Come 404 poteva intervistare Zuckerberg e non lo ha fatto

di Camilla Panichi

Succede che venerdì alle 15.45 dalla porta di ingresso entrano due signori. Paolo il geometra e Mark. Mia zia mi raggiunge e dice è lui, ha detto Mark. Mi affaccio nell’atrio della sala esposizioni, non riesco a decifrare bene, è voltato di spalle, sta osservando i prodotti. Rientro in ufficio. Attendo un po’, poi mi riaffaccio. È ancora di spalle non riesco a capire, non riesco a vedere. Intanto l’interprete e mio zio fanno il giro della sala, accompagnano gli ospiti presentando le finiture. Mi avvicino, mi inserisco. Siamo disposti in cerchio, mio zio continua a spiegare che una volta temperato il vetro è difficile da tagliare, ma si può fare. Lui ascolta attento, interessato. Fa domande tecniche, troppo. Io penso che non gli somiglia neanche un po’, che i capelli sono più biondi che rossi, che il mento è sfuggente, come quello di Dante e Machiavelli. Eppure gli occhi sono gli stessi e la carnagione chiarissima. Chiede i tempi della posa del vetro, mio zio risponde, Hagar traduce. Indossa una camicia a righe grigio bianche. Niente t-shirt grigia. No, non gli somiglia molto, non può essere lui. Sarà lui? Eppure si è presentato, ha detto hi I’m Mark. Mark. Altezza media, capelli biondo tendente al rosso occhi azzurri, carnagione chiarissima. Torno in ufficio mi connetto, digito nome e cognome, cerco immagini. Mi dico eppure non sembra proprio, mia zia insiste dice eppure si chiama Mark, ma la foto mostra un volto allungato, mentre lui ha la testa piuttosto piccola e proporzionata. Torno di là, ma non li trovo più. Sono chiusi in ufficio, discutono di prezzi. Torno di nuovo in ufficio, sul tavolo la mia borsa nera con dentro un piccolo registratore. Penso alle domande che potrei fargli, in fondo solo ieri Facebook ha raggiunto un miliardo di utenti, ovvero un quinto della popolazione mondiale. Ma se un utente muore, mi domando, Facebook potrà mai saperlo? Ogni utente ha una chiave di accesso personale, cosa succede quando una persona muore? Penso a quel ragazzo che abitava in un paese vicino al mio che si è appeso ad una trave quasi un anno fa. Nei giorni successivi al funerale ha continuato a ricevere messaggi sulla sua bacheca, amici e conoscenti che lo salutavano da quaggiù… Penso e se morissi anche io, i miei amici continuerebbero a scrivermi sulla bacheca? Voglio chiedere, voglio sapere se c’è un modo per fermare Facebook una volta deceduto l’utente. Sì, la mia intervista partirà da qui. Hagar mi chiama, il geometra e lui sono scesi al piano di sotto per vedere la zona produzione. Mia madre sta disponendo sottilissimi strati di bronzo su una lastra di vetro. È il mio momento. Ho le mani sudate. Sto per intervistarlo, ma sarà davvero lui? Mi avvicino, stanno uscendo dalla porta di ingresso. Hagar mi gira un foglietto. Leggo: Mark Rudolf, Architect director for Mark Zuckerberg.

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