Mani loquaci (1)

di Amaranta Sbardella

L’espressione del corpo nelle diverse culture: manuale di pronto intervento

Dietro all’integrazione e alla comprensione di persone di diverse culture e nazionalità si nasconde sempre la conoscenza delle diverse modalità di comunicazione interpersonale.

Per questa ragione è senz’altro interessante (nonché utile!) apprendere le varie modalità di comportamento di un giapponese, di un turco o di un russo.

Ci potrà permettere di lavorare meglio insieme, di capire le ragioni dell’altro, di essere culturalmente più aperti. E se una persona giapponese non ci guarderà in modo diretto, ma tenendo gli occhi socchiusi, sapremo che non lo fa per disattenzione, ma per rispetto….

Con lo scopo di far sorridere e far pensare nasce questa rubrica, un manualetto di scambi e confronti.

Il primo spazio sarà dedicato all’uso delle mani nelle relazioni interpersonali.

    Le mani

  • LA STRETTA DI MANO:

Quante volte ci hanno stretto la mano in maniera così forte da farci sentire lo scricchiolio delle ossa?

Quando ci ricapiterà, non pensiamo subito a un modo, fisico o verbale, per vendicarci, ma riflettiamo sul fatto che l’interlocutore, se uomo di radicata cultura occidentale, vorrà solo farci sentire la sua virilità… Se invece è un orientale, in particolar modo coreano o giapponese, la stretta di mano può essere più debole, o addirittura moscia, perché in Estremo Oriente si saluta perlopiù con l’inchino. Problemi non certo di prestanza fisica, ma di abitudini culturali!

  • IL CONTATTO TRA LE MANI

In alcuni paesi mediterranei gli uomini camminano a braccetto, in vari paesi orientali (arabi e dell’Estremo Oriente rurale) si prendono per mano. In Giappone il fatto di camminare spalla a spalla ha una chiara connotazione omosessuale. E da noi?

  • I GESTI

Qui ci sarebbe da sbizzarrirsi, perché una buona parte delle gaffe quotidiane e internazionali dipendono proprio dal diverso modo di esprimersi con le mani.

Tenere il pugno chiuso e il pollice eretto verso l’alto significa “OK” in Europa e negli USA, “dopo di te” in Indonesia, “grazie” in Brasile e “Te lo metto (in un posticino)” in Estremo Oriente.

Raccogliere le dita a grappolo e farle oscillare dal basso verso l’alto può essere segno di disaccordo nei paesi europei e di grande approvazione in Turchia.

Sempre in Turchia, attenzione a questo gesto: non mostrare mai il pollice tra indice e medio. Si può incorrere nell’ira del nostro interlocutore, perché lo si è appena mandato a quel paese.

Rimanendo ancora dalle parti di Istanbul, il gesto che in Italia utilizziamo per far capire non molto delicatamente all’altro che è arrivato il momento di levare le tende (sinistra ferma, destra che colpisce a taglio), può qui invece indicare il fatto di aver congiaciuto con la dolce fanciulla che è appena passata davanti a noi.

Unire pollice e indice a costituire un cerchio indica, poi, “OK” negli Stati Uniti, ma “non vale niente” in Spagna e nella Francia meridionale, “soldi” in Giappone.

  • CURIOSITA’

Quando anche i potenti sbagliano (potenti di altri stati, perché se parlassimo dei nostri ci sarebbe ben troppo da scrivere!)….

A Manila, nelle Filippine, Bush Sr si espresse con il segno dell’“ok”; ma non era negli Stati Uniti, e il significato del gesto, come ricorderete, è ben diverso!

Anni dopo un altro presidente americano, Clinton, e un’altra gaffe diplomatica, in Russia: nuovamente il messaggio è stato quello di “ok”, imperante nel modo di esprimersi statunitense, ma questa volta con l’indice e il pollice uniti a formare un cerchio. Sapete qual è la sua traduzione verbale nel mondo slavo: “Ti faccio un … grande così!”.

Alla prossima settimana per ulteriori chicche!

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. sil ha detto:

    hi hi hi!!

    e non resisto al fascino del brainstorming:
    “Sempre in Turchia, attenzione a questo gesto: non mostrare mai il pollice tra indice e medio. Si può incorrere nell’ira del nostro interlocutore, perché lo si è appena mandato a quel paese.”…

    … “le mani alzò con amendue le fiche, gridando: «Togli, Dio, ch’a te le squadro! … d’incenerarti sì che più non duri, poi che ‘n mal fare il seme tuo avanzi?” (mi sa che il dantesco gestaccio era qualcosa di simile…)

    Sil

  2. Alberto Rojas ha detto:

    Las manos tienen destinado un trabajo parecido a la boca, pero con un toque de originalidad, como un saludo, una caricia, un insulto y un adiós. Maravillosa foto!

  3. ama ha detto:

    Muchas gracias pinche alberto!
    En realidad bajamos esta foto de Internet!
    De todas maneras te agradezco por tu espiritu estetico!

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