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Premio Dedalus – Pordenonelegge. Classifiche Marzo 2012

"senza scrittori"

Da quest’anno Quattrocentoquattro è “lettore” per il premio Dedalus-Pordenonelegge. Pubblichiamo dunque i risultati delle votazioni relative alla Classifica parziale di Marzo 2012, e rendiamo palese i nostri voti: 

Narrativa
Pietro Grossi, Incanto, Mondadori, 6 punti
Michele Mari, Fantasmagonia, Einaudi, 3 punti

1 Michele Mari, Fantasmagonia, Einaudi, punti 50
2 Elena Ferrante, L’amica geniale, edizioni e/o, p. 43
3 Alessandra Sarchi, Violazione, Einaudi, p. 43
4 Valeria Parrella, Lettera di dimissioni, Einaudi, p. 30
5 Antonio Moresco, Gli esordi, Mondadori, p. 26
6 Edoardo Albinati, Vita e morte di un ingegnere, Mondadori, p. 24
7 Francesco Permunian, La Casa del Sollievo Mentale, Nutrimenti, p. 21 Continua a leggere

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Incontro con Pietro Grossi

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Il recto ed il verso dell’adolescenza: recensione a “Pugni” di Pietro Grossi

di Camilla Panichi

Immagine: François Truffaut, “Jules et Jim”, 1962

Pietro Grossi è nato nel 1978 a Firenze. Esordisce nel 2000 con il romanzo Touché (Pagliai Editore), ma il libro che lo afferma come scrittore è Pugni (Sellerio, 2006), finalista del premio Viareggio e del premio Strega nonché vincitore del premio Piero Chiara e del premio Ceppo di Pistoia. Del 2007 è il suo secondo romanzo, L’acchito, edito sempre per Sellerio. Il suo ultimo lavoro è il romanzo Incanto edito Mondadori nel 2011. 404: file not found incontrerà l’autore lunedì 5 marzo presso la biblioteca comunale di Colle di Val d’Elsa, Siena.
Pugni è una raccolta di tre racconti, ciascuno dei quali è costruito su una coppia di personaggi. Il primo, Boxe, narra la storia di due adolescenti, la Capra e il Ballerino, entrambi pugili, la cui fama che li precede si fa quasi mito: la Capra combatte a testa bassa, come l’animale da cui prende il soprannome, è taciturno, schivo e imbattuto. Il Ballerino è veloce sulle gambe e con un destro secco e preciso, ma non combatte mai. I due pugili, appartenenti a condizioni sociali diverse, ignari l’uno della vita dell’altro non si incontrano-scontrano fin quando la Capra non decide di sfidare il Ballerino per stabilire il primato tra i due. Questo gesto viene caricato di senso e vissuto dalla voce narrante ‒ quella del Ballerino ‒ come il momento in cui uscire dalla dimensione della leggenda («Ero una specie di leggenda. Si parlava di me in tutte le palestre» p.21) ed entrare in quella della realtà. È proprio su questo passaggio che si concentra l’attenzione dell’autore; un passaggio che è anche quello dell’adolescenza alla vita adulta e che in un certo senso ha i tratti dell’irreversibilità:

Ogni tanto ti accadono cose che ti cambiano la vita. E hai voglia poi di tornare indietro e dire no, mi piaceva più prima. […] Il mondo cambiò. D’un tratto là fuori c’era qualcuno capace di battermi, o qualcuno che comunque se la poteva senz’altro giocare. Continua a leggere

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