London 2012 – Beach: Volley sì, Soccer no

di Marco Mongelli e Bruno Pepe Russo

Non l’avevamo mai segnalato. Francamente era difficile pronosticare che il beach volley avrebbe regalato soddisfazioni all’Italia. E invece in una giornata ancora avara di emozioni per i colori azzurri, capita che Paolo Nicolai e Daniele Lupo battano i supercampioni e leggende del beach Rogers-Dallhauser, statunitensi, negli ottavi di finale. E ti ritrovi a riscoprire uno sport indubbiamente derivativo eppur capace di notevoli picchi creativi.

A guardarlo match su match si comincia ad apprezzarne la grande pecularità: il piazzato, il gioco d’attacco d’intelligenza, che si distacca dalla continuità di fast-pipe-opposto del volley e vede nelle proporzioni più grandi del campo in rapporto ai due soli giocatori nel team, molte occasioni di qualità sportiva, di lettura dell’azione.

Non a caso, i giocatori sono tutti specialisti, riconoscibili e con fondamentali specifici.

E domani, nel torneo femminile, Cicolari e Meneghetti incontreranno la coppia spagnola, per ottenere uno storico doppio passaggio ai quarti di finale.

Non salutiamo ovviamente con lo stesso entusiasmo la recente notizia della possibile inclusione del beach soccer nei giochi di Rio 2016. Una specialità, quella, inguardabile, in cui figurano vecchie usurate “glorie” come Ganz, Del Vecchio, Di Livio. Tutto è alzare il pallone dalla sabbia a sparacchiare in porta. Terribile, mentre per grosse fasi dei match “splendidi” quarantenni arrancano nella sabbia. Peraltro: le olimpiadi dovrebbero essere il trionfo dello sport dilettante, che è cosa diversa dall’ex-professionismo. Questo per dire le mille strade che prende la pratica sportiva: due genealogie analoghe, due risultati sensibilmente diversi.

In video, Rogers e Dalhausser nella finale dell’importante open di Brasilia del 2012.

5 commenti

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5 risposte a “London 2012 – Beach: Volley sì, Soccer no

  1. Un punto mi lascia perplesso: se le Olimpiadi sono “il trionfo dello sport dilettante”, non dovrebbero esserci tennisti, cestisti, calciatori, atleti come Bolt e via discorrendo.

    Al riguardo del beach soccer olimpico mi son fatto la mia
    idea: si gioca a Rio, quindi vorrebbero introdurre uno sport “di casa”, capace di attrarre gente e (soprattutto) sponsors.
    Di questo passo ci saranno discipline “ad captationem benevolentiae” in ogni edizione dei Giochi. Se si facesse Kabul 2046, quindi, si potrebbe introdurre quel simpatico gioco in cui due squadre di cavalieri si contendono un montone.

    ps: Ganz gioca nella Padania, quindi si fa le Olimpiadi dei Paesi non riconosciuti con Il Regno delle due Sicilie, il Tibet, la Lapponia e Topolinia.

  2. Andrea Lombardi

    “Francamente era difficile pronosticare che il beach volley avrebbe regalato soddisfazioni all’Italia”. Questa vostra affermazione mostra, non prendetevela, l’incompetenza con cui avete scritto questo articolo. Evidentemente non avete conoscenza del beach volley italiano, della scuola italiana, dello sviluppo a livello nazionale che si è avuto negli ultimi anni. Cicolari-Meneghetti è una delle cinque coppie più forti del mondo al momento, allenate da un certo Lissandro (documentatevi su questo signore). Lupo-Nicolai, riuscendo a battere la coppia statunitense si inserisce a pieno titolo nella lotta per una medaglia, dopo una vittoria inaspettata ma meritata per qualità di gioco e spirito.
    Un ultimo appunto (e non entro nel discorso circa l’introduzione del beach soccer, per cui comunque non vedo problemi, tenendo conto della presenza nei Giochi Olimici di molti sport molto meno divertenti): la pallavolo non è fatta di “fast-pipe-opposto” (inoltre la fast esiste solo nel volley femminile, magari cercate in che cosa consista precisamente questa giocata). Documentatevi se non avete mai praticato certi sport. In generale, non pronunciatevi se non siete competenti.

    PS. Il dilettantismo nei Giochi Olimpici è rimasto solo nel pugilato.

  3. Che le due coppie fossero forti ci stava. Da qui a battere Rogers e Dalhausser ce ne passa, e per questo ne siamo rimasti sorpresi.
    Rispondo sui due meriti che individui: la pallavolo non è fatta di fast pipe opposto. Certo! ma il punto è identificare, anche per un lettore meno avvezzo, non solo per te che certo la sai lunga, la specificità del beach. Che è, indiscutibilmente, fra la altre, una gestione del campo e dei colpi differente.
    Sul dilettantismo, ahimè, dici una cosa proprio stupida. Il dilettantismo è di gran lunga il padrone dei giochi. Tu pensi che esista solo nel pugilato, perchè solo lì riconosci una differenza fra i professionisti (con regole, come saprai, diverse) e i dilettanti. Ma il punto è che nell’interezza del movimento olimpico 9/10 degli sport sono completamente privi di professionisti! Questo è il punto.
    Poi oh, se a te piace Ganz alle olimpiadi che arranca sulla sabbia è una tua opinione, figurati se te la si contesta.

    Bruno

  4. Andrea Lombardi

    Ma cosa stai dicendo? I professionisti sono la base dei moderni Giochi Olimpici, se non ci fossero nessuno li guarderebbe e soprattutto non sarebbero così come sono, visto che gli sponsors li portano loro, non i dilettanti. Magari documentati sulla storia controversa del dilettantismo ai Giochi Olimpici da de Coubertin a oggi, così magari capisci perché ci sono i professionisti e perché i dilettanti sono così pochi (quella decina di sport priva di professionisti è una minoranza, una minoranza di sport minori: se non ci fosse Bolt quanta meno gente assisterebbe a una gara dei 100 metri?). Forse dovresti documentarti anche sul significato di “dilettantismo”, secondo me non ce l’hai chiaro.

  5. Michele Comanducci

    Sul Beach Soccer sei male informato, gli ex giocatori partecipano a tornei amatoriali fuori dalla federazione. In federazione così come in altre nazioni vi è un campionato ufficiale con squadre composte da giocatori giovani che abitualmente giocano in serie d- eccellenza. La nazionale italiana ufficiale (arrivata 3° agli ultimi europei) è composta da questi giocatori e non dagli ex sopra menzionati. ti assicuro che il livello agonistico e la spettacolarità sono ottime ed ha un grande seguito (quest’anno il campionato è stato trasmesso da raisport1). Nel 2011 si sono disputati i mondiali in Italia e lo stadio da 4000 posti è stato sempre pieno per tutti gli 11 giorni della competizione, non credo che molti sport possano vantare tale seguito….. Considera inoltre che in Brasile le partite più importanti sono seguite da oltre 10000 persone e si è arrivati anche a riempire uno stadio da 30000 posti.

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