London 2012 – Dalla Terra dei fuochi alle Olimpiadi: quattro azzurri per un sogno

di Marco Falco

Terra di Lavoro: terra di bufali, mozzarelle e di reperti archeologici sparsi qua e là. Non volendosi girare dall’altra parte si potrebbe (dovrebbe) dire: terra dei fuochi (con gli innumerevoli pennacchi scaturiti dai roghi tossici che spuntano all’orizzonte), di criminalità e tutte quelle belle cose che la provincia di Caserta regala a giovani e meno giovani. In mezzo a tante carenze, strutturali e talvolta culturali, poi ci scovi le cosiddette ‘eccellenze’ e addirittura te le ritrovi alle Olimpiadi. In tutto i casertani a Londra sono 8 (4 sono già a casa, eliminati), più un atleta che parteciperà alle Paralimpiadi. Una delle province italiane (che non verrà soppressa) a dare più atleti alla causa azzurra per i Giochi a 5 cerchi. Gli alfieri della Terra di Lavoro sportiva sono: il tiratore Ennio Falco di Capua alla quinta esperienza, appartenente al Gruppo Sportivo Forestale e alla Società Tiro a Volo Falco di S. Angelo in Formis, i pugili Clemente Russo (Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre e Società antExcelsior Boxe Marcianise), Domenico Valentino (Gruppo Sportivo Fiamme Oro e Società Medaglia d’Oro Marcianise) e Vincenzo Mangiacapre (Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre e Società antExcelsior Boxe Marcianise), tutti e tre di Marcianise, e Vittorio Jahyn Parrinello (Centro Sportivo Esercito e Società Matesinam di Piedimonte) di Piedimonte Matese, la pallanuotista Simona Abbate (Pro Recco, campione d’Italia e d’Europa) di Marcianise, i judoka Elio Verde (Gruppo Sportivo Fiamme Oro) e Francesco Faraldo (Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre) ambedue nati ad Aversa e residenti a Trentola Ducenta, e infine il paralimpico Vincenzo Di Bennardo (Santa Lucia Roma), originario di San Nicola la Strada, qualificato con la Nazionale di basket in carrozzina.

Ma come si può notare il record di presenze olimpiche spetta di diritto a Marcianise. Cittadina di poco più di 40mila abitanti, è conosciuta più per la criminalità e per le tante fabbriche che stanno chiudendo i battenti alla velocità della luce, acuendo ancor di più il problema molto serio della disoccupazione.
Marcianise fu la prima città italiana ad essere sottoposta a coprifuoco quando nel 1998 la faida tra le due ‘famiglie’ malavitose locali Belforte (Mazzacane, legati ai Casalesi) e Piccolo (ovvero i Quaqquarone, legati alla NCO) raggiunse una ferocia inaudita. Ma nonostante la criminalità, la disoccupazione, le emergenze ambientali e tutto il resto Marcianise è riuscita sempre ad emergere nello sport. Mi viene da pensare al Real Marcianise e al suo miracolo che ha portato la società, oramai defunta del patron Bizzarro fino alla C1 di calcio dalla Serie D o al Marcianise calcio a 5 che dalla C2 arrivò in A1. Con l’ex capitano della squadra (che oramai non c’è più), Francesco Gigliofiorito, stabilmente in nazionale italiana. Ma anche a famiglie sportive come quella di Simona Abbate, premiata come famiglia sportiva 2012 (onorificenza del CONI). Per le Abbate è una vita che sa di cloro, spesa per la pallanuoto con la sorella di Simona Nicoletta, ex capitano della Nazionale e del Volturno dei sogni, così come la cugina, sempre Nicoletta, anch’ella star della prima nazionale femminile e del Volturno capace di vincere 7 scudetti nella waterpolo in rosa. Ma la mente corre anche alla famiglia Notarangelo, parlando sempre di pallanuoto (sia maschile che femminile).
Insomma, una città che nelle difficoltà si ritrova da sempre nello sport. Ma il fiore all’occhiello di Marcianise è senza dubbio il pugilato. In principio fu Angelo Musone, un picchiatore buono, un signore del ring. Inaugurò la stagione dei pugili marcianisani a Los Angeles ’84 con un bronzo nella categoria dei massimi. Ora la capitale italiana della boxe dilettantistica può annoverare tra gli illustri nativi personaggi del calibro di Clemente ‘Tatanka’ Russo, Domenico ‘Mirko’ Valentino, Vincenzo Mangiacapre, presenti a Londra. Clemente Russo, 30 anni e 91kg, ex campione del Mondo e medaglia d’argento a Pechino 2008, nonché ex ‘La Talpa’, ‘Fratello Maggiore’ ed agente della Polizia Penitenziaria, detto ‘Tatanka’ per il suo temperamento rispecchia in toto lo spirito marcianisano. Eccentrico, ‘smargiasso’, determinato, solare, animale da ring e da circo mediatico, punta alla seconda medaglia olimpica e nonostante i riflettori della tv è stato il primo italiano a qualificarsi per Londra nel pugilato. Domenico Valentino, Mr. Tattoo (dati i suoi innumerevoli tatuaggi), ma per tutti Mirko, è uno dei predestinati sin da ragazzino. Sessanta kg di potenza ed intelligenza, ha vinto tutto, tranne che una medaglia olimpica. Poi c’è Mangiacapre, classe 1989, bronzo agli ultimi Europei e agli ultimi Mondiali nei 64 kg, uno di quelli che quando lo vedi boxare capisci perché questo sport è chiamato ‘noble art’. Insomma, terra di bufali sì, ma anche di pugili.
In provincia di Caserta esistono altre realtà: non solo l’antExcelsior Boxe o la Medaglia d’Oro di Marcianise; ma anche la Matesinam che ha fatto venir fuori Vittorio Parrinello, purtroppo eliminato ai quarti da Campbell all’Excel Arena di Londra, con un verdetto un po’ partigiano per l’idolo di casa; o l’Olimpia Boxe Recale, la Perrone Boxe a Capua. Come non nominare, poi, la Tifata Boxe-Team Perugino di San Prisco, capace di sfornare campioni del mondo, professionisti, tutti dalla stessa famiglia del maestro Giuseppe. Prisco ed Antonio Perugino hanno ottenuto più volte le cinture più prestigiose ed anche l’altro fratello, Claudio, è stato campione Internazionale. Prisco morì tragicamente a soli 28 anni nel 2001, ma la sua grinta e la sua tecnica sono riconoscibili nel figlio Giuseppe, 18 anni, 50 vittorie da dilettante, 4 volte campione italiano nelle categorie junior e fresco vincitore del ‘Guanto d’Oro’ a Firenze un paio di mesi fa. Un altro predestinato che punta alle Olimpiadi di Rio del 2016. Ora, però, tutti gli appassionati del ring e dei guantoni da Marcianise e non solo spingeranno più avanti possibile i pugili azzurri, dopo le eliminazioni di Parrinello, di Cappai e del napoletano Picardi. Restano 4 azzurri per un sogno (‘Seven men for a dream’ recita il claim della Federboxe) e 3 sono di Marcianise.

Battesimo del fuoco ieri pomeriggio per Mangiacapre, che ne esce indenne e vincitore contro l’ungherese Kate (20-14 il risultato finale) e oggi esordio per ‘Tatanka’ Russo, dopo essersi qualificato ai quarti senza combattere contro l’angolano Tumba Silva, che, dicono, non abbia superato le operazioni di peso (davvero un’assurdità per il pugile africano). Con Valentino proprio Marcianise ha 3 pugili ai quarti di finale: un altro record per la capitale del pugilato italiano.

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