Decreto salva-liste

Viviamo senza più avvertire sotto di noi il paese,
a dieci passi le nostre voci sono già bell’e sparse,
e dovunque ci sia spazio per una conversazioncina,
eccoli ad evocarti il montanaro del Cremlino.

Le sue tozze dita come vermi sono grasse,
e sono esatte le sue parole come i pesi di un ginnasta;
se la ridono i suoi occhiacci da blatta
e i suoi gambali scoccano neri lampi.

Ha intorno una marmaglia di gerarchi dal collo sottile.
I servigi di mezzi uomini lo mandano in visibilio.
Chi zirla, chi miagola, chi fa il piagnucolone:
lui, lui solo mazzapicchia e rifila spintoni.

Come ferri di cavallo decreti su decreti egli appioppa –
all’inguine, in fronte, a un sopracciglio, in un occhio.
Ogni messa a morte, con lui, è una lieta
cuccagna e un largo torace di osseta.

Novembre 1933
Osip Mandel’stam

Traduzione italiana di Remo Faccani, Einaudi, Torino 2009.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. sandra ha detto:

    …terribilmente attuale: i corsi e ricorsi della storia!

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