London 2012 – Non di solo calcio: la “Generación de oro” della pallacanestro spagnola

di Marco Mongelli

Con la vittoria appena conseguita sulla Russia per 67-59, la Spagna del basket ha raggiunto la sua terza finale olimpica, la seconda consecutiva, confermandosi la nazione più forte del Vecchio Continente e una delle più forti al mondo. Con lo stesso nucleo storico di fenomeni indiscussi.

Infatti, prima che le “Furie Rosse” del calcio iniziassero a far man bassa di titoli internazionali (2 titoli europei e un mondiale, e un ciclo ancora aperto) e che il Barcellona diventasse una squadra già leggendaria, con la Cantera, Guardiola e il tichitaca, è stata la “Generación de oro” della pallacanestro a far sognare la Spagna. Forte di un’ottima tradizione cestistica (argento olimpico nel 1984 e varie medaglie in campo europeo) è però nel 2006 che conquista la sua prima vittoria internazionale, con la vittoria nel Campionato del Mondo. In quella squadra erano presenti Pau Gasol (MVP della manifestazione), Juan Carlos Navarro (poi miglior marcatore all-time dell’Eurolega), Josè Calderon, Rudy Fernandez, Felipe Reyes e Sergio Rodriguez: tutti atleti presenti anche a Londra 2012. Da quel mondiale sono arrivate per la Spagna un argento e due ori europei (2007, 2009, 2011), e un argento olimpico (2008): unico passo falso, i Mondiali in Turchia del 2010. Tanto che qualcuno ha cominciato a fare il paragone scomodo, quello impossibile che sa di lesa maestà, quello alla grande Jugoslavia di Kukoc, Divac e Petrovic.

Domenica, dunque, questa generazione dorata di fenomeni NBA si giocherà l’ennesima finale di questi anni, con un Pau Gasol che dopo aver sofferto tantissimo nei Playoffs NBA di quest’anno è andato a Londra a dimostrare a tutti (e a Kirilenko in particolare) che il giocatore europeo più forte è ancora lui. A meno di incredibile sorprese saranno ancora gli Stati Uniti la squadra di battere per gli iberici. USA che, però, stasera devono sconfiggere l’altra “generazione dorata”, quella argentina di Prigioni, Ginobili, Delfino, Scola e Nocioni, già campioni olimpici ad Atene 2004 (e noi ce lo ricordiamo bene!) e alla loro ultima vetrina internazionale.

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