London 2012 – Su Alex Schwazer

di Marco Mongelli

Si sta concludendo la conferenza stampa indetta da Alex Schwazer per spiegare, un po’ managerialmente come sottolineato da Bragagna, il perché della sua scelta di doparsi.

Il campione olimpico di Pechino ha detto che ha fatto tutto da solo, che si è informato su internet ed è andato in Turchia con 1500 euro in contanti, li ha messi sul tavolo di un farmacista, e si è fatto dare senza problemi l’eritropoietina.

C’era poco da dire prima, e c’è poco da dire ora. In mezzo all’indignazione, ai perbenisti che si stracciano le vesti, a quelli che lo sport fa tutto schifo e non vale la pena di guardarlo e appassionarsi, agli scoop e alla morbosità giornalistica e facilona, rimane da guardare in faccia la realtà, l’atleta e la sua ossessione per una vittoria che dopo Pechino non arrivava, la solitudine e le stranezze. Certo la fiducia è tradita, la delusione è grande e lo sconforto alle stelle. Però io non sono la sua ragazza, non sono il padre né il suo allenatore. Non spetta al tifoso il giudizio morale. Spetta a chi vuole e a chi sa, provare a capire il perché, al di là del come, un atleta di altissimo livello non riesce ad accettare i propri limiti (cosa può un corpo, dicevamo ieri) e decide di imbrogliare e di accettare di essere nel futuro un atleta medagliato, o addirittura vincente, senza merito. Chi scrive prova empatia senza pietà, compassione senza paternalismo, vicinanza emotiva senza sociologismi, perché la relazione uomo-sport nell’agonismo è tutt’altro che leggera e tutt’altro che semplice. Voglio credere, forse con un po’ di ingenuo volontarismo, che la vittoria di Pechino è pulita, che il gesto tronfante di ammirarsi il bicipite fu spontaneo e non sarcasticamente dileggiante, verso se stesso e gli altri. Voglio pensare a un uomo che dostoevskianamente si redime, e che finita la squalifica torna a marciare in maniera agonistica, riscoprendo la gioia di farlo, senza l’ossessione della vittoria.

7 commenti

Archiviato in Sport, Tutti gli articoli

7 risposte a “London 2012 – Su Alex Schwazer

  1. Vi segnalo solo alcuni dubbi di Eugenio Capodacqua (giornalista di Repubblica, esperto di doping) sulla “confessione” http://goo.gl/Bw5Q0 e più in generale sul ruolo del CONI.

  2. anche a me l’unica cosa che ha stonato è questa seconda conferenza un po’ costruita.
    però il perbenismo in generale è insopportabile.. questo paese in cui questi dirigentoni del coni, della figc, delle federazioni varie (spesso noti trobati della politica) giocano a fare gli immacolati (ad indignarsi) mi fa ridere.
    Se posso dire una cosa un po’ controcorrente (in questa fase in cui l’idv e beppe grillo pare siano diventati l’orizzonte del socialismo): a me il concetto di legalità senza declinazione alcuna non piace per niente, specie quando è distanza, distacco, disinteresse nella tragedia – dopo che si era esaltato, applaudito, avvicinato il trionfo.

  3. Leonardo Piccione

    assolutamente d’accordo. a patto che valutazioni di questo tipo (ad esempio il discorso della “redenzione” e quello del perbenismo/giustizialismo) valgano anche per il caso-Vinokourov, discusso altrove.
    resta aperta (e controversa) la questione della potenza morale dell’atleta e delle sue imprese.

  4. Valgono a maggior ragione, a mio avviso. Perché se anche lo sport resta nel territorio della giustizia che riabilita, allora uno sportivo, un corridore, che sconti la sua pena, torni e vinca, è ancor più bello e potente. D’altronde nell’atletica ci sono svariati casi, ultimo quello della martellista di ieri, di atleti squalificati e tornati a gareggiare e a vincere. Ed è quello che sogno anche per Alex.
    Marco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...