Ritorni, conferme, sorprese

di Marco Mongelli


Il 2010 è stato un anno ricchissimo per la musica italiana.
È stato l’anno dei ritorni, alcuni clamorosi, delle conferme, e di alcune piacevolissime sorprese. Una breve carrellata dell’anno scorso musicale può introdurci in un 2011 che sembra promettere altrettante scintille.
A mio personalissimo avviso i migliori 3 album dello scorso anno in terra patria sono stati “Attento a me stesso”, opera prima da solista per Alessandro Fiori, storico leader dei Mariposa, “Midnight Talks”, quarto album degli A toys orchestra e “Dei cani”, secondo album dei bellunesi Non voglio che Clara (di cui avevamo già parlato qui). Per innovazione del linguaggio, potenza espressiva e ricercatezza stilistica credo non abbiano avuto eguali.
Dicevamo delle conferme: alcune band storiche del nostro sottobosco musicale hanno tirato fuori dischi importanti: penso ai Perturbazione che con il loro doppio “Del nostro tempo rubato” ripercorrono tutta la carriera con rabbia e il solito candore e ai Virginiana Miller, che con “Il primo lunedì del mondo” dispiegano lo stessa capacità melodica di vent’anni fa.
E poi agli Amor Fou e le Luci della Centrale Elettrica, entrambi al secondo disco. I primi, con poco clamore, a seguire e a innovare l’ottima strada tracciata dal disco di esordio, Brondi, invece, forse troppo manieristicamente, ad “allungare” le canzoni da spiaggia deturpata. E ancora i Nobraino con l’ottimo “No USA! No Uk!” di cui approfonditamente avevamo discusso qui.
E poi i clamorosi ritorni, quello dei Marlene Kuntz, che con “Ricoveri virtuali e sexy solitudini”, ottavo album studio, mostrano qualche notevole spunto in un generale ritorno a un’aggressività anni ’90; ma soprattutto quello dei Massimo Volume, che riunitisi nel 2008, fanno uscire “Cattive Abitudini” a ben 11 anni di distanza da “Club Privè”, senza però perdere quella poeticità recitante e profonda che aveva segnato il loro percorso artistico
E infine le novità e le soprese: tra le molte ne ho scelte quattro:

  • Colapesce. Da chissà dove, sei canzoni delicate e sognanti, costruite spontaneamente da una voce irreale, sottomarina.
  • Lo Stato Sociale. “Welfare Pop” è un albun di intensità musicale e vigoria verbale non comune.
  • Drink to me. Un trio impetuoso che tra funk, psichedelia e un pizzico di showgaze confeziona un album, “Brazil”, che lascia presagire un grande futuro.
  • Iosonouncane. “La macarena su Roma” è qualcosa di incatalogabile, ma di sicuro l’artista sardo è la voce cantautoriale più talentuosa e più originale che sia nata in questi anni.

E il 2011?
Due ritorni importanti già ci sono stati: Cristina Donà e i Verdena. A marzo sarà la volta di Caparezza, i Marta sui Tubi, Subsonica e Assalti Frontali.
E poi, ovviamente, di tutti quelli di cui ora non sappiamo nulla, forse nemmeno il nome.
La cosa certa è che ogni volta che sentirete di un nuovo disco uscito, potete venire qui, e leggervi qualche riga a proposito.

Lascia un commento

Archiviato in Memo, Musica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...