Questa recensione è già apparsa su “Orwell”, inserto culturale di “Pubblico”, del 17 novembre. È il risultato di un lavoro di scrittura collettiva della redazione di 404: File Not Found.

Come sopravvivere ad un libro d’esordio di grandissimo successo commerciale e vincitore di diversi premi letterari, Strega e Campiello su tutti? Dopo La solitudine dei numeri primi, Paolo Giordano prova a rispondere a questa domanda con Il corpo umano, romanzo corale su un plotone di soldati italiani stanziato in Gulistan nel 2010, durante la guerra in Afghanistan.
In apparenza, dunque, ci troviamo agli antipodi dell’universo umano del primo romanzo; Giordano sceglie uno scenario finzionale e una forma romanzesca, quella del romanzo di guerra, estremamente ambiziosi. La materia narrativa de Il corpo umano deriva certamente anche dal breve soggiorno in Afghanistan dello scrittore al seguito delle truppe italiane, nel dicembre del 2010. Ci sono, insomma, tutte le premesse per pensare al secondo romanzo di Giordano come alla prova della sua maturità artistica. Continua a leggere→

Cosa pensiamo del premio Strega (e come può cambiare)

I.

Dal 1947 ad oggi, il Premio Strega è stato assegnato ogni estate. Su sessantatre concorsi, ventidue volte ha vinto un autore che aveva pubblicato con Mondadori. Seconda casa editrice per numero di premi vinti è Einaudi, con dodici libri premiati. Quindi seguono Rizzoli, nove volte; Bompiani, sette; Feltrinelli, solo quattro; Garzanti, tre; Longanesi, due. Altre case editrici che hanno ottenuto un Premio in questi sessantatre anni: Meridiana, Vallecchi, Leonardo. È evidente, quindi, che esiste un legame fra le dimensioni della casa editrice con cui è pubblicato un libro e le sue probabilità di vincere questo concorso. Ma di che tipo di legame si tratta? Come si vince il Premio Strega?
Noi di 404, ormai è chiaro, crediamo che considerarlo soltanto un Premio “alla casa editrice” , e snobisticamente disprezzare qualsiasi libro vi partecipi, sia una visione riduttiva. Per questo, ce ne stiamo occupando e, dopo qualche ricerca, vi proponiamo qualche riflessione.
L’accesso al concorso è molto chiaro: basta leggere il regolamento che c’è sul sito della Fondazione Bellonci. Tutto parte da un Comitato direttivo. Ne fanno parte: due rappresentanti della fondazione Maria e Goffredo Bellonci, due rappresentanti della società Strega Alberti di Benevento,  tre vincitori del Premio Strega (di solito dell’ultimo triennio), quattro degli Amici della domenica. Sia questi ultimi, sia gli ex-vincitori, sono eletti per cooptazione (cioè dagli altri membri del comitato) e possono essere rieletti. Questo comitato è importante, perché ogni anno deve aggiornare la lista dei quattrocento Amici della domenica. Si chiamano così, perché originariamente erano i frequentatori abituali di casa Bellonci, dove è nato il Premio: erano e sono, in sostanza, la giuria.
Per partecipare al concorso, qualsiasi libro deve essere presentato da due degli Amici della domenica. Le presentazioni devono essere separate, e devono arrivare alla sede del concorso entro una data precisa, che di solito è fra il primo e il quindici aprile, insieme ad un breve giudizio critico che motivi la segnalazione. Dunque ognuno dei giurati si fa garante di due cose: la qualità del libro, e l’attendibilità della partecipazione all’incontro da parte del suo autore. I libri in concorso non possono essere più di dodici, è specificato nel regolamento. Nel caso in cui il numero di quelli presentati sia superiore, fra questi sceglierà “con decisione inappellabile” il comitato direttivo. Ma come? In base a cosa? Già qui, ovviamente, c’è un primo nodo problematico. Il comitato infatti non diffonde le motivazioni della scelta o dell’esclusione di un libro, né sono resi pubblici tutti i libri che sono stati messi in lizza per la dozzina. Fino alla comunicazione di essa da parte della Fondazione Bellonci, circolano solo più o meno attendibili voci per cui un certo romanzo “potrebbe” essere proposto al Premio Strega.
Altra questione è la composizione della giuria. L’attuale comitato direttivo è così composto: Tullio De Mauro (presidente), Alessandro Barbero, Giuseppe D’Avino, Giuseppe De Rita, Valeria Della Valle, Fabiano Fabiani, Alberto Foschini, Dino Gasperini, Melania Mazzucco, Ugo Ricciarelli.
Fra i giurati, invece, si trovano nomi del mondo letterario e della cultura (Alberto Asor Rosa, Alberto Arbasino, Marcello Fois, Stefano Bartezzaghi, Philippe Daverio, Marco Bellocchio, Serena Dandini) , fra cui anche alcuni editori (Alessandro Dalai, Cesare De Michelis, Elido Fazi); molti sono lontanissimi dalla ‘società delle lettere’: direttori d’azienda, architetti, politici (la lista completa è qui ).
Come è evidente, quindi, non si tratta di una giuria popolare (come è, invece, quella del Premio Campiello); né di una giuria sostenuta da competenze ‘tecniche’, cioè composta di critici letterari (come nel caso dei “grandi lettori” del Premio Dedalus). Chi rappresentano i giurati del Premio Strega?