Ne Pas Couvrir 2012 – Intervista agli organizzatori

Il Ne Pas Couvrir! – Festival dell’Arte! è un festival di musica e arte completamente gratuito che si tiene nel mezzo del Valdarno, a Cave di Santa Maria – Levane, Bucine (AR). Quest’anno è giunto alla settima edizione (28-29 e 30 giugno, qui il programma).

404: file not found seguirà l’evento e per l’occasione ha fatto qualche domanda a Martina, una delle organizzatrici.

1) Come è nato il “Ne Pas Couvrir!” e ad opera di chi? Come si è evoluto nel corso degli anni?

Il Ne Pas Couvrir! è nato nel 2006, come una festa per la “rinascita” della “Associazione Diversi Uguali”, ancora attuale organizzatrice del festival, che da qualche tempo era inattiva. Alcuni degli attuali componenti, presero in mano le redini e si occuparono dell’organizzazione di una giornata musicale. Una scommessa, una festa… era il 25 giugno del 2006. La prima evoluzione c’è stata fin dal secondo anno, quando da una sola giornata passammo a tre. Ci avevamo preso gusto. Ogni anno cerchiamo di migliorare qualcosa, un poco alla volta siamo cresciuti, senza neanche accorgerci dei passi che stavamo facendo. E insieme al festival siamo cresciuti anche noi, siamo diventati non un’associazione ma innanzitutto un gruppo di amici!

2) Il Festival non è solo musica, ma anche “Ne Pas Marché” e nepARTcouvrir!. Che cosa tiene legati insieme concerti, installazioni d’arte, mostre fotografiche, esposizioni di artigianato e oggettistica?

Il legante è l’arte, la passione. Forse, nel caso specifico del NPC!, potremmo anche dire che le due parole sono sinonimi: tutto quello che spinge la macchina del NPC! è la passione, nella musica, nella pittura, nella fotografia. Idee, voglia di fare e come dicevo prima, l’amicizia.

3) Nel corso di questi anni siete riusciti a portare sui vostri palchi il meglio della scena indie italiana (One Dimensional Man, Marta sui Tubi, Bud Spencer Blues Explosion, Teatro Degli Orrori, Tre Allegri Ragazzi Morti) e quest’anno le lineup sono quantomai intriganti (Salmo, Lo Stato Sociale, Amor Fou, Brunori S.A.S.) Come scegliete i gruppi da invitare e qual è il loro riscontro sul Festival?

Il gruppo della direzione artistica si occupa della selezione delle band, fa ricerche sul panorama musicale del momento e sceglie in base alle tendenze, ai dischi in uscita, ai tour. Ovviamente quando un gruppo ha già una forte risonanza questo ci permette di fare concerti di miglior qualità, di avere un afflusso maggiore di pubblico e di conseguenza un passo in avanti verso l’importanza del festival.

4) In tempi tecnici di tagli e austerità, di delegittimazioni all’arte e alla cultura, come si riesce a organizzare tutto questo per sette anni, e per di più gratis. Quali sono le difficoltà e quali le motivazioni che vi spingono a produrre eventi culturali importanti per il territorio?

In effetti l’organizzazione del festival non è mai stata molto semplice, soprattutto dal punto di vista economico, ma adesso è ancora più complicato. Quello che ci spinge a continuare è la passione, la voglia di fare e di provarci nonostante tutto, rimboccandoci le maniche. Siamo giunti al punto da voler bene al Ne Pas Couvrir! Tanto che a volte, ridendo, lo definiamo “nostro figlio”, e allora continuiamo imperterriti, puntiamo i piedi, ripetendoci “ce la facciamo, ce la facciamo”. È una faticaccia, ma alla fine ci divertiamo e facciamo divertire, in un’atmosfera quasi magica, in un luogo meraviglioso. E allora ben venga il sacrificio!

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