Sulla scomparsa del Belarus Free Theatre

di Amaranta Sbardella

Tornati da poco in Bielorussia dopo una tournée in Italia, a Roma, presso il Teatro Studio dell’Auditorium, e in Gran Bretagna, a Londra, presso lo Young Vic, i membri del Belarus Free Theatre sono scomparsi. Forse fuggiti, forse arrestati. Le notizie si sono rincorse per alcuni giorni, poi il silenzio, come vorrebbe del resto il dittatore bielorusso Alexander Lukashenko.

Il 20 dicembre Lukashenko viene riconfermato capo del governo bielorusso, dopo elezioni controverse e denunciate dall’Ocse. Sembra ci sia stato un conteggio di voti non trasparente. Subito dopo, una folla di persone si riversa per le strade di Minsk, la capitale, protestando contro il regime. Seguono gli arresti, le violenze, le scomparse. Natalia Kolyada, fondatrice assieme al marito Nikolai Khalezin del Belarus Free Theatre, è arrestata il 21 dicembre e tenuta in prigione per 14 ore senza cibo né acqua, sotto pressione psicologica da parte delle guardie. Non è l’unica ad essere arrestata: vittime del regime cadono altre 220 persone, tra cui i membri del media indipendente Charter97.

Il giorno dopo viene perquisita la casa della Kolyada e poi le tracce si perdono. Altri membri del teatro sono stati arrestati, internet e telefono sono ancora bloccati. Si spera in una fuga, si teme il peggio, in un paese in cui non c’è libertà espressione e in cui gli oppositori del regime rischiano la morte “in circostanze misteriose”.

Un anno fa vi avevamo resi partecipi della meravigliosa bravura e coraggio di questo gruppo teatrale (qui); oggi, con amarezza, vi rendiamo partecipi del tentativo di offuscamento di quel talento e quell’umanità.

Vi proponiamo, inoltre, l’appello stilato da Pietro Valenti, Natalia Di Iorio (direttrice di “Le vie dei festival” di Roma), Andrée Ruth Shammah (direttore del Teatro “Franco Parenti” di Milano) e Barbara Regondi (curatrice del  progetto “VIE Scena Contemporanea Festival” di Modena).

Il Belarus Free Theatre è stato fondato a Minsk nel 2005 per volere del drammaturgo e giornalista Nikolai Khalezin e della drammaturga Natalia Kolyada che da allora lo dirige. La Compagnia, il cui lavoro ha raccolto il sostegno di personaggi come il premio Nobel Harold Pinter, di politici come Vaclav Havel, di rockstar come Mick Jagger per citarne solo alcuni, è stata invitata nei maggiori festival dove ha espresso con forza il suo progetto di resistenza alla violenza del potere nel loro Paese. L’impegno sociale e politico del loro fare teatro, è accompagnato da una straordinaria capacità tecnica ed artistica, e da una forte poesia che ha emozionato il pubblico di tutta Europa.

Il 19 dicembre scorso ci è giunta la notizia dell’arresto di Natalia Kolyada, avvenuto a Minsk nel corso di una manifestazione pubblica cui stava partecipando esprimendo in modo pacifico il proprio dissenso per la rielezione del presidente Bielorusso Aleksandr Lukashenko e per i presunti brogli elettorali. Natalia Kolyada è stata scarcerata il giorno successivo e ha rilasciato una breve intervista telefonica a PeaceReporter . Da allora non si riescono più ad avere contatti con lei e con altri componenti della Compagnia (mail, sito e cellulare bloccati).

Ieri 22 dicembre, abbiamo appreso dall’Agenzia di stampa Reuters di un’irruzione nella casa della Koliada e del marito Nikolai Khalezin, co-fondatore del gruppo, attore e giornalista. Sembra che i due siano fuggiti, forse con le due figlie, ma non c’è nessuna certezza. Quello che è certo è che non c’è possibilità di avere loro notizie. L’irruzione della polizia nella loro casa, è certamente un segnale molto diverso rispetto ad una retata durante una manifestazione. Significa che non è più una casualità ma che stanno cercando proprio loro, da sempre bersaglio del regime (il loro teatro è clandestino in Patria), ma finora ‘protetti’ da una rete di appoggi internazionali come quelli citati all’inizio, che a quanto pare ora non è più sufficiente.

Desideriamo innanzitutto esprimere solidarietà e appoggio al Belarus Free Theatre essendo stati testimoni diretti del loro coraggio e della loro determinazione nell’attuare un teatro che si fa strumento utile all’attuazione politica e sociale della difficile realtà in cui opera. Ma soprattutto chiediamo con forza e determinazione che si possano avere presto loro notizie.

Il Belarus Free Theatre è stato per la prima volta in Italia nell’ottobre 2009, ospite di Vie Scena Contemporanea Festival di Modena che ha presentato una loro personale. La Compagnia è tornata al Festival di Modena con un nuovo lavoro nell’ottobre scorso e, subito dopo, in novembre è stata ospite del Teatro Franco Parenti di Milano e a Le vie dei festival di Roma e, in entrambe le città, ha presentato due lavori riscuotendo come sempre un grande successo e il consenso da parte di pubblico e critica.

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