Ne potrebbe nascere un’interessante forma di giornalismo d’inchiesta e, perchè no, di instant book….
    Impegnarsi in questa direzione avrebbe certamente dei costi in termini finanziari e di tempo. Ma potrebbe anche dare delle soddisfazioni per l’esperienza fatta e per il suo possibile utilizzo editoriale.
    Su! Un pò di iniziativa e di coraggio!

  9. Fede ha detto:

    Questa è l’analisi del voto che più mi ha convinto:
    http://www.repubblica.it/politica/2010/03/30/news/partita_giocare-3033879/.
    A chi si riferirà all’ultima riga?

  10. Già, a chi si riferirà? Spero non a chi viene spontaneo pensare.

    Comunque, sottoscrivo le domande (del post) di federico.

    C.

    1. Fede ha detto:

      Io pensavo a Nichi, in realtà…

      1. penso anche io. E un po’ lo spero. Bisognerebbe vedere perché, però.
        Ma tanto, stando a http://www.repubblica.it/politica/2010/03/31/news/scontro_nel_pd-3034212/ , nubi grigie all’orizzonte…

  11. Franco Marzoli ha detto:

    Leggo i molti interrogativi di Fede ed intervengo nel merito di alcuni di essi.

    1) Perchè la Lega è razzista e va bene così?
    Una risposta condivisibile può venire dall’interessante analisi su Repubblica di oggi (31 marzo) a cura di Ilvo Diamanti che, nell’esaminare le caratteristiche del successo leghista, punta su due elementi chiave: sicurezza e identità.
    Conoscendo i miei polli padani penso che il loro voto sia effettivamente legato a questi due bisogni. Quindi si tende a votare Lega in quanto portatrice di questi valori e non in quanto razzista.
    Ci si dovrebbe quindi porre soprattutto il problema del perchè una parte consistente di elettorato si sente insicura e sottoposta a un processo di deidentificazione.

    2) Perchè un voto contro l’aborto?
    A parte le ben note motivazioni portate dai due fronti (abortista e antiabortista), non credo che questo tema sia stato determinante nelle scelte degli elettori laziali. Nel voto sono confluiti sicuramente molti altri aspetti (caso Marrazzo, tradizioni politiche…) e anche valutazioni sociali (non dimentichiamo infatti che mentre la Polverini viene dal sindacalismo, la Bonino fa riferimento ad un’area liberale e liberista)

    3) Perchè il PD non sa rinovarsi?
    Non è facile rispondere…ma bisogna innanzituto tener presente che il PD (nato da appena due anni) rappresenta già una forma di rinnovamento rispetto alla situazione preesistente.
    Forse nell’interrogativo si vuole far riferimento ai quadri e al ceto dirigente. In questo caso giovani fatevi avanti: partecipate, impegnatevi, ponete problemi e soluzioni. Il necessario rinnovamento dovrebbe proprio partire da voi!

  12. Marco Mongelli ha detto:

    Ovviamente il “papa straniero” di cui parla Ezio Mauro è Nichi e si riferisce all’articolo del giorno prima di Curzio Maltese: http://www.sinistraeliberta.eu/vetrina/lo-straniero-nichi

  13. Sì, avevo capito benissimo ragazzi. E’ solo che io spero di no. Cioè, non lo so.. diciamo che non sono convinta. (di ‘Nichi’..)

    Sulla replica di Franco a Fede, riguardo al punto 1): non voglio polemizzare ulteriormente, ma il razzismo è razzismo. La gente non è scema, sa cosa vuol dire questa parola. Se vota gente ideologicamente razzista (i LEGHISTI), vuol dire che non lo considera un problema poi così discriminante ed importante. Non se ne esce, Franco: ci possono essere cento miliardi di altri motivi per cui lo fanno, ma alla fine votano coscientemente un partito razzista. Non riconoscere questo, vuol dire deresponsabilizzare e basta. E deresponsabilizzare vuol dire, implicitamente, trattare da idioti.

    claudia

  14. Fede ha detto:

    Ora che ci hai messo la pulce nell’orecchio, spieghi perchè non ti convincerebbe?
    Qui c’è chi suggerisce (ma non auspica…) possa essere un Santoro:
    http://www.stefanomenichini.it/post/2464776.html

  15. Franco Marzoli ha detto:

    La cosa buffa è che si pensi ad un eventuale nuovo leader del P.D. (ma non iscritto al P.D. stesso…Il cosiddetto Papa straniero).

    A mio parere sarebbe sbagliato pensare ora ad un ulteriore cambio della guardia nel P.D. dopo appena pochi mesi dall’elezione di Bersani.
    A maggior ragione penserei come inattuabile la leadership di Santoro (che francamente con il P.D ha ben poco a che vedere); diverso il discorso per Vendola che, penso, sarebbe disponibile ad una candidatura di una sinistra unita…..
    Ma in queste circostanze sarebbe realizzabile un’unione delle variegate forze di sinistra soprattuto considerando il recente fallimento dell’Ulivo prodiano?
    No. Forse la soluzione migliore potrebbe consistere nell’avviare un vero generale dibattito all’interno delle diverse forze del centro-sinistra che si ponga in termini seri il problema dei cambiamenti in atto nella società e quello della risposta da dare agli stessi.
    Ci sono tre anni di tempo. Non sono nè tanti nè pochi. Basta iniziare da subito il confronto con i necessari cambiamenti di metodo e di merito.

  16. Marco Mongelli ha detto:

    http://www.repubblica.it/politica/2010/04/03/news/maschere_carroccio-3097420/

    Propongo questo articolo, secondo me molto colndivisibile, sull’ascesa politica leghista e soprattutto sulle sue prospettive future. A mio avviso Lerner ha ragione a individuare una sorta di altra anomalia tutta italiana (la lega che ingloberà berlusconismo e “destra europea e moderna” al contrario di quanto accade in Francia) e soprattutto ha ragione nello sgombrare il campo da improbabili paragoni tra partiti di epoche diverse.

  17. Lorenzo Mecozzi ha detto:

    In realtà, Marco, mi sembra che Lerner da una parte contrasta la similitudine, dall’altra la giustichi per altre vie. La lega non è programmaticamente assimilabile ai vecchi partiti, la lega è “ideologicamente” identificabile ai vecchi partiti. è il soggetto politico antico nella modernità. “atei credenti” in qualche modo erano anche i picciisti. se la base ideologica è mutata, ed i valori cui fa riferimento altrettanto, persiste una dimensione religiosa che era presente anche in passato. la componente cattolica favorisce probabilmente un personalismo (papale) in parte assente nel vecchio PCI, ma i funerali più grandi del mondo erano rossissimi, come quelli di Togliatti dipinti da Guttuso.
    contemporaneamente la lega è il partito più moderno nei contenuti: il pd “vole fa l’americano” ma si dimentica che gli immigrati in america sono arrivati cento cinquant’anni fa.

  18. Franco Marzoli ha detto:

    Grazie innanzitutto a Marco Mongelli per la segnalazione. Su Repubblica peraltro compare anche un altro articolo sullo stesso tema di Giorgio Bocca che, anche se con un taglio un pò diverso, segnala lo stesso pericolo: quello della nascita di un forte nuovo blocco sociale della destra populista.
    Un vento europeo basato sui timori posti dalla globalizzazione e delle sue inevitabili conseguenze in termini di libera circolazione di merci, capitali e persone sta soffiando anche nel nostro Paese.
    La lega potrebbe egemonizzare l’intera destra sulla base del vecchio moto: Dio, Patria, Famiglia.
    Il Padano, seguito peraltro ormai da altre etnie italiche, si chiude nel suo territorio di personale egoismo: casetta, fabbrichetta, macchinetta…e pensa così di poter fronteggiare un cambiamento epocale. Povero illuso!
    Il problema per chi non condivide i medesimi “valori” è quello di come parlare con lui, come fargli capire che forse potremmo vivere meglio tutti in un mondo con meno steccati, meno consumi,
    più socialità, più tolleranza.
    Certo che se vado dal leghista che, impaurito, cerca di erigere barricate e gli do del razzista…non combino nulla di buono. Ottengo anzi l’effetto di radicalizzarne ulteriormente le posizioni.
    E allora….non ci rimane forse che ripensare a Voltaire e ad usare l’arma della tolleranza, della pazienza, del pacato coinvolgimento proprio in nome della società laica, inclusiva e progressista che abbiamo in mente. Prepariamoci quindi ad un lavoro lungo e faticoso prima ancora culturale che politico.

  19. Marco Mongelli ha detto:

    No Lorenzo, secondo me la similutidine non solo è troppo “facile”, ma, nella variante da te espressa, è anche ingiustificata. La componente religiosa e “idolatrica” nei confronti del capo, non è in nessuna misura paragonabile a quella che c’era nel PCI. La Lega è, secondo me, un prodotto assolutamente nuovo, figlio di questi tempi e che necessita di essere studiato nella sua peculiarità e contingenza, senza rifugiarci in acrobazie comparative. Quanto ai temi, a me non pare che siano più moderni di quelli affrontati da altri partiti: sono le risposte ad essere troppo semplici.
    Sono d’accordo con Franco sia sulla valutazione “valoriale” della Lega, sia sulla risposta da opporgli. D’altronde la Puglia può essere presa a modello (e da due decenni almeno) di politiche culturali di inclusione. Da cinque anni a questa parte (e verosimilmente per altri cinque) è modello anche di politiche sociali e occupazionali virtuose.

  20. Lorenzo Mecozzi ha detto:

    argomento un po’ meglio: la lega a mio avviso è una dialettica perfetta tra vecchio e nuovo: perfetta per l’italia.
    l’organizzazione del partito non è solo PER il territorio, ma anche SUL territorio. il fatto che qui a Fermo, ben sotto la linea del po’ ci siano varie sedi della Lega, e che siano anche attivi, vuol dire che si muovono davvero tra la gente. a mio avviso in italia un movimento tanto innovativo come quello di Nichi è destinato per ora ad essere d’avanguardia: il voto a Bersani (da sempre identificato con l’apparato vecchio stampo) alle primarie del pd in parte lo dimostra. per ora credo vincano ancora quelli con i fazzoletti verdi sempre in tasca, in cui l’appartenenza al partito è garantita e motivata da valori astratti e valori “concreti”, non solo da valori ideali su cui stabilire un programma: lì il valore E’ il programma!
    ideologicamente, a mio avviso, sono ancora commensurabili ai partiti della prima repubblica: non sovrapponibili, commensurabili. la dimensione di ateo-credente non riguarda solo il capo, ma anche la dimensione in cui vengono inoculate le proposte che il Partito propone. sia quando sono principi valoriali, accolti in maniera miope ma da crociati, sia per quando riguarda i progetti concreti al dettaglio, per i quali molti operai, dopo aver lottato trent’anni solo per un aumento di stipendio, hanno iniziato a votare Lega

  21. Marco Mongelli ha detto:

    http://www.repubblica.it/politica/2010/04/04/news/il_vento_vandeano_da_torino_a_treviso-3118223/

    Ancora una volta il vecchio Eugenio viene a darci una mano. Sostanzialmente, nella tesi di fondo, continuo a non essere d’accordo con te. Quegli operai votano Lega anche perché questa garantisce loro che non verranno scavalcati dai lavoratori immigrati (e regolari) nelle graduatorie dei più svariati servizi e diritti. Insomma, specula sulla guerra dei poveri e ne trae giovamento.

  22. Deleuze ha detto:

    di Luttazzi ricordo piu’ volentieri (sebbene assai piu’ tristemente) le scomposte reazioni dopo che il blogger di http://ntvox.blogspot.com/ e quelli di comedysubs scoprirono e misero a nudo centinaia di battute copiate. Condivido tutto il resto.

    1. Alberto Venezia ha detto:

      Il monologo di Luttazzi a Raiperunanotte è inarrivabile e resterà come uno dei vertici della satira tv. Il “caso plagi” fu fatto esplodere due mesi dopo sulla stampa PDL-PD (Giornale, Repubblica e Unità) proprio come rappresaglia dopo quel monologo (rivedetevelo e capirete perché). Scrissero “la Rete smaschera Luttazzi”. Piccolo particolare: NON ERA VERO. Infatti la Rete tanto evocata dai giornali (ntvox o comedysubs o chicchessia) non aveva scoperto nulla che Luttazzi stesso non avesse già raccontato sul suo blog nel 2005, cioè ben 5 anni prima del finto scoop. Tacendo questa parte della storia, ed esagerando ad arte le illazioni più varie, i media interessati fecero brillare un ordigno. Chi fu il disonesto? Non certo Luttazzi. Ci cascarono in molti, compresi i Wu Ming. Qui un blog aggiornato che entra nel merito: http://anti-diffamazione.blogspot.it/
      Qui un’analisi della cantonata presa dai Wu Ming: http://abbagliowuming.wordpress.com/

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