London 2012: storie olimpiche

di Vincenzo Pastore

Il fascino che lo sport esercita anche su improvvisati appassionati per una gara trova la sua radice nel saper amplificare emozioni comuni trasversali: gioia e tristezza, attesa e noia, nervosismo e tranquillità. Ce ne sono però due che stuzzicano, nel bene e nel male, il coinvolgimento empatico dello spettatore: la rabbia e lo stupore, due sentimenti nei quali il nostro grado di immedesimazione aumenta sensibilmente. Durante le Olimpiadi, crogiolo sportivo per eccellenza, quest’altalena di emozioni conosce picchi sensibili, in finale come nelle eliminatorie.

La rabbia
Una vittoria resta sempre (o quasi) un dato oggettivo che premia l’atleta che ha tagliato prima un traguardo, o che ha realizzato più punti dell’altro, o che ha raggiunto una misura empirica migliore dell’avversario. Capita però che a decretare una vittoria sia una giuria con le sue valutazioni frutto, nella migliore delle ipotesi, di convinzioni pregiudiziali. Un po’ come a scuola o all’università, quando alcuni voti ti sembrano ingiustizie olimpiche. E’ lì allora che pensi a Vincenzo Nardiello.

Non un mondiale né un europeo riescono a trasmetterti quel senso di onnipotenza planetaria che solo una medaglia d’oro alle Olimpiadi sa dare. Dettame valido anche per le squadre che hanno segnato intere epopee o per atleti protagonisti assoluti nella specialità. In questi casi le certezze diventano illusioni che bruciano anche a distanza di anni.

Due casi su tutti: l’Italvolley di Velasco e Fiona May ad Atlanta 1996. In particolare, per la pallavolo maschile nostrana, le Olimpiadi rappresentano un tabù. Nessun sigillo in una storia così blasonata.


All’improvviso uno sconosciuto
Ovvero, ma dove vogliono arrivare questi intrepidi temerari olimpici? L’avranno pensato in tanti alla viglia di Zambia Italia, Seul 1988. E’ vero, il calcio non è mai stato terreno di fortuna degli Azzurri durante i Giochi ma avere la meglio dell’ignota formazione africana non sembrava impresa ai limiti del paranormale. E invece succede che Kalusha Bwalya, attaccante africano dello Zambia, vesta i panni per una gara del migliore Van Basten colpendo per tre volte una difesa con, tra gli altri, Ferrara e Tassotti ed in porta Tacconi. Insomma, non proprio gli ultimi arrivati.

I greci, padroni di casa dei Giochi Olimpici Antichi, avranno conservato nei secoli un talento innato per l’immancabile sorpresa a cinque cerchi. Non è un caso che le nostre due ultime storie provengano dal paese ellenico. In tempi così critici per la terra di Olimpia rispolverare due favole dei tempi moderni può contribuire a spezzare quell’insopportabile legame che unisce oggi Atene a pensieri nefasti.

Barcellona 1992, Paraskevi Patoulidou, nome da perfetta sconosciuta ai blocchi di partenza dei 100 metri ostacoli femminili. La superfavorita è Gail Devers, quella delle unghie lunghe una pista d’atletica. L’americana a pochi metri dalla vittoria inciampa su un ostacolo e consegna la medaglia d’oro alla greca, regina per quattro anni prima di darsi alla politica.

Sydney 2000, Konstantinos Kenteris, 200 metri maschili. Tra l’eterno secondo Ato Boldon e Darren Cambell viene fuori questo greco, unico bianco in una terra preda dell’uomo nero come la velocità. La faccia di Kostas a fine gara, con gli occhi spiritati in stile Schillaci Italia 90, sembra chiedersi cosa abbiano combinato le sue gambe. Se lo chiederà a lungo anche l’antidoping, alla quale Kenteris si sottrarrà con dolo.

Se restiamo incollati alla televisione, Rai o Sky che sia, per sedici giorni significa che stiamo cercando anche quest’anno un Kenteris o Bwalya. Non butteremmo via anche un Nardiello. E’ l’Olimpiade, è la vita di ogni giorno.

Lascia un commento

Archiviato in Sport, Tutti gli articoli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...