Perché Sanremo è Sanremo!

di Redazione

Dopo una dura giornata di lavoro, parte della redazione di 404 ha pensato bene, per svagarsi, di accendere la tv: ed ecco, lui era lì. Il Sublime Mostro dello Schermo, il Gran Cadavere della Televisione Italiana è stato riportato ancora una volta in vita, pronto ad offrirsi in pasto all’utenza che paga il canone RAI.


Con spregio del pericolo e noncuranti dei numerosi colpi al cuore ricevuti, i Vostri Fedelissimi hanno optato per una scelta difficile, ardua, quasi insormontabile: lasciare acceso l’Apparecchio, per ascoltare la buona musica italiana – perché Sanremo è Sanremo! – e godere delle procaci forme di Antonella Clerici, per non parlar del fluente italiano di Antonio Cassano. La tentazione è stata forte, la mano correva al telecomando (se non per spegnere, almeno per passare all’intrattenimento meno sofferto di Notting Hill), ma ce l’abbiamo quasi fatta. No, non siamo arrivati a Povia, ma attraverso i brevi appunti che abbiamo buttato giù, potrete avere il referto di una psiche collettiva sull’orlo di una crisi di nervi, con picchi d’isteria notevoli al momento dell’Esibizione Maxima, la premiata ditta Pupo&Ema Fily&Povero Tenore Obbligato a Farsi Del Male.

Per quel che noi non abbiamo avuto la forza di fare, rimandiamo alla nostra fonte d’ispirazione, gli ottimi Assante&Castaldo e il loro live blogging.


Funziona così: in corsivo i nostri commenti e i più o meno rilevanti difetti di pronuncia, normale ciò che è testualmente e, il più delle volte drammaticamente, citato. In grassetto i pezzi proprio da notare, quelli che non se ne potrà mai più fare a meno.

About i cantanti:

  • Valerio Scanu (Direttamente da Amici, il ggiòvane col sopracciglio più ritoccato della storia!) Il battito del cuore – scatta qualcosa fuori e dentro me – fare l’amore in tutti modi tutti modi in tutti i luoghi in tutti i laghi - questo amore è dolce come il miele

  • Toto Cutugno (un italiano vero!) (le sue canzoni sono state interpretate in tutto il mondolet me siiiing siiing siiing, I’m an italian, an italian for real) – sembra una delle comparse del padrino parte seconda, quelli di poche parole e grilletto facile- amore mio stringimi le mani, potrei morire a stare lontani […] voleremo come aereoplani se solo mi stringi i genitali… ah no peccato, questa sarebbe stata carina – è finita, ho scelto un’altra vita

  • Arisa (ancora più brutta, va bene il marchio di fabbrica ma fate qualcosa!) ma l’amore no – c’è poco da dire – Silvia copia Castaldo, poi si corregge accusando il colpo (vabbè, un 6 tirato)

  • Nino d’Angelo con Maria Nazionale (CHIIIIII? Pare che Claudia la conosca bene, ah, sì, è addirittura questa!) jammo ja’. E si comincia con la tarantella. – Un tripudio!

  • Marco Mengoni. Un vero big. CHIIIII? Uno di icsfactor ai tempi che Morgan si faceva di nascosto. (ma com’è conciato?) Ora credimi ancora – segui i miei piedi e non pensare – forse sì forse no – lasciathi andare, datthi la spintha – bello il rigurgitino emetico alla fine della canzone

  • Pupo & EmaFily & un tenore- “Italia amore mio” – si prospetta il capolavoro. Il sentimento che ci unisce intorno alla nostra famiglia – praticamente hanno riscritto “menomale che Silvio c’è” – io credo nella mia cultura – io credo ancora nel rispetto – non in quello per noi – (Vergogna. Qui non c’è commento. Menomale che qualcuno fischia.)

  • arriva Ruggeri, in una nuvola di mistero (la notte delle fate, appunto) – canto una canzone (il complemento oggetto interno non manca mai) - la notte delle foteattimi di tenerezza, dentro una carezza – intanto assa è il migliore – Ogni donna ha paio ali

About Antonio Cassano, io parlo l’Itagliano

-non amo gli uomini (proprio come Gabriele! – NdG, che ha tenuto molto a questa postilla), solo Gigi d’Alessio. – a te faccio uno strappo alla regola. - parliamo della formazione culturale di Cassano (“io so’ sempre stato centravanDi, pure in culturale!” NdS, scusate) - ringraziando il signore, il destino, ringraziando qualcuno insomma (standing ovation)

About la presentatrice.

La Clerici veleggia a fatica nel suo vestitino rosso natale - La Clerici è leeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeenta “abbiamo sentito otto belle canzoni. Ce ne mancano…” oddio. -  Morgan, spero che tu e tutti quelli come te (?!) si possano ritrovare. La Clerici non ha capito dov’è – forse alla prova del cuoco tra Bigazzi e i gatti? – gravi malattie in fase terminale, purtroppo

About il festival.

- CHEPPALLE DI CANZONI – è il festival della disperazione – Luca & Silvia sono fedeli alla linea, gli altri tutti molto romantici – (questo è il momento della deviazione nottinghilliana )

Tirando le somme:

Peccato esserci persi il Povia Magic Moment, c’era da capire se eguagliava la paraculaggine di EmaFily & Pupo (il tenore vabbè, c’è ma non si vede, poverino). Che poi chiamarla canzone! Quella era veramente uno spreco di parole! Per il resto, la coinquilina tedesca di Viola ha riassunto perfettamente quello che passava per la testa a noi tutti: “ma perché in Italia si canta ancora questa roba?

Ecco, chiediamocelo.


16 commenti

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16 risposte a “Perché Sanremo è Sanremo!

  1. Franco Marzoli

    Provo a rispondere alla “coinquilina tedesca” che si chiede “perchè in Italia si canta ancora questa roba?”

    Semplice. Perchè “questa roba” sembra soddisfare buona parte del publico televisivo”.

    O siamo con Moretti cui piaceva “la gente” ma non la “maggioranza della gente”?

  2. Quello che mi chiedo, Franco, è come sia possibile che, nonostante i comunque numerosi segnali di (poco) gradimento, sia possibile continuare su questa scia. Sarà troppo ottimista pensare che “la gente” guardi Sanremo per pura noia – come noi l’altra sera?
    E come è possibile accettare in concorso un’oscenità come quella di Pupo&Principe&Tenore?

    Silvia

  3. Franco Marzoli

    Replico alla replica citando i dati auditel: nella serata di giovedi il festival ha avuto 10 milioni e cinquemila spettatori pari al 46% di share. E’ presumibile poi che in queste serate finali spettatori e share possano ulteriormente aumentare.

    Da notare che questi spettatori non erano “obbligati” a vedere il festival. Avrebbero potuto vedere i numerosi altri canali, leggere, andare al cinema, a teatro, al Pub o fare sesso…..

    Vogliamo esaminare la realtà per quale essa è o, preferiamo illuderci, vedendola per quello che vorremmo che fosse?

  4. Martina Matozzi

    Condivido le critiche e capisco benissimo la sensazione che si prova nel sentir cantare da un per me (e pochi altri) sconosciuto Valerio Scanu “far l’amore in tutti i luoghi in tutti i laghi”, per non parlare di Povia, o di Pupo. Be’, è vero, non c’è molto spessore ed è difficile non lasciarsi travolgere da una sensazione di tristezza che a volte sfiora la depressione (causata dagli eccessivi sbrilluccichii). La canzone italiana però è anche questo e credo che disprezzarla del tutto sotterrando così il Festival di Sanremo, non solo è inutile quanto riduttivo. Oltre alle cose da criticare, il Festival offre tutti gli anni anche un po’ di spunti di riflessione sull’Italia e sulla situazione della canzone italiana, che ci piaccia o no. Se Povia dice la sua ed è ascoltato forse, invece di ripudiarlo e basta, sarebbe necessario chiedersi perché; se Pupo decide di andare a Sanremo con Emanuele Filiberto qualcosa vorrà dire; se Nino d’Angelo decide di cantare in napoletano al Festival della Canzone Italiana, magari è un segno importante. E poi scusate, ma qualcuno si potrà salvare? Si potrà per lo meno ammettere la professionalità di certi cantanti e di certi compositori? Un’ultima cosa: non ci credo che in Germania non esista più la canzone melodica; la coinquilina tedesca per caso conosce l’Eurovision Song Contest? Una delle mie coinquiline tedesche in passato l’aspettava tutti gli anni con ansia…

  5. Valentino

    Capisco la posizione di Martina e ammetto che anche io pensavo di scrivere qualcosa ‘pro festival’..in realtà ho visto ben 2 serate della ‘cosa’ e purtroppo le mie buone intenzioni sono volate via rapidamente. Mi sento, comunque, profondamente ottimista e quindi dico: questo, Martina, semplicemente NON è un quadro della musica italiana, questo è il nulla. Il Festivàl sanremese è l’apoteosi dello spottone pubblicitario-discografico ideato ed intessuto da gente che, con gli altri esseri umani, ha poco da spartire (comincio a pensare che si tratti di extraterrestri in effetti, ma questa è un’altra storia), mi spiego meglio. Evitando di commentare il crimine culturale rappresentato dalle canzoni di Emy Filiberto & Co. (dire ‘reazionari’ è poca cosa, Pupo, comunque, si è già dichiarato ‘pentito’..e se si pente uno come lui…) e Povia (non riesco su questo a fare ironia, non si partecipa ad una COM-PE-TI-ZIO-NE sfruttando una TRAGEDIA privata -vergognati) mi sento di dire, ma è solo la mia opinione, che la musica italiana NON è questa: fortunatamente, e in questa rivista on line c’è chi ne sa molto più di me, esistono gruppi ed artisti come Marco Parente, Yuppie Flu, Giardini di Mirò, Ex, Nobraino (e molti ecc.) che ci dimostrano – in album e dal vivo – che il panorama musicale italiano è vivo e lotta insieme a noi. Quali sono, allora, le cause del Festival? Beh non lo so, non è un meccanismo semplice da sviscerare: credo solo che il comportamento della Clerici e di tutta l’organizzazione del FSR dimostri come la musica sia l’ultima preoccupazione della manifestazione..Solo due spunti rapidi a dimostrazione e poi la smetto: ‘Antonellina’ come puoi tu, durante una standing ovation a Ranieri (che, non me ne vogliate, è stata l’unica cosa da me condivisa..’perdereeeee l’amoooooreeeeeee’) smorzare l’entusiasmo ed il trasporto del pubblico parlando al di sopra degli applausi e mandando la pubblicità?..qualche volta ci sono delle fugaci epifanie e tu non devi strozzarle così: questo è l’atteggiamento di chi la musica non sa neppure dove sia di casa! Secondo spunto: ma avete notato che questo festival è ‘claustrofobico’? Si passa dall’inquadratura in ‘piano americano’ della Clerici a quella dei performer mentre performano (e assolutissimamente MAI prima o dopo) e poi sotto con le tette della Clerici come in un eterno ritorno bidimensionale…più di una volta la nostra Antonellina guardava ‘fuori campo’ un altrove che a noi poveri umani non era concesso. Perché? Paura di gaffe o fuoriprogramma? Ma se avete messo a tacere pure la Gialappas? Sapete l’ultima volta in cui ho visto una simile regia? USA, dibattiti presidenziali Obama-McCain…nessun imprevisto possibile, everything under strict survelliance!
    Il Festivàl fa numeri record? Insomma polemiche montate ad hoc (Morgan chi?); canzoni ‘politiche’ (e ti ci metto anche a te, Cristicchi, che vali poco, molto molto molto poco); il deserto circostante (ragazzi gli altri canali hanno reso incondizionatamente!) e la curiosità di tutti (me compreso) di vedere con i propri occhi una autobiografia cantata di un principino sperduto, sono (alcuni) ingredienti del successo.
    Ok, la smetto! Ciao a tutti

  6. Fede

    La musica italiana è ANCHE questa, nel bene (?) e nel male. Il festival lo fanno perchè si deve fare, è una tradizione, e agli italiani piace, come piace Amici, x-factor, la nazionale, Berlusconi, la Pausini, Christian De Sica, Sofia Loren, etc. Gran parte della stagione della Rai si gioca a San Remo, e a quanto pare a ragione, visti gli ascolti. La gente lo guarda perchè lo vuole guardare. Certo, un po’ di gusto in più per scegliere le canzoni sarebbe gradito, forse la tv dovrebbe anche educare, ma basta cambiare canale, o meglio, spegnere. Però se ne parliamo vuol dire che un po’ ci teniamo, anche se non sarà mai un festival di musica indie. Però Emanuele Filiberto, noooo!

    • ma infatti. C’è poco da fare, “alla gente” il festival piace (e del resto lo stavamo guardando anche noi, schifati o meno). Non mi piace la definizione, su questo concordo con Franco (chi è “la gente”?). Però mi chiedo davvero con quale coraggio, e con quale gusto, una giuria possa accettare in gara una canzone pro-savoia e una su Eluana Englaro, a prescindere da quello che dice.
      Che poi il resto delle canzoni sia un’accozzaglia di ammmòre&buoni sentimenti si sa, da sempre, e c’è poco da fare, e magari ogni tanto esce anche qualcosa di buono: nel frattempo godo nel fare i commenti sarcastici a canzoni che normalmente se le sentissi cambierei canale, e mi rassegno: Sanremo è Sanremo, e non cambierà molto presto la sua direzione. Non è da lì che dobbiamo cercare i nuovi impulsi della musica italiana (cfr. commento di Valentino), ma non dobbiamo nemmeno considerarlo poi così tanto un “segno dei tempi”… è una tradizione. Lenta, stanca, vissuta e anche amata, ma niente di più.

      PS per Martina: riguardo alla coinquilina tedesce. è sempre più facile stupirsi dei costumi altrui, no? gli sguardi “estranei” però sono spesso molto utili a realizzare le contraddizioni :)

      Sil

  7. Non mi è mai piaciuta la giustificazione molto in voga che ci spiega che siccome la gente guarda una cosa vuol dire che piace.
    Anche perché se “alla gente” non dai alternativa guarda anche i gatti spiaccicati in autostrada.
    A tutti ricordo quella sera estiva del, boh, forse 2000, quando Maravenier e Katiaricciarelli presentavano in diretta all’aperto da Lecce: nubifragio, segnale perso ed il cartello rai con scritto le trasmissioni riprenderanno il più presto possibile registrò un record di share.

  8. Martina Matozzi

    L’esempio dell’Eurovision Song Contest serviva solo a sottolineare la presenza della musica leggera stile Sanremo anche in ambito più vasto, non certo a misurare chi sia più o meno trash. Sono d’accordo sul fatto che lo sguardo dell’altro costituisca uno strumento prezioso per osservare meglio noi stessi. Ben venga Sanremo a fare da contrasto a esempi musicali molto più felici e a sottolineare indirettamente tutti quei “tradimenti” musicali generati dalla spettacolarizzazione della musica pop come prodotto esclusivamente commerciale e spesso, purtroppo, di scarsa qualità!

  9. Franco Marzoli

    La discussione si è sviluppata soprattutto sull’apparente contraddizione tra scarsa qualità del prodotto musicale sanremese e il suo forte riscontro mediatico.
    Il tema potrebbe riguardare molte altre trasmissioni televisive (dove la concorrenza spinge inevitabilmente al ribasso), così come le scelte poltiche ecc…
    Troppo facile prendersela con il “popolo ignorante”, e scontata la polemica nei confronti del “potere” che usa i media per raccogliere consenso.
    Cominciamo invece a riflettere sul ruolo dei cosiddetti intellettuali che anzichè ritirarsi nelle loro torri d’avorio per compiacersi della loro “superiorità”, farebbero bene ad iniziare a confrontarsi con le altre componenti della società…a cominciare, ad esempio, dal vicino di casa.

  10. Caro Franco,
    vorrei solo ripetere che qui nessuno ha la boria di pensare che “il popolo” sia ignorante, fosse anche solo perché noi stessi ne facciamo parte. Detto questo, concordo con Milton che parla di assenza di alternative – e direi che questo no, non dipende da noi. Sinceramente, la retorica del “ci si può leggere un buon libro” è valida fino a un certo punto: parlando per me, che comunque preferisco un libro alla televisione, ci sono momenti in cui non ho voglia di sforzare gli occhi, e allora accendo la tv, magari per sottofondo: bè, anche questo fa share (e, nel caso di sanremo, la curiosità è forte: non altri canali, ma proprio quello, per vedere un po’ cosa ne esce fuori… in tutti i modi in tutti i luoghi in tutti i laghi!).
    Riguardo al ruolo degli intellettuali, la riflessione è costante, e l’argomento è approfondibile da tanti e tanti lati. Non era questo il caso, perché nessuno di noi qua stava facendo l’intellettuale ma, semmai, il vicino di casa.

    Sil

  11. Che dire: è lo Zeitgeist (inserisco questa parola visto che sono state messe di mezzo coinquiline tedesche) del febbraio italiano. Poi non faremo questi discorsi ad aprile, avremo altro a cui pensare.
    Saluti,

    NêZ

  12. sandra colamedici

    Vedo che, comunque, nel bene o nel male, Sanremo ‘tira’ sempre…

  13. Pingback: La sera « 404: file not found

  14. Fede

    Due precisazioni veloci: intanto, il mio commento era abbastanza scherzoso, se non si fosse capito; secondo, mettendo da parte il caro Silvio, De Sica e la tortura sono su due piani diversi, suvvia (anche se capisco che a volte possa venire il dubbio…).
    Piuttosto, avete visto la rivolta dell’orchestra?? E che il pricipe ha quasi vinto??

    P.S.
    Ma il voto è truccato, no?

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