London 2012 – I giochi in tv: un’impresa olimpica

di Leonardo Piccione

La XXX edizione dei giochi olimpici gode di una copertura mediatica senza eguali, per ovvi motivi di contingenza tecnologica e comunicativa. Tralasciando i numeri dei network internazionali che seguono l’evento ed il caso Twitter (che meriterebbe un discorso a parte), limitiamoci al caso italiano. La Rai non ha più il monopolio olimpico, e Sky ha così potuto dispiegare i suoi potentissimi mezzi anche per l’evento a cinque cerchi.

La tv di “finta pelle” (copyright di Franco Bragagna) sa senza dubbio come prendere per la gola gli appassionati, e ha messo su una proposta da leccarsi i baffi: la finestrella interattiva con tutte le competizioni in corso, le bandierine a segnalare la presenza di atleti italiani e le medaglie a indicare un’imminente assegnazione di ori, sono probabilmente il sogno di tutti gli sportivi. Ma la goduria derivante dal totale controllo su oltre dieci gare in contemporanea, per mezzo di un solo (seppur complicatissimo) telecomando, è un privilegio riservato a pochi.

Gli abbonati Sky in Italia sono 5 milioni, meno di un decimo della popolazione totale. La stragrande maggioranza dei tifosi di ogni sport, insomma, deve accontentarsi dei servigi di mamma Rai. Un solo canale dedicato ai Giochi, Rai2. Una sola scelta di discipline da guardare, fatta non dallo spettatore, ma da Sandro Fioravanti (passato dal microfono a bordovasca al ruolo di team leader; lo stesso compito, per intenderci, che Marco Mazzocchi riveste in occasioni di Mondiali ed Europei di calcio). La situazione, in un certo senso, finisce per facilitare il compito dell’appassionato, che viene sollevato dal gravoso incarico di districarsi tra le decine di opzioni garantite da Murdoch e di scegliere, con dolore, tra la semifinale di scherma e il 3° turno eliminatorio di tennis tavolo.

Certo, permane il timore che da un momento all’altro possa comparire l’ineffabile baffo di Marino Bartoletti (che non salta un grande evento dall’Esposizione Universale di Parigi) a spiegarti i criteri di valutazione in una gara di nuoto sincronizzato, ma seguire le olimpiadi sulla tv di Stato ha ancora un suo perché.

Intanto, checché se ne dica, la Rai ha un bagaglio inarrivabile di esperienza in questo tipo di eventi, e riesce comunque a conferire un rassicurante senso di ufficialità a una finale olimpica. Alcune voci, poi, sono esse stesse parte integrante e inscindibile dell’evento. Perché semplicemente divenute familiari e perché, oggettivamente, riconosciute come competenti e affidabili.

Il già citato Bragagna (con Ticchi e Monetti) per l’atletica e gli impeccabili Bizzotto (tuffi), Calcagno-Pantano (scherma), Sacchi (nuoto), Cassani (ciclismo) sono difficilmente criticabili.

E poi, soprattutto, ci sono gli “improbabili”. I Giannibbezzi in formato olimpico. Prendete Giulio Guazzini, il commentatore del judo. Pensate sia stato assegnato all’arte marziale giapponese per puro caso? Ebbene, no. E’ lui che segue gli eventi internazionali di judo su RaiSport. Conosce la materia, insomma. Forse è per questo che, per lui, una judoka sudcoreana va guardata attentamente perché ha “movenze da pantera”. Per lui Rosalba Forciniti, classe 1986, “è giovanissima, lo ripetiamo ancora una volta” (fa piacere, ma non ha 15 anni). Tecnico e puntuale, nonchè florido di avverbi, nell’osservare che l’atleta calabrese “si sta battendo valorosamente”, “si mostra subito scoppiettante”, “è molto lesta, fa valere la sua tecnica eclatante”. “La sua è un’esecuzione fulminante” (un atleta mongolo si affida alla pena capitale). Il judo è uno sport che nasconde insidie: “Questa è un’entrata folgorante, sicuramente letale per l’avversaria”. Giulia Quintavalle è a terra, ha appena battuto (con un ippon) la sua avversaria: “Ahi, questa non ci voleva…(la Quintavalle esulta)…no! E vai! Andiamo! In effetti si vedeva perplessità, ma anche convinzione nei suoi occhi!” (?!)

La proprietà di linguaggio abbonda nella squadra, e Alessandro Fabbretti (tennis) ne è esponente massimo: “Djokovic ha ritrovato, se non proprio una strada maestra, una via, diciamo così… IMPORTANTE!”.

Claudio Icardi (sport equestri) e l’humour inglese: “Siamo a Greenwich, quindi possiamo dire che Brecciaroli è sul meridiano giusto per darci soddisfazioni”.

Citazione d’obbligo, infine, per Lorenzo Roata (tiro con l’arco). Nella giornata dell’oro del trio maschile italiano, si è esaltato. Lo avevamo lasciato inviato in moto al Giro d’Italia prima e conduttore di Sportabilia poi. Lo abbiamo ritrovato amico della matematica.

Esclamazione al termine del 18° tiro del match Italia-Taipei (la gara si compone di 24 tiri per squadra): ““Ecco, signori, con questa freccia possiamo battere Taipei… Bene, passiamo il turno!….Ah, un attimo…bisogna continuare a tirare!”

Quarti di finale: “217-196 con due frecce dell’avversario. Vediamo…196 più 10 fa 206, poi 206 più 10….(gelo)…206 più 10 fa 216?? Con la matematica ho il terrore!”. Fasi concitate della finale per l’oro: “Nespoli fa 9, va bene così: con la tabellina del 9 vinciamo!”.

Continuare a seguire Londra 2012 sull’amata Rai? Anche i simpatici Giulio Guazzini e Lorenzo Roata sono un buon motivo per farlo. Un motivo in più. Oltre a quello (insignificante) che non ho un abbonamento a Sky.

…to be continued…

1 commento

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Una risposta a “London 2012 – I giochi in tv: un’impresa olimpica

  1. PIERO

    Devo essere sincero? Mi interessa poco il commemtatore ma moltissimo poter vedere le competizioni del maggior numero di atleti. Ringrazio Sky per l’opportunità offerta per le Olimpiadi di Londra. Con la Rai avrei visto soprattutto banalissimi e kitsch spot auto promozionali, il vetero nazionalismo dei continui riassunti delle medaglie italiane, solo e prevalentemente atleti italiani quando mi interessa il valore della competizione e la visione dei migliori atleti. Oltre ad un’enormità di pubblicità e telegiornali inseriti nei momenti agonistici topici. Questo con due reti Sport disponibili, al momento, per insulse repliche di decine di anni fa. Ho la fortuna di avere un abbonamento ma se non fosse così avrei fatto carte false per averlo. Fosse anche solo per limitare il mal di fegato derivato dagli ultimi anni di Rai ( telecronisti compresi ):Olimpiadi, Mondiali, Europei

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